Sorrento, rilascio concessioni, una fondamentale differenza tra politica e rispetto delle regole.

0

di Salvatore Caccaviello
Sorrento – Troppo spesso associazioni ed i movimenti civici sono tacciati di fare politica, ossia che liberi cittadini, che chiedono il rispetto delle regole, siano manovrati per scopi prettamente politici.
Ora volendo sgomberare il campo da tale ipotesi, bisognerebbe cercare di capire cosa si intende fare politica, uscendo dal luogo comune che qualsiasi azione da parte di un cittadino nel fare valere i propri diritti equivalga fare politica. Pertanto chiarire i due concetti: politica e rispetto delle regole, diventa fondamentale. –

Fare politica oppure semplicemente politica dovrebbe voler dire interessarsi ai problemi di tutti, cercando di risolverli nel modo migliore mettendosi in discussione, esponendosi personalmente con le proprie idee e i propri valori. Una teoria che sempre più spesso la quotidianità ci indica che è rimasta tale. Altresì fare politica si deve intendere un confronto democratico nel cercare nuove regole da sottoporre alla comunità affinchè la vita quotidiana dei cittadini contribuenti sia sempre migliore.
Totalmente diversa deve essere intesa l’azione di coloro che si adoperano affinchè tali regole , buone o cattive che siano secondo i punti di vista, vengano fatte rispettare. L’azione di alcune associazioni contro le illegalità e dei movimenti civici è evidente che faccia parte del secondo caso,ovvero supportare l’azione delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni, affinché le regole, decise nella maggior parte dei casi dalla politica, vengano rispettate da tutta la comunità. –

Tenere presenti tali distinzioni, potrebbe senz’altro agevolare il lavoro del dirigente, degli uffici e delle autorità preposte circa la soluzione di uno dei temi di maggiore attualità che sta interessando in questi giorni il nostro Comune. Ossia il rilascio delle nuove concessioni di occupazione di suolo pubblico,che secondo alcuni, tramite una certa stampa asservita ,vedrebbe tali associazioni sul piede di guerra e pertanto tacciate di praticare sul campo l’azione di una determinata parte politica. Ora nel ribadire che alle Associazioni che si battono contro le illegalità,per statuto è vietato categoricamente sposare le tesi di alcuna parte politica sarebbe anche opportuno ricordare che le regole, sebbene potrebbero sembrare un limite alla libertà individuale, oltre a stabilire dei doveri altresì garantiscono tutti i diritti dei cittadini. Bisogna pertanto ancora una volta ricordare che l’azione di alcune associazioni e movimenti civici contro le illegalità fin anche supportata da alcuni enti istituzionali, è mirata, sebbene ancora qualcuno fa finta di non capirlo, a debellare prima che sia troppo tardi, quei fenomeni di evidente arroganza,di prepotenza e di furbizia da parte di soggetti che intendono il rispetto delle regole come qualcosa da spendere a proprio uso e consumo. In relazione alla occupazione abusiva di suolo pubblico tale azione vede come obbiettivo il contrasto a coloro che intendono, ma talvolta lasciano intendere addirittura di pretendere, magari inteso come un a sorta di premio, di impadronirsi illegalmente,spesso con una evidente inerzia da parte delle autorità preposte, di un bene appartenente alla collettività. –
Scacciare tali abitudini che inziano ad investire in modo ulteriormente più ampio il nostro territorio, che è bene ricordare sopravvive di turismo e continuamente si confronta a livello internazionale, è diventata ormai una missione per alcune associazioni. Poichè è scientificamente provato, come tra l’altro insegnano le realtà a noi confinanti, che quando si è vissuti nella illegalità per lungo tempo diventa difficile far mutare tali abitudini. Figuriamoci accettare il rispetto delle regole come valore fondamentale.
Di fronte a tali scenari complesso pertanto sembrerebbe il compito che attende il neo Dirigente al Commercio, l’Architetto Daniele De Stefano il quale è evidente che deve dibattersi tra quale dei due percorsi intraprendere: quello invitato dalla politica oppure quello imposto dalle regole. Se come detto le regole sono un diretto risultato dell’azione politica ,il Dirigente non dovrebbe avere nessuna esitazione nel risolvere la problematica che si presenterebbe pertanto di facile soluzione. La legge ed il regolamento comunale non attendono altro che essere applicati. In quanto poi ai controlli è chiaro che anche i tutori dell’ordine, in questo caso la Polizia Municipale è tenuta senza alcun esitazione a far rispettare sia la Legge emanata dal Governo che il Regolamento Comunale. Azione che sembrerebbe anch’essa condizionata dal volere politico. In quanto non si spiega il perchè un cittadino viene immediatamente multato se lascia la propria auto in divieto di sosta e se persiste in tale atteggiamento continuano le multe con gravi conseguenze pecunarie e penali; mentre è inspiegabile che si chiudono entrambi gli occhi se un’attività occupa illegittimamente un’area di suolo pubblico e la collettività dovrebbe accettarlo supinamente. E’ altresì evidente che se il neo dirigente è intenzionato,come sembrerebbe, ad inaugurare un nuovo percorso, in cui il rispetto delle regole sia il protagonista indiscusso, dovrebbe iniziare a far rispettare innanzitutto il suo ruolo e di sicuro quella che adesso appare una difficile impresa si rivelerà di semplice attuazione. – 09 febbraio 2016 – salvatorecaccaviellodi Salvatore Caccaviello
Sorrento – Troppo spesso associazioni ed i movimenti civici sono tacciati di fare politica, ossia che liberi cittadini, che chiedono il rispetto delle regole, siano manovrati per scopi prettamente politici.
Ora volendo sgomberare il campo da tale ipotesi, bisognerebbe cercare di capire cosa si intende fare politica, uscendo dal luogo comune che qualsiasi azione da parte di un cittadino nel fare valere i propri diritti equivalga fare politica. Pertanto chiarire i due concetti: politica e rispetto delle regole, diventa fondamentale. –

Fare politica oppure semplicemente politica dovrebbe voler dire interessarsi ai problemi di tutti, cercando di risolverli nel modo migliore mettendosi in discussione, esponendosi personalmente con le proprie idee e i propri valori. Una teoria che sempre più spesso la quotidianità ci indica che è rimasta tale. Altresì fare politica si deve intendere un confronto democratico nel cercare nuove regole da sottoporre alla comunità affinchè la vita quotidiana dei cittadini contribuenti sia sempre migliore.
Totalmente diversa deve essere intesa l’azione di coloro che si adoperano affinchè tali regole , buone o cattive che siano secondo i punti di vista, vengano fatte rispettare. L’azione di alcune associazioni contro le illegalità e dei movimenti civici è evidente che faccia parte del secondo caso,ovvero supportare l’azione delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni, affinché le regole, decise nella maggior parte dei casi dalla politica, vengano rispettate da tutta la comunità. –

Tenere presenti tali distinzioni, potrebbe senz’altro agevolare il lavoro del dirigente, degli uffici e delle autorità preposte circa la soluzione di uno dei temi di maggiore attualità che sta interessando in questi giorni il nostro Comune. Ossia il rilascio delle nuove concessioni di occupazione di suolo pubblico,che secondo alcuni, tramite una certa stampa asservita ,vedrebbe tali associazioni sul piede di guerra e pertanto tacciate di praticare sul campo l’azione di una determinata parte politica. Ora nel ribadire che alle Associazioni che si battono contro le illegalità,per statuto è vietato categoricamente sposare le tesi di alcuna parte politica sarebbe anche opportuno ricordare che le regole, sebbene potrebbero sembrare un limite alla libertà individuale, oltre a stabilire dei doveri altresì garantiscono tutti i diritti dei cittadini. Bisogna pertanto ancora una volta ricordare che l’azione di alcune associazioni e movimenti civici contro le illegalità fin anche supportata da alcuni enti istituzionali, è mirata, sebbene ancora qualcuno fa finta di non capirlo, a debellare prima che sia troppo tardi, quei fenomeni di evidente arroganza,di prepotenza e di furbizia da parte di soggetti che intendono il rispetto delle regole come qualcosa da spendere a proprio uso e consumo. In relazione alla occupazione abusiva di suolo pubblico tale azione vede come obbiettivo il contrasto a coloro che intendono, ma talvolta lasciano intendere addirittura di pretendere, magari inteso come un a sorta di premio, di impadronirsi illegalmente,spesso con una evidente inerzia da parte delle autorità preposte, di un bene appartenente alla collettività. –
Scacciare tali abitudini che inziano ad investire in modo ulteriormente più ampio il nostro territorio, che è bene ricordare sopravvive di turismo e continuamente si confronta a livello internazionale, è diventata ormai una missione per alcune associazioni. Poichè è scientificamente provato, come tra l’altro insegnano le realtà a noi confinanti, che quando si è vissuti nella illegalità per lungo tempo diventa difficile far mutare tali abitudini. Figuriamoci accettare il rispetto delle regole come valore fondamentale.
Di fronte a tali scenari complesso pertanto sembrerebbe il compito che attende il neo Dirigente al Commercio, l’Architetto Daniele De Stefano il quale è evidente che deve dibattersi tra quale dei due percorsi intraprendere: quello invitato dalla politica oppure quello imposto dalle regole. Se come detto le regole sono un diretto risultato dell’azione politica ,il Dirigente non dovrebbe avere nessuna esitazione nel risolvere la problematica che si presenterebbe pertanto di facile soluzione. La legge ed il regolamento comunale non attendono altro che essere applicati. In quanto poi ai controlli è chiaro che anche i tutori dell’ordine, in questo caso la Polizia Municipale è tenuta senza alcun esitazione a far rispettare sia la Legge emanata dal Governo che il Regolamento Comunale. Azione che sembrerebbe anch’essa condizionata dal volere politico. In quanto non si spiega il perchè un cittadino viene immediatamente multato se lascia la propria auto in divieto di sosta e se persiste in tale atteggiamento continuano le multe con gravi conseguenze pecunarie e penali; mentre è inspiegabile che si chiudono entrambi gli occhi se un’attività occupa illegittimamente un’area di suolo pubblico e la collettività dovrebbe accettarlo supinamente. E’ altresì evidente che se il neo dirigente è intenzionato,come sembrerebbe, ad inaugurare un nuovo percorso, in cui il rispetto delle regole sia il protagonista indiscusso, dovrebbe iniziare a far rispettare innanzitutto il suo ruolo e di sicuro quella che adesso appare una difficile impresa si rivelerà di semplice attuazione. – 09 febbraio 2016 – salvatorecaccaviello