Cava de Tirreni , spaccio di droga gli indagati non parlano

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Spaccio di droga tra Cava e i paesi vesuviani: muti gli indagati. In pochi hanno scelto di rendere dichiarazioni spontanee ma i principali indagati preferiscono avvalersi della facoltà di non rispondere. Lunga giornata di interrogatori, ieri mattina, prima al carcere e poi al tribunale di Nocera Inferiore da parte del Gip Paolo Valiante. Gli indagati finiti in carcere – difesi dagli avvocati Mario Secondino, Marco Salerno e Alfonso Senatore – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere come Antonio Benvenuto, 50enne, di Cava ma residente a Nocera Superiore, titolare del bar individuato come luogo di spaccio e Raffaele De Martino, 48 anni. Mentre ha voluto rendere dichiarazioni spontanee Domenico Caputano, 34 anni, che ha spiegato al gip il tenore delle conversazioni intercettate. Per Caputano è stata chiesta la sostituzione della misura del carcere con i domiciliari. Hanno fatto scena muta anche gli indagati finiti ai domiciliari Pasquale Giuliano, 33 anni di Pompei, pregiudicato e già arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti; Francesco Trabucco, 23 anni, Carlo Lamberti, 35 anni, entrambi di Cava, e Fabrizio Milite, 26enne di Nocera Superiore (difesi dagli avvocati Luigi Senatore e Arturo Della Monica). Non rispondono anche quelli con la misura dell’obbligo di presentazione alla pg: Guidotti di Monte Gualtieri Maria Elene Dominique di Cava de’ Tirreni, 43 anni, originaria del Regno Unito; Gennaro Scirgolea, 55 anni di Cava de’ Tirreni, Carmine Medolla, detto “Leonard”, 48 anni, di Cava de’ Tirreni, Arianna Villani, 40 anni, di Cava, Claudio Mazzotta, 52enne di Cava, Umberto Della Corte, 40 anni. Per tutti è stata chiesta la sostituzione della misura cautelare o la revoca dell’obbigo di presentazione per mancanza delle esigenze cautelari in quanto non vi sarebbe attualità nella condotta criminale. Le richieste di scarcerazione e revoca saranno inviate al pm Giuseppe Cacciapuoti per il parere, poi il Gip Valiante deciderà se alleviare la posizione dei tredici indagati finiti nel mirino della Procura nocerina per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta condotta dai carabinieri della Tenenza di Cava de Tirreni e del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore ha portato all’individuazione di una rete di spacciatori che tra il 2013 e il 2014 avrebbe monopolizzato il mercato dello spaccio nella città metelliana. In quindici sono finiti sotto inchiesta, un’indagine che si è concretizzata con l’esecuzione della misura cautelare eseguita lunedì mattina dai militari metelliani e nocerini. Sono contestati svariati episodi di cessione di droga, ma non il reato di natura associativa. (r. f.) La Città di Salerno

Spaccio di droga tra Cava e i paesi vesuviani: muti gli indagati. In pochi hanno scelto di rendere dichiarazioni spontanee ma i principali indagati preferiscono avvalersi della facoltà di non rispondere. Lunga giornata di interrogatori, ieri mattina, prima al carcere e poi al tribunale di Nocera Inferiore da parte del Gip Paolo Valiante. Gli indagati finiti in carcere – difesi dagli avvocati Mario Secondino, Marco Salerno e Alfonso Senatore – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere come Antonio Benvenuto, 50enne, di Cava ma residente a Nocera Superiore, titolare del bar individuato come luogo di spaccio e Raffaele De Martino, 48 anni. Mentre ha voluto rendere dichiarazioni spontanee Domenico Caputano, 34 anni, che ha spiegato al gip il tenore delle conversazioni intercettate. Per Caputano è stata chiesta la sostituzione della misura del carcere con i domiciliari. Hanno fatto scena muta anche gli indagati finiti ai domiciliari Pasquale Giuliano, 33 anni di Pompei, pregiudicato e già arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti; Francesco Trabucco, 23 anni, Carlo Lamberti, 35 anni, entrambi di Cava, e Fabrizio Milite, 26enne di Nocera Superiore (difesi dagli avvocati Luigi Senatore e Arturo Della Monica). Non rispondono anche quelli con la misura dell’obbligo di presentazione alla pg: Guidotti di Monte Gualtieri Maria Elene Dominique di Cava de’ Tirreni, 43 anni, originaria del Regno Unito; Gennaro Scirgolea, 55 anni di Cava de’ Tirreni, Carmine Medolla, detto “Leonard”, 48 anni, di Cava de’ Tirreni, Arianna Villani, 40 anni, di Cava, Claudio Mazzotta, 52enne di Cava, Umberto Della Corte, 40 anni. Per tutti è stata chiesta la sostituzione della misura cautelare o la revoca dell’obbigo di presentazione per mancanza delle esigenze cautelari in quanto non vi sarebbe attualità nella condotta criminale. Le richieste di scarcerazione e revoca saranno inviate al pm Giuseppe Cacciapuoti per il parere, poi il Gip Valiante deciderà se alleviare la posizione dei tredici indagati finiti nel mirino della Procura nocerina per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta condotta dai carabinieri della Tenenza di Cava de Tirreni e del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore ha portato all’individuazione di una rete di spacciatori che tra il 2013 e il 2014 avrebbe monopolizzato il mercato dello spaccio nella città metelliana. In quindici sono finiti sotto inchiesta, un’indagine che si è concretizzata con l’esecuzione della misura cautelare eseguita lunedì mattina dai militari metelliani e nocerini. Sono contestati svariati episodi di cessione di droga, ma non il reato di natura associativa. (r. f.) La Città di Salerno