Napoli. Da due giorni polveri sottili sotto controllo, ma il blocco auto resta. Vicesindaco: divieto utile, proseguiamo

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Napoli. Negli ultimi due giorni i valori del veleno che respiriamo sono rientrati al di sotto del livello di guardia e il meteo promette di dare una mano a ripulire l’aria, buone notizie per la nostra salute. Però stavolta, anche se il pericoloso Pm10 sta andando via, il blocco alla circolazione ordinato dal sindaco non verrà cancellato. Si tratta di un sacrificio chiesto agli automobilisti napoletani in cambio di qualche giorno in più di respiri puliti: «Ci rendiamo conto del disagio – spiega il vicesindaco Raffaele Del Giudice – ma pensiamo di mantenere il divieto fino a sabato come previsto. Servirà a tenere sotto controllo le emissioni». L’ordinanza, come sa gran parte dei napoletani, è scattata lunedì mattina e prevede il divieto alla circolazione dei mezzi inquinanti dalle 9,30 alle 12,30 e nel pomeriggio dalle 14,30 alle 19,30. Non possono circolare i veicoli fino alla categoria euro 3 e i ciclomotori particolarmente inquinanti. Deroghe sono previste per il car pooling e per specifiche categorie (come i medici o i portatori di handicap): in pratica il divieto coinvolge solo una parte ridotta di automobilisti, eppure viene considerato importante dall’Amministrazione che ha chiesto alla polizia municipale uno sforzo ulteriore per controllare le strade e fermare chi viola l’ordinanza. Si tratta, però, di un palliativo. Lo spiega con semplicità proprio il vicesindaco che ieri si è seduto al tavolo convocato dal ministro dell’ambiente Galletti per fare il punto sull’allarme inquinamento che sta aggredendo l’intera Penisola: «Il blocco delle auto è come l’antipiretico per il malato: serve a contrastare la febbre ma non a curare la malattia. Per curare la “malattia” dell’inquinamento occorrono progetti ad ampio raggio e a lunga scadenza». E proprio di questi progetti Del Giudice ieri ha parlato con il ministro che ha ascoltato e ha preso nota delle proposte e delle richieste di Napoli. Innanzitutto s’è parlato del trasporto pubblico che, è parere condiviso, può essere una importante forma di contrasto alla diffusione delle polveri generate dagli scarichi delle automobili. Al Governo il vicesindaco di Napoli ha chiesto lo sblocco di finanziamenti già deliberati: «In particolare quelli per la linea 6 della metropolitana, sono circa trentasette milioni che ci consentirebbero di completare entro la fine del 2016 le stazioni di collegamento fino a piazza municipio». Ma nel calderone dei finanziamenti che Napoli dovrebbe avere, c’è anche una ampia porzione destinata al rinnovo del parco di autobus. Sono imbarazzanti i dati dei bus della Anm che sono per il 70% al di sotto della categoria euro 3, quindi fortemente inquinanti: «Attendiamo che vengano sbloccati 17 milioni destinati proprio all’acquisto di 120 ecobus, mezzi moderni e a bassissimo impatto ambientale che contribuirebbero a rendere migliore il trasporto pubblico senza avvelenare l’aria della città». I progetti collegati alla viabilità prevedono anche l’avvio del progetto di semafori «intelligenti» che sanno come dosare il segnale rosso e quello verde in modo da evitare ingorghi e fluidificare la circolazione delle vetture: anche per questo progetto sarebbero già stati stanziati molti milioni, quattordici circa, che Napoli attende con ansia. Ma oltre alle richieste ci sono state anche proposte: «Ad esempio al tavolo del Ministero è stata lodata e apprezzata l’ordinanza che impone alle navi che attraccano a Napoli di utilizzare carburante meno inquinante – dice con giustificato orgoglio Del Giudice – e potrebbe essere estesa a tutta l’Italia». (Paolo Barbuto – Il Mattino)

Napoli. Negli ultimi due giorni i valori del veleno che respiriamo sono rientrati al di sotto del livello di guardia e il meteo promette di dare una mano a ripulire l’aria, buone notizie per la nostra salute. Però stavolta, anche se il pericoloso Pm10 sta andando via, il blocco alla circolazione ordinato dal sindaco non verrà cancellato. Si tratta di un sacrificio chiesto agli automobilisti napoletani in cambio di qualche giorno in più di respiri puliti: «Ci rendiamo conto del disagio – spiega il vicesindaco Raffaele Del Giudice – ma pensiamo di mantenere il divieto fino a sabato come previsto. Servirà a tenere sotto controllo le emissioni». L’ordinanza, come sa gran parte dei napoletani, è scattata lunedì mattina e prevede il divieto alla circolazione dei mezzi inquinanti dalle 9,30 alle 12,30 e nel pomeriggio dalle 14,30 alle 19,30. Non possono circolare i veicoli fino alla categoria euro 3 e i ciclomotori particolarmente inquinanti. Deroghe sono previste per il car pooling e per specifiche categorie (come i medici o i portatori di handicap): in pratica il divieto coinvolge solo una parte ridotta di automobilisti, eppure viene considerato importante dall’Amministrazione che ha chiesto alla polizia municipale uno sforzo ulteriore per controllare le strade e fermare chi viola l’ordinanza. Si tratta, però, di un palliativo. Lo spiega con semplicità proprio il vicesindaco che ieri si è seduto al tavolo convocato dal ministro dell’ambiente Galletti per fare il punto sull’allarme inquinamento che sta aggredendo l’intera Penisola: «Il blocco delle auto è come l’antipiretico per il malato: serve a contrastare la febbre ma non a curare la malattia. Per curare la “malattia” dell’inquinamento occorrono progetti ad ampio raggio e a lunga scadenza». E proprio di questi progetti Del Giudice ieri ha parlato con il ministro che ha ascoltato e ha preso nota delle proposte e delle richieste di Napoli. Innanzitutto s’è parlato del trasporto pubblico che, è parere condiviso, può essere una importante forma di contrasto alla diffusione delle polveri generate dagli scarichi delle automobili. Al Governo il vicesindaco di Napoli ha chiesto lo sblocco di finanziamenti già deliberati: «In particolare quelli per la linea 6 della metropolitana, sono circa trentasette milioni che ci consentirebbero di completare entro la fine del 2016 le stazioni di collegamento fino a piazza municipio». Ma nel calderone dei finanziamenti che Napoli dovrebbe avere, c’è anche una ampia porzione destinata al rinnovo del parco di autobus. Sono imbarazzanti i dati dei bus della Anm che sono per il 70% al di sotto della categoria euro 3, quindi fortemente inquinanti: «Attendiamo che vengano sbloccati 17 milioni destinati proprio all’acquisto di 120 ecobus, mezzi moderni e a bassissimo impatto ambientale che contribuirebbero a rendere migliore il trasporto pubblico senza avvelenare l’aria della città». I progetti collegati alla viabilità prevedono anche l’avvio del progetto di semafori «intelligenti» che sanno come dosare il segnale rosso e quello verde in modo da evitare ingorghi e fluidificare la circolazione delle vetture: anche per questo progetto sarebbero già stati stanziati molti milioni, quattordici circa, che Napoli attende con ansia. Ma oltre alle richieste ci sono state anche proposte: «Ad esempio al tavolo del Ministero è stata lodata e apprezzata l’ordinanza che impone alle navi che attraccano a Napoli di utilizzare carburante meno inquinante – dice con giustificato orgoglio Del Giudice – e potrebbe essere estesa a tutta l’Italia». (Paolo Barbuto – Il Mattino)