Italiani e Fantacalcio: quando lo squalificato ti rovina la domenica

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L’Italia è senza dubbio un paese tradizionalmente legato al calcio, in un modo incredibilmente passionale. Ogni domenica, infatti, sono milioni i telespettatori che gioiscono e si disperano per le sorti della propria maglia del cuore: alle volte, così tanto da far tremare persino le panchine delle società più quotate della Serie A.

Un esempio? Garcia, esonerato dalla Roma a causa dell’insurrezione dei tifosi giallorossi, dopo annate comunque positive. Ma i mister dei team italiani non sono gli unici a tremare: la loro tragedia sportiva, anche se in piccolo, viene quotidianamente vissuta anche dai fanta-allenatori: il gioco del fantacalcio, infatti, è talmente amato in Italia da portare persino alla fine di storie d’amore e amicizie. Aste furiose, litigi via WhatsApp, mercati di riparazione all’ultimo sangue, formazioni inserite last-minute: gli appassionati di fantacalcio non si fanno mai mancare nulla, vivendo questo hobby 24 ore su 24, con un occhio sempre attento ai movimenti del calcio reale.

Il gioco del fantacalcio, però, non è solo piaceri e tifo. Si tratta di una passione che, come tutte le cose sanguigne, porta con sé anche tensione e acredine. Alzi la mano chi non ha mai litigato con un amico per un motivo apparentemente così futile, ma in realtà vero e proprio sinonimo di competizione, e alle volte persino specchio delle dinamiche di un gruppo di amici. Sintomi della febbre da fantacalcio sono poi le urla e le domeniche rovinate a causa di espulsioni o ammonizioni ininfluenti per l’esito di una partita, ma che appioppano un “malus” al proprio fantacampione.

Per diventare il maschio alpha, infatti, bisogna innanzitutto aver vinto almeno un’edizione del fantacalcio. I fantamister poi hanno quasi più problemi degli allenatori reali, dovendo seguire contemporaneamente le situazioni di giocatori che giocano in squadre diverse, magari da quelle che giocano gli anticipi fino a quelle che scendono in campo per ultime. Per fortuna i moderni appassionati possono usufruire dell’ausilio tecnologico, che permette ad esempio di consultare la lista dei giocatori squalificati della Serie A  su siti come i-bookmakers: uno strumento che i loro ‘antenati’ sicuramente invidiano non poco.

Ma a chi si deve questa croce e delizia degli italiani? Ad un italiano, ovviamente: nello specifico Riccardo Albini, che inventò questo magnifico e coinvolgente gioco nel lontano 1988, ispirato da quel fanta-baseball che tanto andava di moda negli Stati Uniti d’America. Da quel momento la vita degli appassionati di calcio non è stata più la stessa. Perché il fantacalcio non è solo un gioco, ma anche un modo per vivere in modo più profondo il calcio italiano e mondiale, scoprendo anche quei talenti che, una volta diventati famosi, non sapranno mai che un semplice tifoso li aveva adocchiati prima di un procuratore professionista.

 

 

 

L'Italia è senza dubbio un paese tradizionalmente legato al calcio, in un modo incredibilmente passionale. Ogni domenica, infatti, sono milioni i telespettatori che gioiscono e si disperano per le sorti della propria maglia del cuore: alle volte, così tanto da far tremare persino le panchine delle società più quotate della Serie A.

Un esempio? Garcia, esonerato dalla Roma a causa dell'insurrezione dei tifosi giallorossi, dopo annate comunque positive. Ma i mister dei team italiani non sono gli unici a tremare: la loro tragedia sportiva, anche se in piccolo, viene quotidianamente vissuta anche dai fanta-allenatori: il gioco del fantacalcio, infatti, è talmente amato in Italia da portare persino alla fine di storie d'amore e amicizie. Aste furiose, litigi via WhatsApp, mercati di riparazione all'ultimo sangue, formazioni inserite last-minute: gli appassionati di fantacalcio non si fanno mai mancare nulla, vivendo questo hobby 24 ore su 24, con un occhio sempre attento ai movimenti del calcio reale.

Il gioco del fantacalcio, però, non è solo piaceri e tifo. Si tratta di una passione che, come tutte le cose sanguigne, porta con sé anche tensione e acredine. Alzi la mano chi non ha mai litigato con un amico per un motivo apparentemente così futile, ma in realtà vero e proprio sinonimo di competizione, e alle volte persino specchio delle dinamiche di un gruppo di amici. Sintomi della febbre da fantacalcio sono poi le urla e le domeniche rovinate a causa di espulsioni o ammonizioni ininfluenti per l’esito di una partita, ma che appioppano un “malus” al proprio fantacampione.

Per diventare il maschio alpha, infatti, bisogna innanzitutto aver vinto almeno un'edizione del fantacalcio. I fantamister poi hanno quasi più problemi degli allenatori reali, dovendo seguire contemporaneamente le situazioni di giocatori che giocano in squadre diverse, magari da quelle che giocano gli anticipi fino a quelle che scendono in campo per ultime. Per fortuna i moderni appassionati possono usufruire dell'ausilio tecnologico, che permette ad esempio di consultare la lista dei giocatori squalificati della Serie A  su siti come i-bookmakers: uno strumento che i loro 'antenati' sicuramente invidiano non poco.

Ma a chi si deve questa croce e delizia degli italiani? Ad un italiano, ovviamente: nello specifico Riccardo Albini, che inventò questo magnifico e coinvolgente gioco nel lontano 1988, ispirato da quel fanta-baseball che tanto andava di moda negli Stati Uniti d'America. Da quel momento la vita degli appassionati di calcio non è stata più la stessa. Perché il fantacalcio non è solo un gioco, ma anche un modo per vivere in modo più profondo il calcio italiano e mondiale, scoprendo anche quei talenti che, una volta diventati famosi, non sapranno mai che un semplice tifoso li aveva adocchiati prima di un procuratore professionista.