In margine di “Atrani-Muse…al borgo”

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Quale centro può accogliere gli amanti, gli operatori, i primattori della poesia, della letteratura, meglio di Atrani, che non vale definire paese o cittadina, ma borgo. Un borgo intatto nei decenni, un borgo dove tutti, dalle finestre e dai balconi delle case si danno la mano; un borgo che sembra un salotto di una casa signorile ampia, ma raccolta.

La descrizione più piacevole, più realista l’ha “dipinta” il filosofo tedesco W.Benjamin quando fu ospite fuggevole di Atrani in una giornata d’estate del 1924. Ne riprendiamo la descrizione offerta da una pagina di Salernonotizie, giornale di Salerno e provincia:

“La curva scalinata barocca in leggera salita verso la chiesa. La cancellata dietro la chiesa. Le litanie delle vecchie all’avemaria: propedeutica alla prima classe del trapasso. Se cui si gira la chiesa cionfina, come Dio stesso, col mare…Vicoli come canali di ventilazione. Nella piazza del mercato una fontana. Verso sera, donne ai suoi bordi. Poi solitaria. Un gorgogliare arcaico.”
E, salvo qualche dettaglio che ne abbellisce l’aspetto ringiovanendolo, non troppo è cambiato. Non ai bordi della fontana, ma ci si siede ai tavoli dei caffè per inseguire con lo sguardo attratto la fuga dei balconcini e delle finestre delle case che circondano la piazza. ………………………..g.a.Quale centro può accogliere gli amanti, gli operatori, i primattori della poesia, della letteratura, meglio di Atrani, che non vale definire paese o cittadina, ma borgo. Un borgo intatto nei decenni, un borgo dove tutti, dalle finestre e dai balconi delle case si danno la mano; un borgo che sembra un salotto di una casa signorile ampia, ma raccolta.

La descrizione più piacevole, più realista l’ha “dipinta” il filosofo tedesco W.Benjamin quando fu ospite fuggevole di Atrani in una giornata d’estate del 1924. Ne riprendiamo la descrizione offerta da una pagina di Salernonotizie, giornale di Salerno e provincia:

“La curva scalinata barocca in leggera salita verso la chiesa. La cancellata dietro la chiesa. Le litanie delle vecchie all’avemaria: propedeutica alla prima classe del trapasso. Se cui si gira la chiesa cionfina, come Dio stesso, col mare…Vicoli come canali di ventilazione. Nella piazza del mercato una fontana. Verso sera, donne ai suoi bordi. Poi solitaria. Un gorgogliare arcaico.”
E, salvo qualche dettaglio che ne abbellisce l’aspetto ringiovanendolo, non troppo è cambiato. Non ai bordi della fontana, ma ci si siede ai tavoli dei caffè per inseguire con lo sguardo attratto la fuga dei balconcini e delle finestre delle case che circondano la piazza. ………………………..g.a.