Campania inchiesta su patenti nautiche facili

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Napoli sfrecciano motoscafi e yacht guidati da 2mila skipper improvvisati con patenti «facili», acquistate versando cifre dai 2mila ai 3mila 500 euro: persone che non hanno mai seguito un corso per imparare a guidare una barca e si mettono al timone causando incidenti. È il dato che emerge dall’inchiesta della magistratura e dai dati del sindacato Confarca sul presunto giro di patenti nautiche comprate grazie a funzionari pubblici compiacenti, in servizio per anni alla Capitaneria di porto di Pozzuoli. Un dato che allarma, anche perché – statistiche alla mano – è facile verificare come il golfo di Napoli sia tra gli specchi d’acqua più pericolosi d’Italia. Centinaia le collisioni e gli incidenti (alcuni dei quali anche mortali) che hanno funestato la stagione estiva degli ultimi anni, con feriti e imbarcazioni distrutte o in avaria per colpa dell’imperizia e della scarsa preparazione degli improvvisati skipper. L’indagine, partita nel 2013 dopo un servizio televisivo dell’inviato Luigi Pelazza della trasmissione «Le Iene» di Mediaset, al momento vede indagati a piede libero cinque persone, tra funzionari civili della capitaneria flegrea e titolari di scuole-guida nautiche di Napoli e provincia. Ma dai controlli che la guardia costiera sta effettuando in queste ultime settimane sui rinnovi dei certificati di guida, arriva la conferma che la «patentopoli napoletana» è un fenomeno che si allarga a macchia d’olio: negli ultimi dieci anni sarebbero state almeno 2mila le patenti «facili» rilasciate da pubblici funzionari compiacenti, in cambio di soldi contanti. Il trucco messo in atto con l’avallo di impiegati civili della guardia costiera flegrea, che ha competenza sul tratto di mare da Bagnoli a Mondragone, avveniva in questo modo: con 2mila euro ci si assicurava di conoscere in anticipo le domande dell’esame di guida nautica per andare a colpo sicuro. Ma se non avevi mai messo piede su una barca e non sapevi nemmeno la differenza tra poppa e prua, bastava pagare 3mila e 500 euro in contanti e la patente ti sarebbe arrivata comodamente a casa. Era sufficiente dichiarare, infatti, di aver smarrito il permesso comunicando il numero seriale di vecchie carte di circolazione nautiche registrate sugli albi cartacei ed il gioco era fatto. Alla vecchia patente si attribuiva un nominativo e un volto diverso. Si sarebbe andati avanti in questo modo per anni, con la guardia costiera di Pozzuoli che sarebbe stata secondo le accuse ancora tutte da provare il centro di questo sistema fraudolento finito nel mirino degli accertamenti. E i furbetti del mare ora sono stati stanati dai controlli serrati disposti dall’ufficio marittimo regionale della capitaneria di Napoli, come conferma anche il segretario nazionale Adolfo D’Angelo di Confarca, il sindacato nazionale che raggruppa autoscuole e scuole nautiche. «Al setaccio vengono passate anche le iscrizioni nei registri di almeno dieci anni fa e le pratiche per il rilascio delle patenti dice D’Angelo – dagli uffici infatti sarebbero stati rilasciati certificati per lo smarrimento di patenti che in realtà non sarebbero mai state conseguite, in modo da ottenere il rilascio di un duplicato iscritto illegalmente nei registri su cui è stata puntata la lente di ingrandimento della guardia costiera». Confarca lancia poi un appello a chi ha frodato. «Nella maggior parte dei casi i reati sono caduti in prescrizione per il passare del tempo dice ancora Adolfo D’Angelo Tuttavia invitiamo chi ha acquistato una patente senza alcuna preparazione a rimettersi a studiare. Anche quelli che ormai non incorrono più nel rischio di una denuncia devono presentarsi presso le scuole nautiche ed iscriversi ad un corso di formazione, in modo da evitare di fare danni irreparabili per colpa dell’imperizia Il Mattino

Napoli sfrecciano motoscafi e yacht guidati da 2mila skipper improvvisati con patenti «facili», acquistate versando cifre dai 2mila ai 3mila 500 euro: persone che non hanno mai seguito un corso per imparare a guidare una barca e si mettono al timone causando incidenti. È il dato che emerge dall'inchiesta della magistratura e dai dati del sindacato Confarca sul presunto giro di patenti nautiche comprate grazie a funzionari pubblici compiacenti, in servizio per anni alla Capitaneria di porto di Pozzuoli. Un dato che allarma, anche perché – statistiche alla mano – è facile verificare come il golfo di Napoli sia tra gli specchi d'acqua più pericolosi d'Italia. Centinaia le collisioni e gli incidenti (alcuni dei quali anche mortali) che hanno funestato la stagione estiva degli ultimi anni, con feriti e imbarcazioni distrutte o in avaria per colpa dell'imperizia e della scarsa preparazione degli improvvisati skipper. L'indagine, partita nel 2013 dopo un servizio televisivo dell'inviato Luigi Pelazza della trasmissione «Le Iene» di Mediaset, al momento vede indagati a piede libero cinque persone, tra funzionari civili della capitaneria flegrea e titolari di scuole-guida nautiche di Napoli e provincia. Ma dai controlli che la guardia costiera sta effettuando in queste ultime settimane sui rinnovi dei certificati di guida, arriva la conferma che la «patentopoli napoletana» è un fenomeno che si allarga a macchia d'olio: negli ultimi dieci anni sarebbero state almeno 2mila le patenti «facili» rilasciate da pubblici funzionari compiacenti, in cambio di soldi contanti. Il trucco messo in atto con l'avallo di impiegati civili della guardia costiera flegrea, che ha competenza sul tratto di mare da Bagnoli a Mondragone, avveniva in questo modo: con 2mila euro ci si assicurava di conoscere in anticipo le domande dell'esame di guida nautica per andare a colpo sicuro. Ma se non avevi mai messo piede su una barca e non sapevi nemmeno la differenza tra poppa e prua, bastava pagare 3mila e 500 euro in contanti e la patente ti sarebbe arrivata comodamente a casa. Era sufficiente dichiarare, infatti, di aver smarrito il permesso comunicando il numero seriale di vecchie carte di circolazione nautiche registrate sugli albi cartacei ed il gioco era fatto. Alla vecchia patente si attribuiva un nominativo e un volto diverso. Si sarebbe andati avanti in questo modo per anni, con la guardia costiera di Pozzuoli che sarebbe stata secondo le accuse ancora tutte da provare il centro di questo sistema fraudolento finito nel mirino degli accertamenti. E i furbetti del mare ora sono stati stanati dai controlli serrati disposti dall'ufficio marittimo regionale della capitaneria di Napoli, come conferma anche il segretario nazionale Adolfo D'Angelo di Confarca, il sindacato nazionale che raggruppa autoscuole e scuole nautiche. «Al setaccio vengono passate anche le iscrizioni nei registri di almeno dieci anni fa e le pratiche per il rilascio delle patenti dice D'Angelo – dagli uffici infatti sarebbero stati rilasciati certificati per lo smarrimento di patenti che in realtà non sarebbero mai state conseguite, in modo da ottenere il rilascio di un duplicato iscritto illegalmente nei registri su cui è stata puntata la lente di ingrandimento della guardia costiera». Confarca lancia poi un appello a chi ha frodato. «Nella maggior parte dei casi i reati sono caduti in prescrizione per il passare del tempo dice ancora Adolfo D'Angelo Tuttavia invitiamo chi ha acquistato una patente senza alcuna preparazione a rimettersi a studiare. Anche quelli che ormai non incorrono più nel rischio di una denuncia devono presentarsi presso le scuole nautiche ed iscriversi ad un corso di formazione, in modo da evitare di fare danni irreparabili per colpa dell'imperizia Il Mattino