Gragnano fronte per ricandidare il sindaco Paolo Cimmino

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Francesco FuscoGragnano. «Siamo già in campagna elettorale e lavoreremo per ricandidare a sindaco Paolo Cimmino a capo di una coalizione civica». Lo ha affermato Alberto Vitale, sindaco facente funzioni dimessosi dopo lo strappo con l’assessore Sicignano e quattro consiglieri, durante una conferenza stampa di mattina. Dimissioni irrevocabili dunque, che porteranno la città dei Lattari al voto anticipato già nella prossima tornata di primavera. Decisiva è stata la frattura nel vertice di maggioranza di lunedì scorso, conclusosi con le dimissioni dell’assessore Claudia Sicignano (civiche di centro) e il distacco dal gruppo di governo cittadino dei consiglieri Pietro Cavaliere, Giovanni Sorrentino, Veronica D’Auria e Patrizio Mascolo. «La situazione ci lascia perplessi ha detto Vitale perché se c’erano incomprensioni così forti personale, non capiamo perché non siano state manifestate prima. Abbiamo sempre riconosciuto i meriti di tutti, mettendo in evidenza il gioco di squadra». Vitale ha sostituito al vertice della giunta Cimmino, dichiarato ineleggibile dalla Corte d’Appello di Napoli per essersi dimesso in ritardo da amministratore di un centro medico convenzionato con l’Asl. Una situazione circoscritta alle passate elezioni e che non pregiudica il futuro. Dal loro canto, i dissidenti hanno ribadito i motivi dello strappo. «La giunta ha assunto decisioni importanti per il futuro della città senza coinvolgere tutte le parti politiche della maggioranza», dice Mascolo». Sul caso sono intervenuti anche le opposizioni. «Che l’epilogo dell’amministrazione CimminoVitale non avrebbe avuto un lieto fine lo avevamo già pronosticato all’indomani della loro elezione», dice Mario D’Apuzzo, capogruppo uscente di Forza Italia.

Francesco FuscoGragnano. «Siamo già in campagna elettorale e lavoreremo per ricandidare a sindaco Paolo Cimmino a capo di una coalizione civica». Lo ha affermato Alberto Vitale, sindaco facente funzioni dimessosi dopo lo strappo con l'assessore Sicignano e quattro consiglieri, durante una conferenza stampa di mattina. Dimissioni irrevocabili dunque, che porteranno la città dei Lattari al voto anticipato già nella prossima tornata di primavera. Decisiva è stata la frattura nel vertice di maggioranza di lunedì scorso, conclusosi con le dimissioni dell'assessore Claudia Sicignano (civiche di centro) e il distacco dal gruppo di governo cittadino dei consiglieri Pietro Cavaliere, Giovanni Sorrentino, Veronica D'Auria e Patrizio Mascolo. «La situazione ci lascia perplessi ha detto Vitale perché se c'erano incomprensioni così forti personale, non capiamo perché non siano state manifestate prima. Abbiamo sempre riconosciuto i meriti di tutti, mettendo in evidenza il gioco di squadra». Vitale ha sostituito al vertice della giunta Cimmino, dichiarato ineleggibile dalla Corte d'Appello di Napoli per essersi dimesso in ritardo da amministratore di un centro medico convenzionato con l'Asl. Una situazione circoscritta alle passate elezioni e che non pregiudica il futuro. Dal loro canto, i dissidenti hanno ribadito i motivi dello strappo. «La giunta ha assunto decisioni importanti per il futuro della città senza coinvolgere tutte le parti politiche della maggioranza», dice Mascolo». Sul caso sono intervenuti anche le opposizioni. «Che l'epilogo dell'amministrazione CimminoVitale non avrebbe avuto un lieto fine lo avevamo già pronosticato all'indomani della loro elezione», dice Mario D'Apuzzo, capogruppo uscente di Forza Italia.