Cava de Tirreni, falsi incidenti 19 sotto processo

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Cava de’ Tirreni. Inscenavano falsi incidenti per ottenere il rimborso dalla compagnia assicurativa; a chiedere i danni erano sempre le stesse persone, per la maggior parte legate tra di loro da vincoli di parentela. Ma c’erano anche amici e conoscenti che si alternavano a dichiarare il falso o a essere in prima persona protagonisti di falsi incidenti. Sono 19 gli imputati che, il prossimo 17 marzo, dovranno presentarsi davanti al Gup del tribunale di Salerno, Perrotta, per l’udienza preliminare con l’accusa di frode ai danni della «Vittoria assicurazioni», la nota agenzia di Cava de’ Tirreni presunta vittima di un giro di sinistri fasulli. I fatti, oggetto del procedimento giudiziario, risalgono al 2008 quando, in seguito ad un’inchiesta interna, la compagnia assicurativa sporse denuncia facendo accendere il faro della Procura su decine di episodi dichiarati «sospetti». Furono le indagini della Procura, affidate al sostituto Santoro, a ricostruire il modus operandi degli imputati che avrebbero inscenato una quindicina di falsi sinistri. Sempre lo stesso il meccanismo messo in piedi: veniva denunciato il falso incidente alla compagnia assicurativa che, quindi, doveva risarcire un danno mai verificatosi. Nelle denunce ricorrevano sempre gli stessi nomi indicati, a volte, come conducenti o proprietari delle automobili, in altre occasioni in qualità di passeggeri. Secondo le accuse il sistema fraudolento era incentrato sulla denuncia di falsi sinistri mediante la compilazione di modelli Cid nei quali venivano documentati incidenti occorsi a «pedoni o a persone trasportate». Il sistema prevedeva la denuncia, da parte degli imputati, di danni fisici subiti in conseguenza di sinistri stradali di fatto mai verificatisi. Una seconda fase della truffa era invece basata sul reclutamento di testimoni di comodo, cui seguiva la richiesta di risarcimento danni. In molti casi la compagnia ha già erogato il risarcimento versando fino ad ottomila euro per incidenti di fatto mai verificatisi. Gli imputati sono tutti incensurati che si sarebbero a più riprese prestati per diventare vittime di falsi incidenti stradali, e anche falsi testimoni, usati in tribunale o davanti al Giudice di Pace quando le pratiche per il risarcimento si trasformavano in cause giudiziarie. L’udienza, prevista ieri, è slittata per un legittimo impedimento di un avvocato: si torna in aula la primavera prossima. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Marco e Alfonso Senatore, Giovanni Del Vecchio, Mario Secondino e Arturo Della Monica.+ Viviana De Vita , Il Mattino

Cava de' Tirreni. Inscenavano falsi incidenti per ottenere il rimborso dalla compagnia assicurativa; a chiedere i danni erano sempre le stesse persone, per la maggior parte legate tra di loro da vincoli di parentela. Ma c'erano anche amici e conoscenti che si alternavano a dichiarare il falso o a essere in prima persona protagonisti di falsi incidenti. Sono 19 gli imputati che, il prossimo 17 marzo, dovranno presentarsi davanti al Gup del tribunale di Salerno, Perrotta, per l'udienza preliminare con l'accusa di frode ai danni della «Vittoria assicurazioni», la nota agenzia di Cava de' Tirreni presunta vittima di un giro di sinistri fasulli. I fatti, oggetto del procedimento giudiziario, risalgono al 2008 quando, in seguito ad un'inchiesta interna, la compagnia assicurativa sporse denuncia facendo accendere il faro della Procura su decine di episodi dichiarati «sospetti». Furono le indagini della Procura, affidate al sostituto Santoro, a ricostruire il modus operandi degli imputati che avrebbero inscenato una quindicina di falsi sinistri. Sempre lo stesso il meccanismo messo in piedi: veniva denunciato il falso incidente alla compagnia assicurativa che, quindi, doveva risarcire un danno mai verificatosi. Nelle denunce ricorrevano sempre gli stessi nomi indicati, a volte, come conducenti o proprietari delle automobili, in altre occasioni in qualità di passeggeri. Secondo le accuse il sistema fraudolento era incentrato sulla denuncia di falsi sinistri mediante la compilazione di modelli Cid nei quali venivano documentati incidenti occorsi a «pedoni o a persone trasportate». Il sistema prevedeva la denuncia, da parte degli imputati, di danni fisici subiti in conseguenza di sinistri stradali di fatto mai verificatisi. Una seconda fase della truffa era invece basata sul reclutamento di testimoni di comodo, cui seguiva la richiesta di risarcimento danni. In molti casi la compagnia ha già erogato il risarcimento versando fino ad ottomila euro per incidenti di fatto mai verificatisi. Gli imputati sono tutti incensurati che si sarebbero a più riprese prestati per diventare vittime di falsi incidenti stradali, e anche falsi testimoni, usati in tribunale o davanti al Giudice di Pace quando le pratiche per il risarcimento si trasformavano in cause giudiziarie. L'udienza, prevista ieri, è slittata per un legittimo impedimento di un avvocato: si torna in aula la primavera prossima. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Marco e Alfonso Senatore, Giovanni Del Vecchio, Mario Secondino e Arturo Della Monica.+ Viviana De Vita , Il Mattino