Cava de’ Tirreni. La caldaia di “Casa Serena” è guasta. I 47 anziani ospiti privati dell’acqua calda

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Cava de’ Tirreni. Anziani senza acqua calda nelle loro stanze di “Casa Serena”. Da tempo la caldaia che serve la struttura, di proprietà comunale, è fuori uso e – per garantire l’acqua calda agli ospiti del ricovero – le operatrici della cooperativa a cui è affidata la gestione provvedono quotidianamente a riscaldare l’acqua per coloro che ne fanno richiesta. Il ripristino dell’impianto costerà almeno 10mila euro ma la questione resta aperta in merito alla competenza dell’intervento di riparazione. Una situazione che in primis ha preoccupato, e continua a preoccupare, i familiari degli ospiti di “Casa Serena”. Ma le rassicurazioni arrivano da Angelo Zoppo, legale rappresentante della cooperativa che gestisce la struttura: entro febbraio il disagio sarà risolto. I tempi sono quelli tecnici: segnalato il disagio, i gestori hanno dovuto attendere l’ok da Palazzo di Città per poter procedere nell’ordinazione dei pezzi di ricambio necessari. Conferma che è arrivata solo il 15 gennaio scorso. Nello stesso giorno ci si è mossi tempestivamente per contattare la ditta che si occupa dei lavori di manutenzione della struttura. «Purtroppo abbiamo dovuto attendere i tempi tecnici di confronto con gli uffici comunali – ha spiegato Zoppo – essendo noi la concessionaria della struttura, è dal Comune che devono arrivare le autorizzazioni per gli interventi di manutenzione». Intanto però il problema della non funzionalità del sistema di riscaldamento dell’acqua va avanti da almeno tre settimane e la cooperativa sociale “Nuovi Orizzonti” si è vista costretta ad adottare vere e proprie misure di emergenza. «Abbiamo dovuto escogitare un sistema alternativo – continua Zoppo – predisponendo presso il bagno assistito comune un piccolo impianto ad hoc per la produzione di acqua calda in modo tale che le nostre operatrici possano veicolare l’acqua calda presso i bagni privati di ogni singola camera. Una procedura di urgenza per le necessità igienico sanitarie dei nostri 47 ospiti». Nel frattempo la cooperativa si è addossata l’impegno dell’intervento di riparazione ma la questione che dovrà successivamente essere risolta riguarda la codifica contrattuale degli oneri considerato che già lo scorso inverno la concessionaria delle struttura si era fatta carico di un altro intervento analogo costato 80 mila euro. «Il contratto e il capitolato sono chiari – ha concluso Zappo – a noi tocca occuparci della manutenzione e del ripristino funzionale, ma non della sostituzione di impianti che fra l’altro sono anche datati e qualora esauriscono la loro funzione debbono oggettivamente essere sostituiti». Un discorso, questo, che dovrà essere intavolato nei prossimi giorni con l’amministrazione. (Giuseppe Ferrara – La Città di Salerno) 

Cava de’ Tirreni. Anziani senza acqua calda nelle loro stanze di “Casa Serena”. Da tempo la caldaia che serve la struttura, di proprietà comunale, è fuori uso e – per garantire l’acqua calda agli ospiti del ricovero – le operatrici della cooperativa a cui è affidata la gestione provvedono quotidianamente a riscaldare l’acqua per coloro che ne fanno richiesta. Il ripristino dell’impianto costerà almeno 10mila euro ma la questione resta aperta in merito alla competenza dell’intervento di riparazione. Una situazione che in primis ha preoccupato, e continua a preoccupare, i familiari degli ospiti di “Casa Serena”. Ma le rassicurazioni arrivano da Angelo Zoppo, legale rappresentante della cooperativa che gestisce la struttura: entro febbraio il disagio sarà risolto. I tempi sono quelli tecnici: segnalato il disagio, i gestori hanno dovuto attendere l’ok da Palazzo di Città per poter procedere nell’ordinazione dei pezzi di ricambio necessari. Conferma che è arrivata solo il 15 gennaio scorso. Nello stesso giorno ci si è mossi tempestivamente per contattare la ditta che si occupa dei lavori di manutenzione della struttura. «Purtroppo abbiamo dovuto attendere i tempi tecnici di confronto con gli uffici comunali – ha spiegato Zoppo – essendo noi la concessionaria della struttura, è dal Comune che devono arrivare le autorizzazioni per gli interventi di manutenzione». Intanto però il problema della non funzionalità del sistema di riscaldamento dell’acqua va avanti da almeno tre settimane e la cooperativa sociale “Nuovi Orizzonti” si è vista costretta ad adottare vere e proprie misure di emergenza. «Abbiamo dovuto escogitare un sistema alternativo – continua Zoppo – predisponendo presso il bagno assistito comune un piccolo impianto ad hoc per la produzione di acqua calda in modo tale che le nostre operatrici possano veicolare l’acqua calda presso i bagni privati di ogni singola camera. Una procedura di urgenza per le necessità igienico sanitarie dei nostri 47 ospiti». Nel frattempo la cooperativa si è addossata l’impegno dell’intervento di riparazione ma la questione che dovrà successivamente essere risolta riguarda la codifica contrattuale degli oneri considerato che già lo scorso inverno la concessionaria delle struttura si era fatta carico di un altro intervento analogo costato 80 mila euro. «Il contratto e il capitolato sono chiari – ha concluso Zappo – a noi tocca occuparci della manutenzione e del ripristino funzionale, ma non della sostituzione di impianti che fra l’altro sono anche datati e qualora esauriscono la loro funzione debbono oggettivamente essere sostituiti». Un discorso, questo, che dovrà essere intavolato nei prossimi giorni con l’amministrazione. (Giuseppe Ferrara – La Città di Salerno)