Sorrento 1. La conversione di san Paolo

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Lunedì scorso la Chiesa cattolica ha ricordato la conversione di san Paolo e tutti sono convinti che, colpito dalla luce divina, sia caduto da cavallo. Nei miei articoli sull’arte e la via pulchritudinis sto cercando di dimostrare come la prima illumina e influenza la seconda e, infatti, questo è uno dei casi più eclatanti. La scena ritrae il momento topico della conversione di Paolo, quello in cui a Saulo, sulla via di Damasco, appare Gesù Cristo in una luce accecante che gli ordina di desistere dal perseguitarlo e di diventare suo ministro e testimone. Sono presenti nella scena un vecchio e un cavallo, il quale, grazie all’intervento divino, alza lo zoccolo per non calpestare Paolo. Caravaggio adotta l’iconografia della luce accecante e l’assenza di Cristo. Caravaggio decise di non dipingere Gesù perché non voleva che nei suoi quadri ci fossero figure divinizzate (Cristo era già risorto quando San Paolo si converte) perché ciò sarebbe andato contro il realismo a cui Caravaggio mirava. Un altro importante dettaglio da notare è che Caravaggio dipinge un Saulo accecato, Röttengen afferma che questa soluzione è estremamente moderna perché allude ad un dramma che si svolge nell’intimo dell’uomo, che allarga le braccia come segno di estrema dedizione al Cristo. Calvesi ritiene che la scelta di porre al centro del dipinto il cavallo sia stata fatta per simboleggiare l’irrazionalità del peccato; il palafreniere rappresenterebbe la Ragione. La luce invece è il simbolo della Grazia divina che irrompe nelle tenebre del peccato (il fondo scuro). Inoltre, il fondo nero, oltre ad avere una funzione simbolica, si presta in modo eccelso a far risaltare i volumi plastici dei personaggi ed in particolare del cavallo . Ma san Paolo è caduto da cavallo?
https://lateologia.wordpress.com/2016/01/27/1-conversione-di-san-paolo/Lunedì scorso la Chiesa cattolica ha ricordato la conversione di san Paolo e tutti sono convinti che, colpito dalla luce divina, sia caduto da cavallo. Nei miei articoli sull’arte e la via pulchritudinis sto cercando di dimostrare come la prima illumina e influenza la seconda e, infatti, questo è uno dei casi più eclatanti. La scena ritrae il momento topico della conversione di Paolo, quello in cui a Saulo, sulla via di Damasco, appare Gesù Cristo in una luce accecante che gli ordina di desistere dal perseguitarlo e di diventare suo ministro e testimone. Sono presenti nella scena un vecchio e un cavallo, il quale, grazie all’intervento divino, alza lo zoccolo per non calpestare Paolo. Caravaggio adotta l’iconografia della luce accecante e l’assenza di Cristo. Caravaggio decise di non dipingere Gesù perché non voleva che nei suoi quadri ci fossero figure divinizzate (Cristo era già risorto quando San Paolo si converte) perché ciò sarebbe andato contro il realismo a cui Caravaggio mirava. Un altro importante dettaglio da notare è che Caravaggio dipinge un Saulo accecato, Röttengen afferma che questa soluzione è estremamente moderna perché allude ad un dramma che si svolge nell’intimo dell’uomo, che allarga le braccia come segno di estrema dedizione al Cristo. Calvesi ritiene che la scelta di porre al centro del dipinto il cavallo sia stata fatta per simboleggiare l’irrazionalità del peccato; il palafreniere rappresenterebbe la Ragione. La luce invece è il simbolo della Grazia divina che irrompe nelle tenebre del peccato (il fondo scuro). Inoltre, il fondo nero, oltre ad avere una funzione simbolica, si presta in modo eccelso a far risaltare i volumi plastici dei personaggi ed in particolare del cavallo . Ma san Paolo è caduto da cavallo?
1. Conversione di san Paolo