Capri è scontro per il porto turistico si arriva al Tar

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Il braccio di ferro continua: non c’è pace per il porto turistico di Capri. Sarà il Tar Lazio a dover decidere il futuro dello scalo. Mentre il Comune si avviava a mettere in portafoglio tutte le quote per la gestione del porto turistico è giunta notizia che la società Navigazione Libera del Golfo, arrivata prima nella gara per l’acquisto del 49% del pacchetto azionario detenuto da Invitalia, ha presentato ricorso contro la decisione del Comune, che già detiene il 51% del pacchetto azionario, di attivare il diritto di prelazione assicurandosi il 100% della gestione. Il Comune di Capri mette sul tavolo i 5 milioni e 40 mila euro offerti dalla Nlg. Operazione che ha richiesto il cambio dello statuto comunale in modo da far rientrare il porto tra i beni essenziali dell’isola. Stiamo parlando della gestione in quanto l’area portuale insiste sul pubblico demanio e quindi, la proprietà del porto è, e resta, dello Stato. Il porto turistico, per moltissimi anni, è stato gestito dal Consorzio Porto Turistico che vedeva l’unione di Comune e Insud. La trasformazione in Spa una quindicina di anni fa. L’aumentato volume di affari consigliò questa soluzione e anche perché l’Insud venne trasformata in Sviluppo Italia. Da allora il Porto Turistico Spa ha avuto le quote suddivise al 51% al Comune e al 49% a Sviluppo Italia, poi diventata Invitalia. Il cda, rinnovato lo scorso anno e presieduto da Augusto Federico, è composto da 5 persone incluso il presidente, nominato dal sindaco pro-tempore. Due posti vanno assegnati al socio di minoranza. Nell’ultimo bilancio, quello del 2014, si evidenzia che nessun bene immobile è nella proprietà del Porto Turistico ma solo impianti macchinari e attrezzature. Gli utili al netto delle imposte superano la cifra del milione di euro. Cifra che viene ripartita secondo le quote azionarie tra i due soci a cui è stata affidata la gestione, che scadrà nel 2020 e per la quale si può immaginare che bisognerà sborsare altri milioni se il Comune vorrà continuare a gestire il porto di Marina Grande. a.p. Il Mattino

Il braccio di ferro continua: non c'è pace per il porto turistico di Capri. Sarà il Tar Lazio a dover decidere il futuro dello scalo. Mentre il Comune si avviava a mettere in portafoglio tutte le quote per la gestione del porto turistico è giunta notizia che la società Navigazione Libera del Golfo, arrivata prima nella gara per l'acquisto del 49% del pacchetto azionario detenuto da Invitalia, ha presentato ricorso contro la decisione del Comune, che già detiene il 51% del pacchetto azionario, di attivare il diritto di prelazione assicurandosi il 100% della gestione. Il Comune di Capri mette sul tavolo i 5 milioni e 40 mila euro offerti dalla Nlg. Operazione che ha richiesto il cambio dello statuto comunale in modo da far rientrare il porto tra i beni essenziali dell'isola. Stiamo parlando della gestione in quanto l'area portuale insiste sul pubblico demanio e quindi, la proprietà del porto è, e resta, dello Stato. Il porto turistico, per moltissimi anni, è stato gestito dal Consorzio Porto Turistico che vedeva l’unione di Comune e Insud. La trasformazione in Spa una quindicina di anni fa. L'aumentato volume di affari consigliò questa soluzione e anche perché l’Insud venne trasformata in Sviluppo Italia. Da allora il Porto Turistico Spa ha avuto le quote suddivise al 51% al Comune e al 49% a Sviluppo Italia, poi diventata Invitalia. Il cda, rinnovato lo scorso anno e presieduto da Augusto Federico, è composto da 5 persone incluso il presidente, nominato dal sindaco pro-tempore. Due posti vanno assegnati al socio di minoranza. Nell’ultimo bilancio, quello del 2014, si evidenzia che nessun bene immobile è nella proprietà del Porto Turistico ma solo impianti macchinari e attrezzature. Gli utili al netto delle imposte superano la cifra del milione di euro. Cifra che viene ripartita secondo le quote azionarie tra i due soci a cui è stata affidata la gestione, che scadrà nel 2020 e per la quale si può immaginare che bisognerà sborsare altri milioni se il Comune vorrà continuare a gestire il porto di Marina Grande. a.p. Il Mattino