LA Torre di BAbele

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La Torre di Babele

 

 

“ Tra  l’alba e la notte

è compresa la storia universale.

Nella notte io scorgo

ai miei piedi l’errare dell’ebreo,

Cartagine annientata ,Inferno e Cielo.

Dammi ,Signore, letizia e coraggio

Per toccare la vetta del mio viaggio”

(L.Borges, Elogio dell’ombra)

 

 

Sono le parole di una poesia di Borges scrittore e saggista  argentino, insignito del premio Nobel e  morto nel 1986, il quale  attraverso un linguaggio metaforico ed allusivo ha presentato  nelle sue molte opere una visione della vita  e del senso del mondo,visto  come un qualcosa di cui in realtà non possediamo la chiave di lettura  se non nella costruzione del nostro pensiero, cosicchè da una parte si percepisce  il tempo come un qualcosa di  ingannevole ,dall’altra la materia si presenta  tra simulacri fantastici  e simboli sempre allusivi , con il contr’altare dell’infinito divino  che schiaccia   e interroga l’uomo in una costante domanda esistenziale

Nominato direttore della biblioteca nazionale argentina nel 1955 anche se affetto da cecità, Borges continuò instancabile il suo lavoro soprannominato per questo dai più, sacerdote del culto dei libri. Scrisse in proposito sagacemente.” E’ una sublime ironia divina avermi dotato di 800.000 libri e delle tenebre”.Affascinato per tuta la vita da Cristo si definì “ teologo ateo” in una inquieta e continua ricerca intellettuale della fede. Riporto  un altro pensiero dello scrittore  che esprime chiaramente questo suo stato d’animo.” Molti mi chiedono come abbia potuto in maniera  tanto precisa descrivere l’infinito nelle mie opere. La risposta è semplicissima:l’ho visto, l’ho visto l’infinito. Tuttavia l’ho pagato a caro prezzo:sono diventato cieco”.

Fu anche un appassionato studioso e lettore della Bibbia e a proposito di ciò voglio fare qui una breve riflessione proprio su un suo libro “ La Torre di Babele” di chiara ispirazione biblica, ma che si presenta ricco allo stesso tempo di spunti intellettuali e poetici. L’autore immagina un’immensa biblioteca contenuta in sale esagonali che sembrano andare all’infinito e i cui libri comprendono tutte  le possibili combinazioni d lettere. In tale biblioteca si trovano tutti i libri che esistono , ma i testi veri sono nascosti tra una quantità di volumi insensati.

Come accade tante volte per le  parole umane!……

In realtà la biblioteca è presentata come un labirinto ,anche se pensato più come un edificio che si svolge in altezza , a simboleggiare proprio i percorsi  dello spirito umano , spesso molto simili a labirinti della mente, i quali si aggrovigliano in loro stessi  senza una apparente  via d’uscita.

Nel libro Borges si pone il problema di come sottrarsi e liberarsi da un tale labirinto che lui percepisce come fatto per condurre verso l’infinito di Dio. E si  domandai (ma senza una reale risposta risposta)come fare una torre che sia solo per il cielo e non certo per la terra. E lo fa  ricollegandosi al famoso episodio del Genesi  della torre di Babele che gli uomini costruirono apparentemente  per toccare il cielo , ma dove in realtà essi erano unicamente  interessati a ciò che potevano ottenere da Dio , non a ciò che Dio avrebbe potuto desiderare da loro.. Quella gente infatti, come dice il testo“ aveva una sola lingua e le stesse parole”( Gen.11,1). Si era dunque  accordata sulla stessa linea di condotta mondana , parlavano tutti una  lingua,l’utile,e avevano imparato  le stesse ingannevoli parole  !!!Insomma si erano aggiustati le uova nel piatto, come si suol dire qui sulla terra …..

E allora,continua il testo biblico”Il Signore confuse la lingua di tutta la terra e li disperse su tutta la terra”( Gen.11,9).

Domanda:siamo davvero sicuri di capire e di voler capire la lingua di Dio, dal momento che Egli ha confuso  le nostre collaudate  lingue? In realtà quale Bibbia vogliamo leggere , quale libro vero sceglieremmo tra i tanti della biblioteca fantastica della torre  descritta  da Borges? Sono domande che mi faccio , vi faccio  e che lascio aperte “ verso il cielo”  ………………..

Borges  ha viaggiato tutta la vita alla ricerca del vero  stesso e ci ha lasciato una testimonianza tangibile di ciò nelle sue tante opere letterarie ,ma soprattutto nel coraggio che ha dimostrato andando avanti senza arrendersi fino alla fine   tra cecità e malattia , senza mai perdere la speranza di carpire finalmente   alla vita il suo segreto:

 

“Posso infine scordare.

Giungere al centro.

Alla mia chiave,

all’algebra,

al mio specchio,

presto saprò chi sono”

                           (da Elogio dell’ombra)

 

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Trudy Borriello