Melodie da Pittari

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Grande successo per il II festival delle bande musicali promosso dall’Associazione culturale Giuseppe Verdi di Caselle in Pittari, con i direttori ospiti Angelo De Paola e Maurizio Managò

 

Due giorni di formazione ed esibizioni musicali per il II Festival delle bande musicali che si è a Caselle in Pittari, a metà settembre, promosso dalla locale amministrazione comunale, con il patrocinio della Provincia di Salerno e organizzato dall’Associazione Culturale Musicale “Giuseppe Verdi”, presieduta da Mario Pisano. Dopo il primo giorno di stage con i direttori ospiti Angelo De Paola, docente di Strumentazione e direzione di banda presso il conservatorio di Musica di Cosenza e del suo allievo neo-laureato in direzione d’orchestra di fiati Maurizio Managò, la serata finale ha visto alternarsi, nella funzionale cornice della palestra comunale del paese, il complesso bandistico di Giffoni Sei Casali, diretto da Massimo Amendola e la formazione dell’Associazione “Giuseppe Verdi” di Caselle in Pittari diretta da Mario Pisano. Dopo una breve esecuzione in piazza del repertorio marciabile da parte della banda giffonese, Massimo Amendola ha inaugurato la sua performance con una delle più celebri marce sinfoniche, “Marchesina “ dell’indimenticato maestro Francesco Marchesiello. Dopo la marcia di prammatica, il programma è principiato con “Discovery Fantasy” e i suoi cinque momenti,  musica originale per banda del compositore olandese Yan de Haan, Introduzione, un Bolero, scritto sulle tracce di quello raveliano, con le entrate dei vari strumenti, a cominciare dal sax tenore, e rullante, un Rondò, in stile barocco, in cui l’hanno fatta da padrone le trombe, un intermezzo, che ha salutato la buona uscita ancora del sax  e dei clarinetti nel registro dello chalumeau. Si è proseguito con una rivista verdiana, un pot pourri di melodie che sono nel nostro sentire da sempre: “Di quella pira”, “La donna è mobile”, “Amami Alfredo”, per chiudere con il brindisi della Traviata. Massimo Amendola si è, poi, dedicato alla musica da film, con l’ esecuzione della colonna sonora dei Pirati dei Carabi firmata da  Hans Zimmer, ove si gioca con l’apparente schizofrenia di Jack Sparrow e si ricama intorno alla sua improvvisa personalità multipla un tema spiritoso e a tratti inquietante, per proseguire poi con “Parlay” che cita Morricone e condisce la scena dell’incontro tra Will, Elizabeth e Capitan Barbossa da una parte e Jack, Lord Beckett e Davy Jones dall’altra con un sapore spaghetti-western, sino a ripercorrere i momenti più coinvolgenti del film e ritrovarsi improvvisamente ai confini del mondo. La formazione di Giffoni Sei Casali ha continuato con un “Moment for Morricone”, un florilegio che raccoglieva i più bei temi dei film western, prima di salutarci con la regina della disco music degli anni ’70, Gloria Gaynor e la sua “J love you baby” con tanto di batteria rock. Applausi del numeroso pubblico in sala e cambio di bacchetta e formazione con il complesso Giuseppe Verdi, che ha scelto quale marcia sinfonica “Fascino esotico” di Giuseppe Mascolo, con le sue armonie orientaleggianti, in particolare nel trio, prima di invitare a salire sul podio il primo direttore ospite Maurizio Managò, il quale ha fatto eseguire alla banda un suo personale tributo a Georg Friedrich Haendel, principiante con “Lascia che io pianga” dal Rinaldo, composto lo scorso anno per le celebrazioni del genio di Halle, che però non ha convinto armonicamente, e poco ha evocato il gusto per la fantasia sonora, capace di ogni possibile “affetto” del compositore. E’ salito in cattedra poi, il M° De Paola, il quale ha esordito con l’ouverture della Norma di Vincenzo Bellini, ricreante un’aura ossianica, la notturna raccolta del vischio, il sacro silenzio delle selve, l’orrore dei sacrifici cruenti e l’impeto raggelato delle passioni. Salto nel Novecento con due corali, il primo dalla Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvoràk, con la sua scrittura densa e allo stesso tempo creativamente fresca e il secondo ispirato alle atmosfere ferme e solenni del poema sinfonico “Finlandia” di Jean Sibelius, di difficile intonazione, prima di chiudere con “A moment for Rosa Parks”, un portrait della prima donna attivista negra, che rivoluzionò un’intera nazione per l’acquisizione dei diritti. Omaggi del Sindaco Giampiero Nuzzo e del suo assessore Gianfranco Gallo, che hanno ricordato che la musica combatte quell’illegalità per la quale si è immolato Angelo Vassallo e finale affidato al padrone di casa, Mario Pisano, che sotto gli occhi del suo maestro De Paola ha diretto African Symphony di Van McCoy, un tributo al tesoro ritmico e melodico del continente africano, dando appuntamento alla prossima edizione del festival.

Olga Chieffi