‘O STOCCO E PATANE

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Stocco e patate: piatto dal sapore molto invitante, particolare per gli amanti della cucina sana tradizionale. Per le famiglie moderne è impensabile ammollarlo in casa, per cui si compra lo stoccafisso già reidradato.
Ingredienti: stoccafisso, patate, cipolla, passata o pelati, prezzemolo, sedano, sale, olio. Si lascia cuocere per circa una ora.
Mio padre (Alfonso ‘o capurale con cantina-osteria-ristorante a Minori) ne preparava molto (aveva delle vasche piastrellate dove ” spugnava ‘o stocco”, avendo cura del ricambio dell’acqua corrente quasi due volte al giorno per i giorni che bisognava attendere perchè lo stocco (arrivato in balle di circa 50 pezzi, ognuno duro come un pezzo di legno) fosse cucinabile. Poi in un “ruoto o tortiera” sistemava il preparato già precedentemente cucinato, tagliava uno strato di patate con fette di forma rotonda, sistemava uno strato di pezzi di stocco; poi ancora un altro strato di patate tagliate sempre rotonde con qualche altro pezzo di stocco; naturalmente non si lesinava l’olio mentre si faceva attenzione a non usare troppo pomodoro che poteva dare fastidio al gusto; prezzemolo e peperoncino non eccessivamene…e .pronti si mangia, si gusta, accompagnando il pisattocon un mezzo litro di quel rosso carico di Sambuco o Torello (altro che d.o.c.) del quale la cantina di Alfonso non mancava mai di una ottima scorta (l’acqua non è stata quasi mai gradita)……………………………..g.a.Stocco e patate: piatto dal sapore molto invitante, particolare per gli amanti della cucina sana tradizionale. Per le famiglie moderne è impensabile ammollarlo in casa, per cui si compra lo stoccafisso già reidradato.
Ingredienti: stoccafisso, patate, cipolla, passata o pelati, prezzemolo, sedano, sale, olio. Si lascia cuocere per circa una ora.
Mio padre (Alfonso ‘o capurale con cantina-osteria-ristorante a Minori) ne preparava molto (aveva delle vasche piastrellate dove ” spugnava ‘o stocco”, avendo cura del ricambio dell’acqua corrente quasi due volte al giorno per i giorni che bisognava attendere perchè lo stocco (arrivato in balle di circa 50 pezzi, ognuno duro come un pezzo di legno) fosse cucinabile. Poi in un “ruoto o tortiera” sistemava il preparato già precedentemente cucinato, tagliava uno strato di patate con fette di forma rotonda, sistemava uno strato di pezzi di stocco; poi ancora un altro strato di patate tagliate sempre rotonde con qualche altro pezzo di stocco; naturalmente non si lesinava l’olio mentre si faceva attenzione a non usare troppo pomodoro che poteva dare fastidio al gusto; prezzemolo e peperoncino non eccessivamene…e .pronti si mangia, si gusta, accompagnando il pisattocon un mezzo litro di quel rosso carico di Sambuco o Torello (altro che d.o.c.) del quale la cantina di Alfonso non mancava mai di una ottima scorta (l’acqua non è stata quasi mai gradita)……………………………..g.a.