CILENTO: IL FUTURO DELLA MEMORIA

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CILENTO: IL FUTURO DELLA MEMORIA

 

Sul tema ho scritto altre volte ed anche di recente,ma ci torno volentieri, perché è un argomento di scottante attualità, sul quale il Ministero dei Beni Culturali punta molto anche in vista delle iniziative del FAI previste per il prossimo weekend di primavera,19/20 marzo. Ormai si sta diffondendo a tutti i livelli la convinzione  che la CULTURA  nell’accezione più ampia e prismatica del termine, in tutte le sue varie articolazioni  è un grande e straordinario MOTORE DI SVILUPPO.. Avverto, perciò, la necessità di riprendere questo mio scritto come contributo di impegno civile e politico per la mia terra di origine, il Cilento

 

 

 

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.Ho scritto, a più riprese nel corso degli anni,che i Cilentani debbono riscoprire ed esaltare l’orgoglio di identità e di appartenenza. E’ un modo efficace per rimotivarsi, riacquistare fiducia e proiettarsi con  entusiasmo verso il futuro. Per farlo debbono conoscere la propria storia, che conserva pagine straordinarie a partire dall’età dei miti e delle caverne della preistoria fino ai nostri giorni. L’intero territorio, dal Sele  a Sapri, lungo la costa, ed inerpicandosi verso l’interno, lungo i corsi dei fiumi, a conquista  dei monti, è stato teatro di grandi conflitti tra colonizzatori invasori che vi approdavano lungo le rotte delle vie del mare ed indigeni orgogliosamente attaccati alla propria terra e che si battevano con eroismo temerario per difenderla.

Qui c’è stato l’incrocio di grandi civiltà, che hanno lasciato i segni del loro passaggio e radicamento, di cui è possibile leggere le tracce in insediamenti significativi, ma anche nella contaminazione della cultura, attraverso la lingua, le tradizioni, i costumi,la gastronomia  Riscoprire e valorizzare queste pagine non è solo un atto dovuto per conoscere le proprie radici, ma anche uno strumento per qualificare l’offerta turistica per i tanti, studiosi o semplici turisti, che esplorano le nostre contrade con crescente interesse.

A Roma, da un po’ di  anni a questa parte, si tengono, con crescente interesse e con una insperata affluenza di pubblico, lezioni per “volgarizzare” e “popolarizzare” l’evoluzione dei percorsi storici della città e del suo territorio. Ne parlano con linguaggio rigoroso ma non accademico, coinvolgente e non serioso, brillante e non spocchioso, intellettuali  specialisti dei vari periodi. E la sala anfiteatro dell’Auditorium è superaffollata, tanto che gli organizzatori sono stati costretti a ricorrere ad un biglietto di ingresso, per contenere la ressa.

Ciononostante il successo continua con le prenotazioni che fioccano già dal giovedì per la lezione della domenica successiva. Io ci sono stato più di una volta e ne sono rimasto semplicemente entusiasta. E, come mi capita spesso, ho pensato al mio Cilento lontano ed alla possibilità di ripetere l’esperimento anche lì, nella mia terra, che è una miniera di ricchezze da esporre e far fruire a residenti e visitatori.

Ci sono le strutture logistiche, capaci ed accoglienti, Penso, tanto per fare un esempio, ai due  teatri

 di Vallo della Lucania o alle aule magne degli Istituti scolastici  sempre di Vallo Ma anche Agropoli e Paestum hanno strutture prestigiose, capaci ed accoglienti.

Ci sono le risorse umane: docenti universitari, ricercatori, storici, scrittori, giornalisti,  a cui attingere a piene mani per una qualificata squadra di conferenzieri in grado di sviluppare un discorso sinergico e coerente sull’evoluzione della storia del territorio lungo i secoli.

C’è, secondo me, una vasta platea, (giovani, imprenditori e la  varia ed articolata società civile), che ha fame e sete di sapere e che affollerebbe le conferenze/lezioni.

Manca l’Ente organizzatore dell’evento. Potrebbe farlo il Parco. Ora c’è una governance  nuova  e potrebbe dare prova di volare alto con una progettualità legata alla cultura. .C’è un Assessore alla Promozione Turistica, di  fresca nomina. C’è un Commissario all’Ente provinciale del Turismo, che dàsegnali positivi di sensibilità culturale. Si tratta di tre cilentani.( Presidente del Parco, Assessore  Regionale al Turismo,..Commissario EPT). che potrebbero  e dovrebbero lavorare in sinergia nell’interesse e per il futuro del loro territorio di origine. Ora il Cilento non avrebbe più alibi per contare su un progetto serio di sviluppo.innestato nel passato ma aperto al futuro., nel segno della Cultura. Per la verità,avrebbero potuto, anzi, secondo me, avrebbero dovuto farlo una delle due Fondazioni, l’Alario di Velia, o la Giambattista Vico di Vatolla, che pure prevedono iniziative culturali del genere nel proprio statuto Ed a ragion veduta, perchè il progetto è di facile realizzazione, a costi contenuti, ma con effetti dirompenti sulla maturazione di una coscienza civile della società cilentana, attraverso la riscoperta del proprio vissuto storico ad esaltazione di presente ed a proiezione di futuro e, soprattutto, per l’eco che susciterebbe  sui media con la conseguente positiva ricaduta d’immagine sull’intero territorio. Ma così non è stato,purtroppo. C’è da a che augurarsi che nell’immediato futuro si cambi atteggiamento e politica culturale.

Non sarà difficile ipotizzare un calendario dell’evento: dieci/dodici conferenze/lezioni che focalizzino l’interesse su altrettanti periodi della nostra storia, a cominciare dall’età dei miti e della preistoria fino ai nostri giorni, passando attraverso la colonizzazione etrusca, greca, lucana e romana, il processo lento della  cristianizzazione, l’arabismo e le incursioni saracene, il monachesimo basiliano e benedettino,  le dominazioni angioine e aragonesi, le rivolte del sette/ottocento, il brigantaggio, l’onda lunga dell’emigrazione, senza trascurare la cultura (filosofi,storici, letterati), le tradizioni, il folclore civile e religioso, la cultura materiale( civiltà contadina e antichi mestieri) e chi più ne ha più ne metta.

Sono convinto che l’iniziativa avrebbe successo, ma, quel che più conta, sarebbe utile ai ragazzi delle scuole, che sono il nostro futuro, e che di sicuro, anche con lo stimolo dei docenti, parteciperebbero in massa all’evento, agli imprenditori del turismo e dell’accoglienza in genere che hanno la necessità  di  disporre di un minimo di conoscenza del territorio per consigliarne la scoperta ai loro ospiti, doterebbe le istituzioni di uno strumento di informazione qualificata ed avvalorata da firme di specialisti.

Ed, infatti, io penso a conferenze/lezioni che abbiano un necessario corollario: una pubblicazione, agile e facilmente fruibile, che contenga i testi dei professori/conferenzieri, da distribuire alle scuole perchè ne facciano materia di ricerca ed approfondimento, attraverso l’attivazione di percorsi didattici che impegnino docenti e alunni non solo e non tanto nell’approfondimento teorico ma ne stimolino la verifica in testimonianze concrete e tangibili disseminate sull’intero territorio. Sarebbe, secondo me, un modo efficace per educare tutti ed ognuno alla conoscenza, all’amore ed al rispetto della propria terra nella logica di un principio elementare di pedagogia: conoscere per amare, amare per difendere, difendere per propagare.

C’è più di una buona ragione per realizzare l’iniziativa, che, oltretutto, avrebbe costi contenuti e, comunque, inversamente proporzionali alla sua efficacia. Credo che, approssimativamente. 25.000//30.000 euro sarebbero sufficienti. A volerlo si potrebbe partire fin da subito per calendarizzare le 10/12 conferenze/lezioni, a cadenza quindicinale, in modo da dilatare il corso lungo tutta la stagione estiva consentendo la partecipazione  anche dei turisti interessati. La  iniziativa  potrebbe, anzi dovrebbe,chiudersi con una gran bella festa della cultura  e per la cultura. Ill titolo della festa, come dell’intero corso delle lezioni?  Ne suggerisco uno a volo: IL FUTURO DELLA MEMORIA Ne ho parlato con  alcuni amici/amiche ed abbiamo creato una Associazione Culturale che avrà sede ad Elea/Velia e il cui nome è “ALETHEIA E DOXA” di chiara impostazione parmenidea.Noi partiamo, lancia in resta e con entusiasmo. Siamo fiduciosi di incontrare amici convinti e motivati lungo il  cammino.Ne sarà responsabile la Prof.ssa Maria Rosaria Trama, docente del Liceo Classico “Parmenide” di Vallo, molto stimata ed amata da alunni e colleghi,  impegnata da sempre sul piano culturale della città dove vive,Elea/Velia/Ascea Siamo consapevoli che il cammino non sarà facile, ma, di sicuro, carico di soddisfazioni, ma soprattutto sentito e vissuto come un dovere di etica civile. Avviso ai naviganti:Associazione e progetto sono stati registrati secondo le norme previste dalla legge. .

Liuccio Giuseppe

liucciogiuseppe@gmail.com

 

CILENTO: IL FUTURO DELLA MEMORIA

 

Sul tema ho scritto altre volte ed anche di recente,ma ci torno volentieri, perché è un argomento di scottante attualità, sul quale il Ministero dei Beni Culturali punta molto anche in vista delle iniziative del FAI previste per il prossimo weekend di primavera,19/20 marzo. Ormai si sta diffondendo a tutti i livelli la convinzione  che la CULTURA  nell’accezione più ampia e prismatica del termine, in tutte le sue varie articolazioni  è un grande e straordinario MOTORE DI SVILUPPO.. Avverto, perciò, la necessità di riprendere questo mio scritto come contributo di impegno civile e politico per la mia terra di origine, il Cilento

 

 

 

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.Ho scritto, a più riprese nel corso degli anni,che i Cilentani debbono riscoprire ed esaltare l'orgoglio di identità e di appartenenza. E' un modo efficace per rimotivarsi, riacquistare fiducia e proiettarsi con  entusiasmo verso il futuro. Per farlo debbono conoscere la propria storia, che conserva pagine straordinarie a partire dall'età dei miti e delle caverne della preistoria fino ai nostri giorni. L'intero territorio, dal Sele  a Sapri, lungo la costa, ed inerpicandosi verso l'interno, lungo i corsi dei fiumi, a conquista  dei monti, è stato teatro di grandi conflitti tra colonizzatori invasori che vi approdavano lungo le rotte delle vie del mare ed indigeni orgogliosamente attaccati alla propria terra e che si battevano con eroismo temerario per difenderla.

Qui c'è stato l'incrocio di grandi civiltà, che hanno lasciato i segni del loro passaggio e radicamento, di cui è possibile leggere le tracce in insediamenti significativi, ma anche nella contaminazione della cultura, attraverso la lingua, le tradizioni, i costumi,la gastronomia  Riscoprire e valorizzare queste pagine non è solo un atto dovuto per conoscere le proprie radici, ma anche uno strumento per qualificare l'offerta turistica per i tanti, studiosi o semplici turisti, che esplorano le nostre contrade con crescente interesse.

A Roma, da un po’ di  anni a questa parte, si tengono, con crescente interesse e con una insperata affluenza di pubblico, lezioni per "volgarizzare" e "popolarizzare" l'evoluzione dei percorsi storici della città e del suo territorio. Ne parlano con linguaggio rigoroso ma non accademico, coinvolgente e non serioso, brillante e non spocchioso, intellettuali  specialisti dei vari periodi. E la sala anfiteatro dell'Auditorium è superaffollata, tanto che gli organizzatori sono stati costretti a ricorrere ad un biglietto di ingresso, per contenere la ressa.

Ciononostante il successo continua con le prenotazioni che fioccano già dal giovedì per la lezione della domenica successiva. Io ci sono stato più di una volta e ne sono rimasto semplicemente entusiasta. E, come mi capita spesso, ho pensato al mio Cilento lontano ed alla possibilità di ripetere l'esperimento anche lì, nella mia terra, che è una miniera di ricchezze da esporre e far fruire a residenti e visitatori.

Ci sono le strutture logistiche, capaci ed accoglienti, Penso, tanto per fare un esempio, ai due  teatri

 di Vallo della Lucania o alle aule magne degli Istituti scolastici  sempre di Vallo Ma anche Agropoli e Paestum hanno strutture prestigiose, capaci ed accoglienti.

Ci sono le risorse umane: docenti universitari, ricercatori, storici, scrittori, giornalisti,  a cui attingere a piene mani per una qualificata squadra di conferenzieri in grado di sviluppare un discorso sinergico e coerente sull'evoluzione della storia del territorio lungo i secoli.

C'è, secondo me, una vasta platea, (giovani, imprenditori e la  varia ed articolata società civile), che ha fame e sete di sapere e che affollerebbe le conferenze/lezioni.

Manca l'Ente organizzatore dell'evento. Potrebbe farlo il Parco. Ora c’è una governance  nuova  e potrebbe dare prova di volare alto con una progettualità legata alla cultura. .C’è un Assessore alla Promozione Turistica, di  fresca nomina. C’è un Commissario all’Ente provinciale del Turismo, che dàsegnali positivi di sensibilità culturale. Si tratta di tre cilentani.( Presidente del Parco, Assessore  Regionale al Turismo,..Commissario EPT). che potrebbero  e dovrebbero lavorare in sinergia nell’interesse e per il futuro del loro territorio di origine. Ora il Cilento non avrebbe più alibi per contare su un progetto serio di sviluppo.innestato nel passato ma aperto al futuro., nel segno della Cultura. Per la verità,avrebbero potuto, anzi, secondo me, avrebbero dovuto farlo una delle due Fondazioni, l’Alario di Velia, o la Giambattista Vico di Vatolla, che pure prevedono iniziative culturali del genere nel proprio statuto Ed a ragion veduta, perchè il progetto è di facile realizzazione, a costi contenuti, ma con effetti dirompenti sulla maturazione di una coscienza civile della società cilentana, attraverso la riscoperta del proprio vissuto storico ad esaltazione di presente ed a proiezione di futuro e, soprattutto, per l'eco che susciterebbe  sui media con la conseguente positiva ricaduta d'immagine sull'intero territorio. Ma così non è stato,purtroppo. C’è da a che augurarsi che nell’immediato futuro si cambi atteggiamento e politica culturale.

Non sarà difficile ipotizzare un calendario dell'evento: dieci/dodici conferenze/lezioni che focalizzino l'interesse su altrettanti periodi della nostra storia, a cominciare dall'età dei miti e della preistoria fino ai nostri giorni, passando attraverso la colonizzazione etrusca, greca, lucana e romana, il processo lento della  cristianizzazione, l'arabismo e le incursioni saracene, il monachesimo basiliano e benedettino,  le dominazioni angioine e aragonesi, le rivolte del sette/ottocento, il brigantaggio, l'onda lunga dell'emigrazione, senza trascurare la cultura (filosofi,storici, letterati), le tradizioni, il folclore civile e religioso, la cultura materiale( civiltà contadina e antichi mestieri) e chi più ne ha più ne metta.

Sono convinto che l'iniziativa avrebbe successo, ma, quel che più conta, sarebbe utile ai ragazzi delle scuole, che sono il nostro futuro, e che di sicuro, anche con lo stimolo dei docenti, parteciperebbero in massa all'evento, agli imprenditori del turismo e dell'accoglienza in genere che hanno la necessità  di  disporre di un minimo di conoscenza del territorio per consigliarne la scoperta ai loro ospiti, doterebbe le istituzioni di uno strumento di informazione qualificata ed avvalorata da firme di specialisti.

Ed, infatti, io penso a conferenze/lezioni che abbiano un necessario corollario: una pubblicazione, agile e facilmente fruibile, che contenga i testi dei professori/conferenzieri, da distribuire alle scuole perchè ne facciano materia di ricerca ed approfondimento, attraverso l'attivazione di percorsi didattici che impegnino docenti e alunni non solo e non tanto nell'approfondimento teorico ma ne stimolino la verifica in testimonianze concrete e tangibili disseminate sull'intero territorio. Sarebbe, secondo me, un modo efficace per educare tutti ed ognuno alla conoscenza, all'amore ed al rispetto della propria terra nella logica di un principio elementare di pedagogia: conoscere per amare, amare per difendere, difendere per propagare.

C'è più di una buona ragione per realizzare l'iniziativa, che, oltretutto, avrebbe costi contenuti e, comunque, inversamente proporzionali alla sua efficacia. Credo che, approssimativamente. 25.000//30.000 euro sarebbero sufficienti. A volerlo si potrebbe partire fin da subito per calendarizzare le 10/12 conferenze/lezioni, a cadenza quindicinale, in modo da dilatare il corso lungo tutta la stagione estiva consentendo la partecipazione  anche dei turisti interessati. La  iniziativa  potrebbe, anzi dovrebbe,chiudersi con una gran bella festa della cultura  e per la cultura. Ill titolo della festa, come dell'intero corso delle lezioni?  Ne suggerisco uno a volo: IL FUTURO DELLA MEMORIA Ne ho parlato con  alcuni amici/amiche ed abbiamo creato una Associazione Culturale che avrà sede ad Elea/Velia e il cui nome è “ALETHEIA E DOXA” di chiara impostazione parmenidea.Noi partiamo, lancia in resta e con entusiasmo. Siamo fiduciosi di incontrare amici convinti e motivati lungo il  cammino.Ne sarà responsabile la Prof.ssa Maria Rosaria Trama, docente del Liceo Classico “Parmenide” di Vallo, molto stimata ed amata da alunni e colleghi,  impegnata da sempre sul piano culturale della città dove vive,Elea/Velia/Ascea Siamo consapevoli che il cammino non sarà facile, ma, di sicuro, carico di soddisfazioni, ma soprattutto sentito e vissuto come un dovere di etica civile. Avviso ai naviganti:Associazione e progetto sono stati registrati secondo le norme previste dalla legge. .

Liuccio Giuseppe

liucciogiuseppe@gmail.com

 

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