Napoli è morto Cantalupo, l’uomo che salvò sette cani

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Riprendiamo un bellissimo articolo di Stella Cervasio su Repubblica Willy, Jerry, Romina, Lisa, Leo e altri tre, tra cui un bassotto di due anni. Salvatore Cantalupo, impiegato comunale in pensione, abitante “eccellente” dei Quartieri Spagnoli,volontario animalista che aveva dato disponibilità anche al Comune per aiutare l’Ufficio Tutela salute e diritti animali, li aveva raccolti tutti come “indesiderati”. Trovati per strada, nati in una famiglia dove poi, all’improvviso, per un’allergia diagnosticata da un medico sciocco (le allergie agli animali sono curabili) o per incapacità a gestirli, erano finiti anche loro per la via. Salvatore, figura caratteristica di via Toledo, camminava con loro al guinzaglio e prima li teneva liberi. E quando li chiamava gridava “Jamm, guagliù!”. Qualcuno pensava che fosse un dog-sitter, con tutti quei cani. Tutta la città, in ogni caso, lo conosceva. Verbo all’imperfetto, perché Salvatore si è sentito male e oggi è morto, non c’è più. I suoi figli hanno telefonato all’Ufficio Tutela del Comune, quello dove lui si faceva sentire per dare una mano, e hanno chiesto: “Dobbiamo dar via tutti i cani di nostro padre. Lui è in ospedale, loro sono rimasti chiusi nella stanza dove li teneva, noi non possiamo badarci”. Per Salvatore quei cani erano la vita. L’ha detto, chiudendo il telefono dell’ufficio del Comune che si occupa di animali e che è stato un’avanguardia per l’Italia (e che ora è in pericolosa riduzione di forze), la funzionaria andata in pensione proprio ieri, Raffaela Gavazzi: senza di lei i volontari perdono una voce amica, sempre pronta ad aiutare nelle difficoltà. C’è chi si è fatto carico della situazione Cantalupo, per non dare scossoni ad alcuni di loro, che sono anziani, uno addirittura ventenne, pare. I più vecchietti sono ora ospiti di una pensione-rifugio, ma si teme molto per il colpo emotivo di uno spostamento improvviso, che non è il massimo per un cane di una certa età. Gli altri aspettano adozione a casa di alcuni volontari. Uno, in particolare, è giovane ed è un bassotto, quindi potrebbe trovar casa subito. Le Amiche di Lù, l’associazione che si sta occupando di dare una nuova famiglia agli animali, avrebbe preferito aspettare che Salvatore tornasse a casa, che ricominciasse a chiamarli tutti: “Guagliù” nella passeggiata quotidiana, che attirava l’attenzione di tutti, anche di Luca Abete di Striscia la notizia, che aveva girato un video e l’aveva diffuso a manetta. Ma Salvatore Cantalupo, l’abbiamo saputo stamattina, non tornerà più dai suoi amici. Sette cani per sette guinzagli, le opere buone di un uomo che si è separato da loro con più dolore di quanto abbia provato a lasciare la vita. Spesso gli animali sono una eredità, onerosa, ma di cui tener conto, quando i parenti se ne vanno. ** Se volete segnalare delle storie o casi da risolvere scrivete a s.cervasio@repubblica.it e/o a napoli@repubblica.it, Twitter @stellacervasio1

Riprendiamo un bellissimo articolo di Stella Cervasio su Repubblica Willy, Jerry, Romina, Lisa, Leo e altri tre, tra cui un bassotto di due anni. Salvatore Cantalupo, impiegato comunale in pensione, abitante "eccellente" dei Quartieri Spagnoli,volontario animalista che aveva dato disponibilità anche al Comune per aiutare l'Ufficio Tutela salute e diritti animali, li aveva raccolti tutti come "indesiderati". Trovati per strada, nati in una famiglia dove poi, all'improvviso, per un'allergia diagnosticata da un medico sciocco (le allergie agli animali sono curabili) o per incapacità a gestirli, erano finiti anche loro per la via. Salvatore, figura caratteristica di via Toledo, camminava con loro al guinzaglio e prima li teneva liberi. E quando li chiamava gridava "Jamm, guagliù!". Qualcuno pensava che fosse un dog-sitter, con tutti quei cani. Tutta la città, in ogni caso, lo conosceva. Verbo all'imperfetto, perché Salvatore si è sentito male e oggi è morto, non c'è più. I suoi figli hanno telefonato all'Ufficio Tutela del Comune, quello dove lui si faceva sentire per dare una mano, e hanno chiesto: "Dobbiamo dar via tutti i cani di nostro padre. Lui è in ospedale, loro sono rimasti chiusi nella stanza dove li teneva, noi non possiamo badarci". Per Salvatore quei cani erano la vita. L'ha detto, chiudendo il telefono dell'ufficio del Comune che si occupa di animali e che è stato un'avanguardia per l'Italia (e che ora è in pericolosa riduzione di forze), la funzionaria andata in pensione proprio ieri, Raffaela Gavazzi: senza di lei i volontari perdono una voce amica, sempre pronta ad aiutare nelle difficoltà. C'è chi si è fatto carico della situazione Cantalupo, per non dare scossoni ad alcuni di loro, che sono anziani, uno addirittura ventenne, pare. I più vecchietti sono ora ospiti di una pensione-rifugio, ma si teme molto per il colpo emotivo di uno spostamento improvviso, che non è il massimo per un cane di una certa età. Gli altri aspettano adozione a casa di alcuni volontari. Uno, in particolare, è giovane ed è un bassotto, quindi potrebbe trovar casa subito. Le Amiche di Lù, l'associazione che si sta occupando di dare una nuova famiglia agli animali, avrebbe preferito aspettare che Salvatore tornasse a casa, che ricominciasse a chiamarli tutti: "Guagliù" nella passeggiata quotidiana, che attirava l'attenzione di tutti, anche di Luca Abete di Striscia la notizia, che aveva girato un video e l'aveva diffuso a manetta. Ma Salvatore Cantalupo, l'abbiamo saputo stamattina, non tornerà più dai suoi amici. Sette cani per sette guinzagli, le opere buone di un uomo che si è separato da loro con più dolore di quanto abbia provato a lasciare la vita. Spesso gli animali sono una eredità, onerosa, ma di cui tener conto, quando i parenti se ne vanno. ** Se volete segnalare delle storie o casi da risolvere scrivete a s.cervasio@repubblica.it e/o a napoli@repubblica.it, Twitter @stellacervasio1