APPARTENENZA

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IL GUARDIANO DEL CAMPO

“L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme non è il conforto di un normale voler bene l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.”(Giorgio Gaber)
La settimana scorsa coach Infante prima dell’allenamento degli Under 18 parlando ai suoi ragazzi, ha detto “il vostro nome è dietro la maglietta, lo stemma della società è a sinistra proprio sul vostro cuore, è la M del logo che fa la differenza in campo”.
In una società dove è sempre più difficile pronunciare “Noi”, dove la parola “io” giganteggia su ogni discorso, portare una maglia, rappresentare un’associazione, diventa un percorso importante della propria vita, qualsiasi sia il palcoscenico, anzi più facciamo riferimento allo sport di base è più è importante sottolineare l’importanza del gruppo, dare senso al proprio agire pensando sempre al compagno che ti sta vicino. “Ama il prossimo più di te stesso” ha detto qualcuno “importante” in questi giorni.
E’ per questo che il fondamentale di pallacanestro che amo i più, è il passaggio.
Provo sempre una grande emozione quando un mio giocatore stupisce e serve con un assist i proprio compagno, facendogli fare canestro.
Continuo ad essere un allenatore che insegna in modo quasi ossessivo il contropiede, ma da alcuni anni la difesa di squadra è un altro pilastro del mio insegnamento quotidiano, perché unisce il gruppo, spinge a sacrificarsi per l’altro senza ricompense immediate come quella di fare canestro.
Settimana scorsa bella vittoria degli Under 13 a Salerno contro Pastena, la prima squadra in serie D ha perso la sua seconda partita contro Sarno, squadra costruita per vincere il campionato. In settimana gli Under 18 avevano battuto con facilità Baronissi in casa.
Questa settimana gli Under 13 riposano, mentre gli Under 15 giocano in casa contro la PCA, primo derby di quest’anno. La prima squadra gioca sabato in casa contro Marigliano. Gli Under 18 hanno giocato in trasferta a Cava perdendo negli ultimi minuti.
La settimana scorsa avevo visto in TV “Tango della libertà”, fiction che parlava della dittatura criminale argentina del 1976. La fiction in due puntate fatta bene con un ottimo cast, storia vera del vice console Calamai che era riuscito a salvare numerosi connazionali dalla morte sicura da parte della dittatura. Unico neo aver completamente cancellato dalla sceneggiatura la figura di un sindacalista comunista anche egli determinate insieme ad un giornalista del Corriere della sera nel salvare la vita di cittadini italo-argentini. Sulla spinta emotiva del film, ho ripreso tra le mani “le irregolari” un libro di Massimo Carlotto che parla delle nonne, mamme e figli di Plaza de Mayo, donne coraggiose che ancora oggi lottano per fare in modo che i carnefici dei propri figli vengano condannati, e per non far dimenticare questo sterminio di circa trentamila persone scomparse nel nulla. Nel libro si parla anche del Campionato mondiale del 1978 vinto dall’Argentina in piena dittatura, pagina vergognosa dello sport mondiale, campionato che doveva essere boicottato ma per i soliti motivi economici si fece finta di non vedere e mentre si giocava morivano vittime inermi lanciate vive dagli aerei dei militari.
Il gigante buono è tornato, il rugbista Martin Castrogiovanni tre mesi fa ha scoperto di avere un tumore alla schiena. Oggi è di nuovo in campo con il Racing Paris.
Bella iniziativa del CNA Campania, è disponibile il secondo numero del play-book tecnico curato dal CNA regionale con ottimi collaboratori con articoli che abbracciano tutti i settori del nostro magnifico sport. La serie A con tanti stranieri e le squadre che cambiano continuatamente riesce difficilmente a coinvolgere. Ho visto in Tv Milano-Trento con la vittoria sofferta dei milanesi. Preferisco la A2, ho visto il derby piemontese Casale contro Biella con la vittoria di quest’ultima. Mi dispiace per coach Ramondino coach di Casale, avellinese già assistente a Salerno di Andrea Capobianco.

Buona pallacanestro a tutti, alla prossima settimana.

Il guardiano del campo.IL GUARDIANO DEL CAMPO

“L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme non è il conforto di un normale voler bene l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.”(Giorgio Gaber)
La settimana scorsa coach Infante prima dell’allenamento degli Under 18 parlando ai suoi ragazzi, ha detto “il vostro nome è dietro la maglietta, lo stemma della società è a sinistra proprio sul vostro cuore, è la M del logo che fa la differenza in campo”.
In una società dove è sempre più difficile pronunciare “Noi”, dove la parola “io” giganteggia su ogni discorso, portare una maglia, rappresentare un’associazione, diventa un percorso importante della propria vita, qualsiasi sia il palcoscenico, anzi più facciamo riferimento allo sport di base è più è importante sottolineare l’importanza del gruppo, dare senso al proprio agire pensando sempre al compagno che ti sta vicino. “Ama il prossimo più di te stesso” ha detto qualcuno “importante” in questi giorni.
E’ per questo che il fondamentale di pallacanestro che amo i più, è il passaggio.
Provo sempre una grande emozione quando un mio giocatore stupisce e serve con un assist i proprio compagno, facendogli fare canestro.
Continuo ad essere un allenatore che insegna in modo quasi ossessivo il contropiede, ma da alcuni anni la difesa di squadra è un altro pilastro del mio insegnamento quotidiano, perché unisce il gruppo, spinge a sacrificarsi per l’altro senza ricompense immediate come quella di fare canestro.
Settimana scorsa bella vittoria degli Under 13 a Salerno contro Pastena, la prima squadra in serie D ha perso la sua seconda partita contro Sarno, squadra costruita per vincere il campionato. In settimana gli Under 18 avevano battuto con facilità Baronissi in casa.
Questa settimana gli Under 13 riposano, mentre gli Under 15 giocano in casa contro la PCA, primo derby di quest’anno. La prima squadra gioca sabato in casa contro Marigliano. Gli Under 18 hanno giocato in trasferta a Cava perdendo negli ultimi minuti.
La settimana scorsa avevo visto in TV “Tango della libertà”, fiction che parlava della dittatura criminale argentina del 1976. La fiction in due puntate fatta bene con un ottimo cast, storia vera del vice console Calamai che era riuscito a salvare numerosi connazionali dalla morte sicura da parte della dittatura. Unico neo aver completamente cancellato dalla sceneggiatura la figura di un sindacalista comunista anche egli determinate insieme ad un giornalista del Corriere della sera nel salvare la vita di cittadini italo-argentini. Sulla spinta emotiva del film, ho ripreso tra le mani “le irregolari” un libro di Massimo Carlotto che parla delle nonne, mamme e figli di Plaza de Mayo, donne coraggiose che ancora oggi lottano per fare in modo che i carnefici dei propri figli vengano condannati, e per non far dimenticare questo sterminio di circa trentamila persone scomparse nel nulla. Nel libro si parla anche del Campionato mondiale del 1978 vinto dall’Argentina in piena dittatura, pagina vergognosa dello sport mondiale, campionato che doveva essere boicottato ma per i soliti motivi economici si fece finta di non vedere e mentre si giocava morivano vittime inermi lanciate vive dagli aerei dei militari.
Il gigante buono è tornato, il rugbista Martin Castrogiovanni tre mesi fa ha scoperto di avere un tumore alla schiena. Oggi è di nuovo in campo con il Racing Paris.
Bella iniziativa del CNA Campania, è disponibile il secondo numero del play-book tecnico curato dal CNA regionale con ottimi collaboratori con articoli che abbracciano tutti i settori del nostro magnifico sport. La serie A con tanti stranieri e le squadre che cambiano continuatamente riesce difficilmente a coinvolgere. Ho visto in Tv Milano-Trento con la vittoria sofferta dei milanesi. Preferisco la A2, ho visto il derby piemontese Casale contro Biella con la vittoria di quest’ultima. Mi dispiace per coach Ramondino coach di Casale, avellinese già assistente a Salerno di Andrea Capobianco.

Buona pallacanestro a tutti, alla prossima settimana.

Il guardiano del campo.