Napoli. Al Loreto Mare confermata la chiusura della sala operatoria, ritrovati batteri vicino bocchettoni dell’ossigeno

0

Napoli. Mani legate per i chirurghi dell’ospedale Loreto Mare dove persiste lo stop forzato delle attività di sala operatoria. Oggi è il quarto giorno di sospensione e di «impossibilità a garantire la normale attività chirurgica sia d’elezione che d’urgenza» come si legge dalla nota sottoscritta lunedì scorso, dalla direzione sanitaria del presidio in via Vespucci. La comunicazione indirizzata anche ai centralini Core e Cot per evitare che le ambulanze possano trasportare «pazienti chirurgici, politraumatizzati o necessitanti di prestazioni neurochirurgiche», nasce dalla necessità di bonificare la sala operatoria. Si tratta dell’area inclusa nel primo blocco dove si svolgono di norma tutte le attività chirurgiche delle varie specializzazioni e che, sabato scorso, ospitò sette pazienti del reparto di Rianimazione dove fu registrata un’avaria al climatizzatore. Da quando i degenti intubati hanno fatto ritorno, lunedì, nel loro reparto, la sala operatoria è stata sottoposta a operazioni di bonifica se possibile ancora più approfondite, dal momento che uno dei ricoverati in Rianimazione è affetto da un’infezione. Ieri l’esito dei primi tamponi per verificare la sterilità degli ambienti ha scoraggiato i camici bianchi rilevando la presenza di colonie batteriche massicce vicino i bocchettoni dell’ossigeno. «L’interdizione della sala operatoria sta provocando l’allungamento dei tempi delle liste di attesa e l’affollamento ulteriore dei degenti in barella al punto che dobbiamo pensare a trasferirli in altri ospedali» spiega Lorenzo De Lillo, sindacalista Cgil che più volte ha sollecitato «misure straordinarie per un presidio di frontiera». E’ necessario accelerare i tempi di riapertura della sala operatoria poiché «se dovessero accadere due emergenze in contemporanea l’ospedale andrebbe in tilt» aggiunge Davide Pagliariccio della Cisl riferendosi alla presenza di una seconda sala operatoria al quarto blocco che però è attrezzata solo per la ginecologia e in casi di estrema urgenza potrebbe essere impiegata, «sebbene con grandi difficoltà», dai medici. Di certo se accadessero un’emergenza in ginecologia ed una in pronto soccorso solo una delle due potrebbe avvalersi della sala al quarto blocco. Emergenza a parte c’è chi punta il dito su criticità ordinarie come «la mancanza dei percorsi puliti e sporchi con zona filtro nella sala operatoria del primo blocco che non è a norma» sottolinea Pasquale Genovese della Cisl considerandola «una condizione che rende più feconde possibili contaminazioni così come la disposizione che prevede che gli infermieri della sala operatoria possano allontanarsi da questa per trasferire i malati fuori presidio senza sottoporsi successivamente a sterilizzazione». La soluzione? Tra le richieste dei sindacati, l’imperativo è «rafforzare le grandi aree di emergenza di Napoli – afferma Franco Verde, coordinatore provinciale Anaao – perché in sette mesi dalla discesa in campo di De Luca che sta ben operando in altri settori, nella Sanità c’è un deficit operativo della Regione. Proprio oggi il commissario straordinario dell’Asl Napoli 1, Renato Pizzuti, parteciperà alla riunione col presidente De Luca. «Mi sono recato personalmente al Loreto Mare visitando l’intero presidio e ci tengo che questo ospedale come gli altri tre nosocomi cittadini che sono Dea di II livello possano funzionare al meglio perché sono il cuore pulsante dell’emergenza sanitaria – ha detto Pizzuti – sui tempi per la bonifica della sala non possiamo fornire date certe perché è necessaria la negativizzazione di tutti i tamponi ma possiamo ben sperare visto che su vari tamponi eseguiti solo uno è risultato positivo all’infezione». (Melina Chiapparino – Il Mattino)

Napoli. Mani legate per i chirurghi dell’ospedale Loreto Mare dove persiste lo stop forzato delle attività di sala operatoria. Oggi è il quarto giorno di sospensione e di «impossibilità a garantire la normale attività chirurgica sia d’elezione che d’urgenza» come si legge dalla nota sottoscritta lunedì scorso, dalla direzione sanitaria del presidio in via Vespucci. La comunicazione indirizzata anche ai centralini Core e Cot per evitare che le ambulanze possano trasportare «pazienti chirurgici, politraumatizzati o necessitanti di prestazioni neurochirurgiche», nasce dalla necessità di bonificare la sala operatoria. Si tratta dell’area inclusa nel primo blocco dove si svolgono di norma tutte le attività chirurgiche delle varie specializzazioni e che, sabato scorso, ospitò sette pazienti del reparto di Rianimazione dove fu registrata un’avaria al climatizzatore. Da quando i degenti intubati hanno fatto ritorno, lunedì, nel loro reparto, la sala operatoria è stata sottoposta a operazioni di bonifica se possibile ancora più approfondite, dal momento che uno dei ricoverati in Rianimazione è affetto da un’infezione. Ieri l’esito dei primi tamponi per verificare la sterilità degli ambienti ha scoraggiato i camici bianchi rilevando la presenza di colonie batteriche massicce vicino i bocchettoni dell’ossigeno. «L’interdizione della sala operatoria sta provocando l’allungamento dei tempi delle liste di attesa e l’affollamento ulteriore dei degenti in barella al punto che dobbiamo pensare a trasferirli in altri ospedali» spiega Lorenzo De Lillo, sindacalista Cgil che più volte ha sollecitato «misure straordinarie per un presidio di frontiera». E’ necessario accelerare i tempi di riapertura della sala operatoria poiché «se dovessero accadere due emergenze in contemporanea l’ospedale andrebbe in tilt» aggiunge Davide Pagliariccio della Cisl riferendosi alla presenza di una seconda sala operatoria al quarto blocco che però è attrezzata solo per la ginecologia e in casi di estrema urgenza potrebbe essere impiegata, «sebbene con grandi difficoltà», dai medici. Di certo se accadessero un’emergenza in ginecologia ed una in pronto soccorso solo una delle due potrebbe avvalersi della sala al quarto blocco. Emergenza a parte c’è chi punta il dito su criticità ordinarie come «la mancanza dei percorsi puliti e sporchi con zona filtro nella sala operatoria del primo blocco che non è a norma» sottolinea Pasquale Genovese della Cisl considerandola «una condizione che rende più feconde possibili contaminazioni così come la disposizione che prevede che gli infermieri della sala operatoria possano allontanarsi da questa per trasferire i malati fuori presidio senza sottoporsi successivamente a sterilizzazione». La soluzione? Tra le richieste dei sindacati, l’imperativo è «rafforzare le grandi aree di emergenza di Napoli – afferma Franco Verde, coordinatore provinciale Anaao – perché in sette mesi dalla discesa in campo di De Luca che sta ben operando in altri settori, nella Sanità c’è un deficit operativo della Regione. Proprio oggi il commissario straordinario dell’Asl Napoli 1, Renato Pizzuti, parteciperà alla riunione col presidente De Luca. «Mi sono recato personalmente al Loreto Mare visitando l’intero presidio e ci tengo che questo ospedale come gli altri tre nosocomi cittadini che sono Dea di II livello possano funzionare al meglio perché sono il cuore pulsante dell’emergenza sanitaria – ha detto Pizzuti – sui tempi per la bonifica della sala non possiamo fornire date certe perché è necessaria la negativizzazione di tutti i tamponi ma possiamo ben sperare visto che su vari tamponi eseguiti solo uno è risultato positivo all’infezione». (Melina Chiapparino – Il Mattino)