Sorrento processo Rota condanna esemplare, tutti condannati anche Langellotto e Bellacosa

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ANTEPRIMA Sorrento. Si è fatto oggi a Torre Annunziata il processo simbolo di Boxlandia per il parcheggio Vico Rota. Sono stati condannati tutti, i commissari ad acta ed anche Langellotto e Bellacosa , una condanna esemplare per la Campania.  “Il massimo che si poteva ottenere”, soddisfatte le parti civili. Il processo era stato  rinviato ad oggi 26 gennaio dopo l’ennesimo rinvio del 20 gennaio scorso, per un grave impedimento di salute dell’avvocato Vitiello, oggi l’impedimento di Vitiello non è servito ad ottenere un’ulteriore rinvio, perchè tale impedimento è stato considerato dal Giudice “prevedibile” e quindi è stato nominato d’ufficio un avvocato che, pur volendo rifiutare la nomina, ha dovuto accettare,  grazie al Tribunale di Torre che ha voluto dire la parola fine a questo stillicidio di rinvii . Quindi ci sono state le arringhe, fra cui l’avvocato Sergio Mascolo per Langellotto e gli avvocati Johnny Pollio e Gianni Pane per le parti civili.  In serata alle 18, 30 circa finalmente la sentenza al processo considerato dagli ambientalisti come il processo simbolo di Boxlandia.  Fra gli imputati Adriano Bellacosa, ex assessore all’ambiente della Provincia di Salerno e proprietario del terreno dove dovevano sorgere i 252 box, Giuseppe Langellotto, amministratore della società Edilgreen che richiese il permesso per la costruzione dell’opera, e infine Lucio Grande e Dario Perasole, i due commissari ad acta della Provincia di Napoli che accordarono l’autorizzazione per gli interventi. Sono tutti accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico.  parti civili due associazioni ambientaliste della penisola sorrentina, il Wwf  con Claudio d’ Esposito, ora presidente del WWF Terre del Tirreno – rappresentato dall’avvocato Gianni Pane – e i Vas, Verdi Ambiente e Società, rappresentati dall’avvocato Johnny Pollio. l sostituto procuratore Mansi integrò il capo d’imputazione iniziale, che per tutti e quattro gli imputati era solo di abuso d’ufficio, contestando loro anche l’ipotesi, ciascuno per il ruolo ricoperto nella vicenda, di falso ideologico in concorso. Consistito, secondo l’impianto accusatorio, in una falsa dichiarazione, quella che attestava la conformità del permesso rilasciato al Piano Urbanistico Territoriale della penisola sorrentina, il cosidetto PUT , legge della Regione Campania n. 35/87, e al Puc del Comune di Sorrento, che seppure non ancora adottato in via definitiva, era da considerarsi vigente a tutti gli effetti. Tutti e quattro gli imputati sono stati dunque condannati  anche Langellotto e Bellacosa, che si era dichiarato estraneo alla vicenda e sembrava uscire dal processo, con pene fino di un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, condanna alle spese , e alla  parti  lesa riconosciute 10 mila euro , interdizione ai due commissari per un anno. Commosso Renato Antonetti, fratello del compianto Giovanni, fra i protagonisti della battaglia, fra i presenti. “E’ stata una grande battaglia – dice Claudio d’ Esposito WWF Tirreno -, una condanna esemplare, una giornata storica e indimenticabile”

ANTEPRIMA Sorrento. Si è fatto oggi a Torre Annunziata il processo simbolo di Boxlandia per il parcheggio Vico Rota. Sono stati condannati tutti, i commissari ad acta ed anche Langellotto e Bellacosa , una condanna esemplare per la Campania.  "Il massimo che si poteva ottenere", soddisfatte le parti civili. Il processo era stato  rinviato ad oggi 26 gennaio dopo l'ennesimo rinvio del 20 gennaio scorso, per un grave impedimento di salute dell'avvocato Vitiello, oggi l'impedimento di Vitiello non è servito ad ottenere un'ulteriore rinvio, perchè tale impedimento è stato considerato dal Giudice "prevedibile" e quindi è stato nominato d'ufficio un avvocato che, pur volendo rifiutare la nomina, ha dovuto accettare,  grazie al Tribunale di Torre che ha voluto dire la parola fine a questo stillicidio di rinvii . Quindi ci sono state le arringhe, fra cui l'avvocato Sergio Mascolo per Langellotto e gli avvocati Johnny Pollio e Gianni Pane per le parti civili.  In serata alle 18, 30 circa finalmente la sentenza al processo considerato dagli ambientalisti come il processo simbolo di Boxlandia.  Fra gli imputati Adriano Bellacosa, ex assessore all’ambiente della Provincia di Salerno e proprietario del terreno dove dovevano sorgere i 252 box, Giuseppe Langellotto, amministratore della società Edilgreen che richiese il permesso per la costruzione dell’opera, e infine Lucio Grande e Dario Perasole, i due commissari ad acta della Provincia di Napoli che accordarono l’autorizzazione per gli interventi. Sono tutti accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico.  parti civili due associazioni ambientaliste della penisola sorrentina, il Wwf  con Claudio d' Esposito, ora presidente del WWF Terre del Tirreno – rappresentato dall’avvocato Gianni Pane – e i Vas, Verdi Ambiente e Società, rappresentati dall’avvocato Johnny Pollio. l sostituto procuratore Mansi integrò il capo d’imputazione iniziale, che per tutti e quattro gli imputati era solo di abuso d’ufficio, contestando loro anche l’ipotesi, ciascuno per il ruolo ricoperto nella vicenda, di falso ideologico in concorso. Consistito, secondo l’impianto accusatorio, in una falsa dichiarazione, quella che attestava la conformità del permesso rilasciato al Piano Urbanistico Territoriale della penisola sorrentina, il cosidetto PUT , legge della Regione Campania n. 35/87, e al Puc del Comune di Sorrento, che seppure non ancora adottato in via definitiva, era da considerarsi vigente a tutti gli effetti. Tutti e quattro gli imputati sono stati dunque condannati  anche Langellotto e Bellacosa, che si era dichiarato estraneo alla vicenda e sembrava uscire dal processo, con pene fino di un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, condanna alle spese , e alla  parti  lesa riconosciute 10 mila euro , interdizione ai due commissari per un anno. Commosso Renato Antonetti, fratello del compianto Giovanni, fra i protagonisti della battaglia, fra i presenti. "E' stata una grande battaglia – dice Claudio d' Esposito WWF Tirreno -, una condanna esemplare, una giornata storica e indimenticabile"

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