Caos prenotazioni. Cambiano i codici, le ricette diventano carta straccia. I medici di famiglia lanciano l’allarme

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Sono centinaia le ricette dei medici di famiglia diventate poco più che carta straccia a causa dell’introduzione dei nuovi codici di prenotazione in vigore dal primo gennaio. L’allarme arriva dalla Fimmg Napoli per voce dei dirigenti provinciali Luigi Sparano e Corrado Calamaro. «A causa di un problema tecnico – spiegano – moltissimi cittadini stanno avendo problemi ad eseguire gli esami prescritti. La situazione è kafkiana ed è importante che la Regione intervenga al più presto per rimettere le cose a posto». Il problema tecnico del quale parlano i leader partenopei della sigla sindacale di categoria è legato ad un tema che in Campania va avanti da anni, vale a dire alla dematerializzazione connessa all’introduzione delle ricette elettroniche. Detta così sembra una questione molto complessa, in realtà si tratta di un concetto abbastanza semplice: far sparire le classiche prescrizioni di carta in favore di un processo esclusivamente informatizzato. È nell’ambito di questo progetto che in Campania da gennaio sono stati rivisti tutti i codici del nomenclatore tariffario, codici che i medici e le strutture utilizzano per le prenotazioni di esami, analisi del sangue e così via. «Un processo giusto – aggiungono Sparano e Calamaro – che in Campania, come al solito, ha preso una strada sbagliata. Nel passaggio dal vecchio al nuovo è stata fatta un bel po’ di confusione, con il risultato che i medici di famiglia si trovano a prescrivere con codici che non corrispondono più a quelli in possesso delle strutture che devono erogare la prestazione. E addirittura alcuni esami non si trovano più». Il risultato di questo caos digitale è che moltissimi pazienti vengono rispediti casa con un nulla di fatto. E anche i medici di famiglia hanno difficoltà a rintracciare i nuovi codici per prescrivere in maniera aggiornata l’esame. L’unica in molti casi è tornare indietro di anni, con le vecchie ricette scritte a mano. Un problema di dimensioni enormi, visto il numero di ricette che ogni giorno vengono compilate dai medici di famiglia. Si pensi che solo la Fimmg Napoli conta 1.200 medici, per un totale di più di 1.500 studi sul territorio. Questo significa un bacino d’utenza che è di circa 1milione e 400mila cittadini. «In attesa di una soluzione serve una proroga – concludono i medici di famiglia – soprattutto ora in cui si sta manifestando il picco influenzale». E la febbre ed i problemi respiratori stanno facendo letteralmente esplodere gli ospedali cittadini. I ricoverato sono ormai così tanti che in molti casi le barelle non bastano e ci si deve arrangiare con le lettighe della ambulanze. Le situazioni più gravi sono quelle del Loreto Mare e del Cardarelli. Nell’ospedale di via Marina ieri si sono contate più di 20 barelle, mentre al Cardarelli (nell’intero blocco dell’emergenza) si è arrivati a poco meno di cento. (Raffaele Nespoli – Corriere del Mezzogiorno)

Sono centinaia le ricette dei medici di famiglia diventate poco più che carta straccia a causa dell’introduzione dei nuovi codici di prenotazione in vigore dal primo gennaio. L’allarme arriva dalla Fimmg Napoli per voce dei dirigenti provinciali Luigi Sparano e Corrado Calamaro. «A causa di un problema tecnico – spiegano – moltissimi cittadini stanno avendo problemi ad eseguire gli esami prescritti. La situazione è kafkiana ed è importante che la Regione intervenga al più presto per rimettere le cose a posto». Il problema tecnico del quale parlano i leader partenopei della sigla sindacale di categoria è legato ad un tema che in Campania va avanti da anni, vale a dire alla dematerializzazione connessa all’introduzione delle ricette elettroniche. Detta così sembra una questione molto complessa, in realtà si tratta di un concetto abbastanza semplice: far sparire le classiche prescrizioni di carta in favore di un processo esclusivamente informatizzato. È nell’ambito di questo progetto che in Campania da gennaio sono stati rivisti tutti i codici del nomenclatore tariffario, codici che i medici e le strutture utilizzano per le prenotazioni di esami, analisi del sangue e così via. «Un processo giusto – aggiungono Sparano e Calamaro – che in Campania, come al solito, ha preso una strada sbagliata. Nel passaggio dal vecchio al nuovo è stata fatta un bel po’ di confusione, con il risultato che i medici di famiglia si trovano a prescrivere con codici che non corrispondono più a quelli in possesso delle strutture che devono erogare la prestazione. E addirittura alcuni esami non si trovano più». Il risultato di questo caos digitale è che moltissimi pazienti vengono rispediti casa con un nulla di fatto. E anche i medici di famiglia hanno difficoltà a rintracciare i nuovi codici per prescrivere in maniera aggiornata l’esame. L’unica in molti casi è tornare indietro di anni, con le vecchie ricette scritte a mano. Un problema di dimensioni enormi, visto il numero di ricette che ogni giorno vengono compilate dai medici di famiglia. Si pensi che solo la Fimmg Napoli conta 1.200 medici, per un totale di più di 1.500 studi sul territorio. Questo significa un bacino d’utenza che è di circa 1milione e 400mila cittadini. «In attesa di una soluzione serve una proroga – concludono i medici di famiglia – soprattutto ora in cui si sta manifestando il picco influenzale». E la febbre ed i problemi respiratori stanno facendo letteralmente esplodere gli ospedali cittadini. I ricoverato sono ormai così tanti che in molti casi le barelle non bastano e ci si deve arrangiare con le lettighe della ambulanze. Le situazioni più gravi sono quelle del Loreto Mare e del Cardarelli. Nell’ospedale di via Marina ieri si sono contate più di 20 barelle, mentre al Cardarelli (nell’intero blocco dell’emergenza) si è arrivati a poco meno di cento. (Raffaele Nespoli – Corriere del Mezzogiorno)