Quarto. I WhatsApp del sindaco: «De Robbio è un incubo. Così mi ricatta». Il marito oggi in Procura per abuso edilizio

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Quarto. «Stanotte ho avuto un incubo. Una casa con radice, colpa di De Robbio, che mi inseguiva. Non ho bisogno di Freud». Sono le 7.45 del 18 ottobre e Rosa Capuozzo manda un messaggio WhatsApp al suo vice, Andrea Perotti. Come ormai capita sempre più spesso, Rosa è angosciata. E la causa è sempre la stessa: il comportamento di Giovanni De Robbio, primo degli eletti per il M5S. Dai giorni immediatamente successivi alla vittoria elettorale De Robbio non dà tregua al sindaco: pretende nomine, incarichi, la gestione del campo di calcio. La minaccia, secondo i pm, la ricatta: agita lo spauracchio dell’abuso edilizio commesso nell’edificio in cui lei abita assieme al marito, Ignazio Baiano, per costringerla ad accettare le sue richieste. Proprio oggi, tra l’altro, Baiano è stato convocato dal pm Francesca De Renzis, che, con il coordinamento dell’aggiunto Nunzio Fragliasso, indaga su quell’abuso e gli contesta il falso e la violazione delle norme edilizie. Rosa non cede di un millimetro, ma non denuncia. Non considerava una minaccia le parole di De Robbio, spiegherà ai magistrati a metà novembre. I messaggi WhatsApp, invece, dimostrano che il sindaco già un mese prima comprendeva bene il tenore delle parole del consigliere e si sentiva fortemente preoccupato. I messaggi sono stati depositati dai pm al Riesame. Sono divisi in tre gruppi: quelli con il marito, quelli con il vicesindaco, quelli con i simpatizzanti del Movimento. I magistrati (il fascicolo è del pm Henry John Woodcock con il coordinamento degli aggiunti Filippo Beatrice e Giuseppe Borrelli) hanno selezionato in particolare quelli che Rosa Capuozzo ha scambiato con il marito subito dopo gli incontri in cui De Robbio ha provato a ricattarla. Il 16 ottobre, per esempio, il consigliere (poi dimissionario) la contatta appena lei è sbarcata dal volo in arrivo da Bruxelles, verso le otto di sera. Il marito le scrive: «We, ma De Robbio che vuole a quest’ora? ». Lei scrive: «Non lo so, sono preoccupata, poi ti spiego». Dello stesso tenore i messaggi che i due si scambiano il 9 novembre, durante il consiglio comunale nel corso del quale De Robbio le si avvicina e le mostra le fotografie della sua casa fatte dall’alto. Il marito chiede: «Mi hai chiamato? Come sta andando il consiglio?». Lei risponde: «Bene. Poi ti dico come mi ha ricattato De Robbio». Emblematici anche i messaggi che Rosa Capuozzo scambia con il vicesindaco. Il giorno di Ferragosto ha già compreso perfettamente i motivi dello strano comportamento di De Robbio: «De Robbio vuole decidere le cariche e non gliene frega nulla della linea politica. Ovviamente deciderò da sola, visto che le responsabilità sono le mie. Se Lorenzo non ci arriva è un problema suo, va a fare compagnia a Tina e De Robbio sul muro del pianto… In conclusione, è allucinante che Lorenzo non capisca che a De Robbio della linea politica non importi nulla, ma in fin dei conti mi interessa il giusto». E il nome di De Robbio è spesso associato a sensazioni sgradevoli. Il 18 ottobre, per esempio: «Poi ho questa cosa di De Robbio che mi mette ansia». Su WhatsApp, Rosa Capuozzo e Andrea Perotti parlano anche dei vertici nazionali del Movimento. Perotti: «Di Maio sa cose sbagliate di Quarto». Capuozzo: «Ci ritiene degli incompetenti. Di Maio dovrebbe scendere dal piedistallo». Perotti: «Non incompetenti». Capuozzo: «Corrotti?». Perotti: «Ma semplicemente gli arrivano notizie sbagliate. Ormai è pieno di sé. Ha solo un po’ di dialettica». Capuozzo: «Ripete le stesse cose a menadito». Perotti: «Non si aspetta che c’è sostanza e che i problemi non li creiamo noi, cioè tu». Qualche giorno dopo il sindaco confida ancora il suo malessere al vice: «Sono con le spalle al muro e non mi piace per niente. Non scappo per rispetto di tutti quelli che mi hanno votato, però sono arrabbiata e non riesco a fare le dovute distinzioni. Un po’ come quando prendi le mazzate da tutti, semmai in cerchio e tu al centro». (Titti Beneduce – Corriere del Mezzogiorno) 

Quarto. «Stanotte ho avuto un incubo. Una casa con radice, colpa di De Robbio, che mi inseguiva. Non ho bisogno di Freud». Sono le 7.45 del 18 ottobre e Rosa Capuozzo manda un messaggio WhatsApp al suo vice, Andrea Perotti. Come ormai capita sempre più spesso, Rosa è angosciata. E la causa è sempre la stessa: il comportamento di Giovanni De Robbio, primo degli eletti per il M5S. Dai giorni immediatamente successivi alla vittoria elettorale De Robbio non dà tregua al sindaco: pretende nomine, incarichi, la gestione del campo di calcio. La minaccia, secondo i pm, la ricatta: agita lo spauracchio dell’abuso edilizio commesso nell’edificio in cui lei abita assieme al marito, Ignazio Baiano, per costringerla ad accettare le sue richieste. Proprio oggi, tra l’altro, Baiano è stato convocato dal pm Francesca De Renzis, che, con il coordinamento dell’aggiunto Nunzio Fragliasso, indaga su quell’abuso e gli contesta il falso e la violazione delle norme edilizie. Rosa non cede di un millimetro, ma non denuncia. Non considerava una minaccia le parole di De Robbio, spiegherà ai magistrati a metà novembre. I messaggi WhatsApp, invece, dimostrano che il sindaco già un mese prima comprendeva bene il tenore delle parole del consigliere e si sentiva fortemente preoccupato. I messaggi sono stati depositati dai pm al Riesame. Sono divisi in tre gruppi: quelli con il marito, quelli con il vicesindaco, quelli con i simpatizzanti del Movimento. I magistrati (il fascicolo è del pm Henry John Woodcock con il coordinamento degli aggiunti Filippo Beatrice e Giuseppe Borrelli) hanno selezionato in particolare quelli che Rosa Capuozzo ha scambiato con il marito subito dopo gli incontri in cui De Robbio ha provato a ricattarla. Il 16 ottobre, per esempio, il consigliere (poi dimissionario) la contatta appena lei è sbarcata dal volo in arrivo da Bruxelles, verso le otto di sera. Il marito le scrive: «We, ma De Robbio che vuole a quest’ora? ». Lei scrive: «Non lo so, sono preoccupata, poi ti spiego». Dello stesso tenore i messaggi che i due si scambiano il 9 novembre, durante il consiglio comunale nel corso del quale De Robbio le si avvicina e le mostra le fotografie della sua casa fatte dall’alto. Il marito chiede: «Mi hai chiamato? Come sta andando il consiglio?». Lei risponde: «Bene. Poi ti dico come mi ha ricattato De Robbio». Emblematici anche i messaggi che Rosa Capuozzo scambia con il vicesindaco. Il giorno di Ferragosto ha già compreso perfettamente i motivi dello strano comportamento di De Robbio: «De Robbio vuole decidere le cariche e non gliene frega nulla della linea politica. Ovviamente deciderò da sola, visto che le responsabilità sono le mie. Se Lorenzo non ci arriva è un problema suo, va a fare compagnia a Tina e De Robbio sul muro del pianto… In conclusione, è allucinante che Lorenzo non capisca che a De Robbio della linea politica non importi nulla, ma in fin dei conti mi interessa il giusto». E il nome di De Robbio è spesso associato a sensazioni sgradevoli. Il 18 ottobre, per esempio: «Poi ho questa cosa di De Robbio che mi mette ansia». Su WhatsApp, Rosa Capuozzo e Andrea Perotti parlano anche dei vertici nazionali del Movimento. Perotti: «Di Maio sa cose sbagliate di Quarto». Capuozzo: «Ci ritiene degli incompetenti. Di Maio dovrebbe scendere dal piedistallo». Perotti: «Non incompetenti». Capuozzo: «Corrotti?». Perotti: «Ma semplicemente gli arrivano notizie sbagliate. Ormai è pieno di sé. Ha solo un po’ di dialettica». Capuozzo: «Ripete le stesse cose a menadito». Perotti: «Non si aspetta che c’è sostanza e che i problemi non li creiamo noi, cioè tu». Qualche giorno dopo il sindaco confida ancora il suo malessere al vice: «Sono con le spalle al muro e non mi piace per niente. Non scappo per rispetto di tutti quelli che mi hanno votato, però sono arrabbiata e non riesco a fare le dovute distinzioni. Un po’ come quando prendi le mazzate da tutti, semmai in cerchio e tu al centro». (Titti Beneduce – Corriere del Mezzogiorno)