Napoli. Movida senza regole, cittadini in rivolta. Sos da centro, Vomero e Chiaia: notti da incubo, qualcuno intervenga

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Napoli. Si riaccende la querelle sulla movida, stavolta con un atto forte e ufficiale. Sono ben sette i Comitati di cittadini residenti in zone della Napoli by night che hanno fatto fronte unico e che ieri, tramite avvocati, hanno inviato una diffida a questore, prefetto, sindaco e comandante della polizia municipale. «Il presente atto – si legge nel documento di invito e diffida – viene notificato anche al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Penale di Napoli, affinché provveda ad avviare ogni necessaria e opportuna indagine, volta ad accertare ipotesi di reato per il grave pregiudizio all’Ordine e alla Sicurezza pubblica nonché alla salute dei cittadini, dovuta alla grave e colpevole inerzia dei Pubblici Amministratori responsabili». I toni sono accesi, i cittadini esasperati dalla movida sono migliaia e sparsi ovunque: Comitato Bellini, Comitato Chiaia Viva & Vivibile, Comitato Spontaneo di cittadini di Bagnoli, Comitato spontaneo dei cittadini di via Aniello Falcone, Comitato Spontaneo dei Cittadini di via Croce, Comitato spontaneo di via Chiatamone, Comitato spontaneo dei Cittadini per la Quiete Pubblica Napoletana. Gli otto punti della diffida riguardano l’invivibilità: inquinamento acustico, difficoltà per traffico e ambulanze, occupazione abusiva di suolo pubblico. Altro tema del testo è lo spaccio di droga nelle zone by night, come avviene a Bellini, Port’Alba, piazzetta dell’Orientale, fenomeno reiterato nonostante i frequenti arresti di pusher di colore. Nel documento, in cui si chiede «il rispetto delle prescrizioni» da parte dei locali e si lamenta assenza di sanzioni e chiusure in caso di inosservanza delle regole, vengono citate molte vie del centro (Piazza Bellini, San Sebastiano, Piazza del Gesù, via Tribunali, via Croce), i baretti di Chiaia (via Bisignano, Cappella Vecchia, via Chiatamone), del Vomero (via Aniello Falcone, Antignano, San Martino, via Scarlatti), Bagnoli. «I residenti subiscono un vero e proprio pregiudizio per la loro incolumità, con rilevante compromissione per l’ordine e la sicurezza pubblica – si legge nel testo – Il rumore prodotto dagli impianti elettroacustici e dallo schiamazzo degli avventori rende difficoltoso il riposo notturno, con effetti pregiudizievoli sulla salute e l’integrità psico-fisica dei residenti. Nonostante il notorio allarme sociale dimostrato anche dai numerosi interventi di polizia, volti unicamente a contrastare risse e spaccio di droga, non si è mai disposto un serio contrasto per ristabilire l’ordine e la sicurezza pubblica, non controllando neppure le folle spropositate di cittadini ammassati in piazze e strade non idonee a contenerle anche per la frequente ridotta dimensione dei locali, che finiscono per servire le consumazioni all’esterno degli esercizi commerciali». «Sia il sindaco, sia il Prefetto, sia il Questore e il Capo della Polizia Locale non hanno mai adottato disposizioni strutturali volte a tutelare l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e la salute dei cittadini residenti. In molte città italiane, in presenza di fenomeni meno eclatanti di quelli che accadono a Napoli, sono state adottati provvedimenti strutturali che limitano gli orari di apertura dei locali, l’orario di vendita delle bevande alcoliche». Si invitano dunque, Prefetto, sindaco, Questore e polizia municipale «ad adottare ogni provvedimento necessario ed urgente». La diffida si conclude con l’avviso che «in mancanza – di tali atti – si provvederà ad adire l’autorità giudiziaria»: entro 60 giorni, se nulla si sarà mosso, i residenti penseranno ad altre vie legali. (Gennaro Di Biase – Il Mattino) 

Napoli. Si riaccende la querelle sulla movida, stavolta con un atto forte e ufficiale. Sono ben sette i Comitati di cittadini residenti in zone della Napoli by night che hanno fatto fronte unico e che ieri, tramite avvocati, hanno inviato una diffida a questore, prefetto, sindaco e comandante della polizia municipale. «Il presente atto – si legge nel documento di invito e diffida – viene notificato anche al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Penale di Napoli, affinché provveda ad avviare ogni necessaria e opportuna indagine, volta ad accertare ipotesi di reato per il grave pregiudizio all’Ordine e alla Sicurezza pubblica nonché alla salute dei cittadini, dovuta alla grave e colpevole inerzia dei Pubblici Amministratori responsabili». I toni sono accesi, i cittadini esasperati dalla movida sono migliaia e sparsi ovunque: Comitato Bellini, Comitato Chiaia Viva & Vivibile, Comitato Spontaneo di cittadini di Bagnoli, Comitato spontaneo dei cittadini di via Aniello Falcone, Comitato Spontaneo dei Cittadini di via Croce, Comitato spontaneo di via Chiatamone, Comitato spontaneo dei Cittadini per la Quiete Pubblica Napoletana. Gli otto punti della diffida riguardano l’invivibilità: inquinamento acustico, difficoltà per traffico e ambulanze, occupazione abusiva di suolo pubblico. Altro tema del testo è lo spaccio di droga nelle zone by night, come avviene a Bellini, Port'Alba, piazzetta dell'Orientale, fenomeno reiterato nonostante i frequenti arresti di pusher di colore. Nel documento, in cui si chiede «il rispetto delle prescrizioni» da parte dei locali e si lamenta assenza di sanzioni e chiusure in caso di inosservanza delle regole, vengono citate molte vie del centro (Piazza Bellini, San Sebastiano, Piazza del Gesù, via Tribunali, via Croce), i baretti di Chiaia (via Bisignano, Cappella Vecchia, via Chiatamone), del Vomero (via Aniello Falcone, Antignano, San Martino, via Scarlatti), Bagnoli. «I residenti subiscono un vero e proprio pregiudizio per la loro incolumità, con rilevante compromissione per l’ordine e la sicurezza pubblica – si legge nel testo – Il rumore prodotto dagli impianti elettroacustici e dallo schiamazzo degli avventori rende difficoltoso il riposo notturno, con effetti pregiudizievoli sulla salute e l’integrità psico-fisica dei residenti. Nonostante il notorio allarme sociale dimostrato anche dai numerosi interventi di polizia, volti unicamente a contrastare risse e spaccio di droga, non si è mai disposto un serio contrasto per ristabilire l’ordine e la sicurezza pubblica, non controllando neppure le folle spropositate di cittadini ammassati in piazze e strade non idonee a contenerle anche per la frequente ridotta dimensione dei locali, che finiscono per servire le consumazioni all'esterno degli esercizi commerciali». «Sia il sindaco, sia il Prefetto, sia il Questore e il Capo della Polizia Locale non hanno mai adottato disposizioni strutturali volte a tutelare l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e la salute dei cittadini residenti. In molte città italiane, in presenza di fenomeni meno eclatanti di quelli che accadono a Napoli, sono state adottati provvedimenti strutturali che limitano gli orari di apertura dei locali, l’orario di vendita delle bevande alcoliche». Si invitano dunque, Prefetto, sindaco, Questore e polizia municipale «ad adottare ogni provvedimento necessario ed urgente». La diffida si conclude con l'avviso che «in mancanza – di tali atti – si provvederà ad adire l'autorità giudiziaria»: entro 60 giorni, se nulla si sarà mosso, i residenti penseranno ad altre vie legali. (Gennaro Di Biase – Il Mattino) 

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