Napoli. Intitolate a Troisi le scale di «Scusate il ritardo». Il sindaco: il nome di Massimo scolpito per sempre

0

Scusate il ritardo. A quasi 22 anni dalla sua scomparsa Napoli rende omaggio a Massimo Troisi intitolandogli la scalinata di via Mariconda, a Chiaia, a un passo da via Crispi, scenario della celebre scena del suo secondo film. Accade in una mattinata splendente, con cielo azzurro e terso, proprio come sarebbe piaciuto a lui. La targa, scoperta con cerimonia ufficiale dal sindaco de Magistris e dalla sorella di Massimo, Rosaria Troisi, porta la scritta «Scale Massimo Troisi, attore, 1953-1994» e viene sistemata al termine della rampa più vicina a via Crispi, accanto a largo Beneventano. Quella originale vista in «Scusate il ritardo» è invece la prima delle scalinate, all’angolo con via Andrea d’Isernia. Una scelta dovuta alla migliore posizione, più fruibile dal pubblico, rispetto a quella molto più nascosta immortalata dal cineasta di San Giorgio a Cremano nel film del 1983. Una scena comica nello suo stile, con retrogusto amaro. Il memorabile duetto sotto la pioggia battente tra Vincenzo e Tonino, ovvero Massimo Troisi e Lello Arena, un bagnatissimo sfogo sulle pene d’amore dell’amico del cuore, lasciato dalla fidanzata per uno svedese. Lello Arena non c’è, coerente con la sua linea di non partecipare a trasmissioni o commemorazioni per l’amico fraterno. «Essere qui è bellissimo, perché l’invisibile diventa sostanza e io ora Massimo lo sento vivo, palpitante», spiega Rosaria Troisi: «Questo luogo ci restituisce il suo respiro e testimonia la complicità che c’è sempre stata tra lui e Napoli. “Scusate il ritardo” è il trionfo della dimensione domestica della nostra casa, i personaggi portano i nomi di famiglia, lui nel film è Vincenzo, ovvero il nostro fratello maggiore che da poco abbiamo perso. Una persona silenziosa e schiva, cui lui si è ispirato nell’interpretazione. Essere qui è un viaggio interiore nel ricordo di due gioielli di famiglia. E Massimo ora arreda questa rampa di scale con il ricordo incancellabile della sua arte». «Sì, questa intitolazione andava fatta prima, quindi verrebbe da dire scusate il ritardo», concorda de Magistris, «ma non è certo per colpa di questa amministrazione, ma di chi ci ha preceduto. Noi abbiamo accolto subito l’appello delle associazioni Napoli Evviva e Uè Cap (che hanno intenzione di organizzare eventi per Troisi nel largo Beneventano) e dei cittadini che ci hanno inondati di email, perché la vera radice di questa città è la sua cultura in tutte le sue manifestazioni. Per lui non ci sono confini, perché Massimo è di tutti. I suoi film hanno segnato un’intera generazione, la mia. Come accade per Totò, i suoi film li puoi vedere all’infinito senza stancarti mai. Ci ha fatti diventare orgogliosi di essere chiamati terroni. Da oggi Napoli ha per sempre scolpito il nome Massimo Troisi, non solo nella sua memoria e nel suo cuore, ma anche nelle sue scale». Visibilmente commosso l’assessore alla Cultura Nino Daniele: «In questa giornata di sole, lui è ancor più la luce di Napoli. Grazie Massimo, ricominciamo da te». Il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, sottolinea l’orgoglio sangiorgese del cineasta. Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, dopo le Scale Troisi, rilancia la proposta di intitolare a Roberto Murolo le scale di via Cimarosa, quelle dinanzi al palazzo dove lo chansonnier e prima di lui il padre Ernesto vissero e morirono. E Carmine Maturo, portavoce del coordinamento scale di Napoli, dopo le scale intitolate a Giancarlo Siani e a Massimo Troisi, propone di intitolare a Marcello Mastroianni le Giuseppe Piazzi, dove fu girato il primo episodio di «Ieri, oggi e domani». (Stefano Prestisimone – Il Mattino) 

Scusate il ritardo. A quasi 22 anni dalla sua scomparsa Napoli rende omaggio a Massimo Troisi intitolandogli la scalinata di via Mariconda, a Chiaia, a un passo da via Crispi, scenario della celebre scena del suo secondo film. Accade in una mattinata splendente, con cielo azzurro e terso, proprio come sarebbe piaciuto a lui. La targa, scoperta con cerimonia ufficiale dal sindaco de Magistris e dalla sorella di Massimo, Rosaria Troisi, porta la scritta «Scale Massimo Troisi, attore, 1953-1994» e viene sistemata al termine della rampa più vicina a via Crispi, accanto a largo Beneventano. Quella originale vista in «Scusate il ritardo» è invece la prima delle scalinate, all’angolo con via Andrea d’Isernia. Una scelta dovuta alla migliore posizione, più fruibile dal pubblico, rispetto a quella molto più nascosta immortalata dal cineasta di San Giorgio a Cremano nel film del 1983. Una scena comica nello suo stile, con retrogusto amaro. Il memorabile duetto sotto la pioggia battente tra Vincenzo e Tonino, ovvero Massimo Troisi e Lello Arena, un bagnatissimo sfogo sulle pene d’amore dell’amico del cuore, lasciato dalla fidanzata per uno svedese. Lello Arena non c’è, coerente con la sua linea di non partecipare a trasmissioni o commemorazioni per l'amico fraterno. «Essere qui è bellissimo, perché l’invisibile diventa sostanza e io ora Massimo lo sento vivo, palpitante», spiega Rosaria Troisi: «Questo luogo ci restituisce il suo respiro e testimonia la complicità che c'è sempre stata tra lui e Napoli. “Scusate il ritardo” è il trionfo della dimensione domestica della nostra casa, i personaggi portano i nomi di famiglia, lui nel film è Vincenzo, ovvero il nostro fratello maggiore che da poco abbiamo perso. Una persona silenziosa e schiva, cui lui si è ispirato nell’interpretazione. Essere qui è un viaggio interiore nel ricordo di due gioielli di famiglia. E Massimo ora arreda questa rampa di scale con il ricordo incancellabile della sua arte». «Sì, questa intitolazione andava fatta prima, quindi verrebbe da dire scusate il ritardo», concorda de Magistris, «ma non è certo per colpa di questa amministrazione, ma di chi ci ha preceduto. Noi abbiamo accolto subito l’appello delle associazioni Napoli Evviva e Uè Cap (che hanno intenzione di organizzare eventi per Troisi nel largo Beneventano) e dei cittadini che ci hanno inondati di email, perché la vera radice di questa città è la sua cultura in tutte le sue manifestazioni. Per lui non ci sono confini, perché Massimo è di tutti. I suoi film hanno segnato un’intera generazione, la mia. Come accade per Totò, i suoi film li puoi vedere all’infinito senza stancarti mai. Ci ha fatti diventare orgogliosi di essere chiamati terroni. Da oggi Napoli ha per sempre scolpito il nome Massimo Troisi, non solo nella sua memoria e nel suo cuore, ma anche nelle sue scale». Visibilmente commosso l’assessore alla Cultura Nino Daniele: «In questa giornata di sole, lui è ancor più la luce di Napoli. Grazie Massimo, ricominciamo da te». Il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, sottolinea l’orgoglio sangiorgese del cineasta. Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, dopo le Scale Troisi, rilancia la proposta di intitolare a Roberto Murolo le scale di via Cimarosa, quelle dinanzi al palazzo dove lo chansonnier e prima di lui il padre Ernesto vissero e morirono. E Carmine Maturo, portavoce del coordinamento scale di Napoli, dopo le scale intitolate a Giancarlo Siani e a Massimo Troisi, propone di intitolare a Marcello Mastroianni le Giuseppe Piazzi, dove fu girato il primo episodio di «Ieri, oggi e domani». (Stefano Prestisimone – Il Mattino) 

Lascia una risposta