Il banco alimentare e le chiusure

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Il sindaco di Minori -recita una nota dell’associazione Primavera di cui è responsabile il nostro amico Matteo Cobalto, nega partecipazione, contributo, locale al Banco alimentare. Scherzosamente diciamo che non gli si può dare torto. E sì, perchè in un paesino dalle sole risorse turistiche e commerciali in cui si rifiuta il turismo, quindi i guadagni, non c’è bisogno -sembra- del Banco alimentare: stanno tutti bene economicamente. Abbiamo denunciato più volte il disinteresse totale per l’accoglienza turistica, particolarmente nei periodi invernali, per cui diciamo ancora una vota al delegato al turismo e commercio (sinceramente non sappiamo chi sia) se non fosse il caso di fare un esame di coscienza e abbandonare il campo. Non è possibile che di sabato il paesino(..ino…ino) possa essere chiuso a qualsiasi forma di accoglienza extralberghiera (alberghi aperti con gli ospiti che per consumare la cena si sono dovuti portare a Maiori); e martedì 19, giorno dedicato a san Mario, l’unica possibilità di cena era offerta da Birilla alla via Vittorio Emanuele(parecchi si ostinano a chiamarlo corso). Allora ragioniamo: Aperti tre alberghi di cui uno con il servizio di ristorazione: gli ospiti degli altri due per consumare la cena dove dovevano andare? E anora una volta ribadiamo la nullità delle luci artistiche accese fino ad oggi e la scarsa interpretazione della parola sacra DESTAGIONALIZZAZIONE. I ragazzi del turistico di alcuni anni addietro sanno che l’unica formula possibile è :viva Gesù. …………….g.a.Il sindaco di Minori -recita una nota dell’associazione Primavera di cui è responsabile il nostro amico Matteo Cobalto, nega partecipazione, contributo, locale al Banco alimentare. Scherzosamente diciamo che non gli si può dare torto. E sì, perchè in un paesino dalle sole risorse turistiche e commerciali in cui si rifiuta il turismo, quindi i guadagni, non c’è bisogno -sembra- del Banco alimentare: stanno tutti bene economicamente. Abbiamo denunciato più volte il disinteresse totale per l’accoglienza turistica, particolarmente nei periodi invernali, per cui diciamo ancora una vota al delegato al turismo e commercio (sinceramente non sappiamo chi sia) se non fosse il caso di fare un esame di coscienza e abbandonare il campo. Non è possibile che di sabato il paesino(..ino…ino) possa essere chiuso a qualsiasi forma di accoglienza extralberghiera (alberghi aperti con gli ospiti che per consumare la cena si sono dovuti portare a Maiori); e martedì 19, giorno dedicato a san Mario, l’unica possibilità di cena era offerta da Birilla alla via Vittorio Emanuele(parecchi si ostinano a chiamarlo corso). Allora ragioniamo: Aperti tre alberghi di cui uno con il servizio di ristorazione: gli ospiti degli altri due per consumare la cena dove dovevano andare? E anora una volta ribadiamo la nullità delle luci artistiche accese fino ad oggi e la scarsa interpretazione della parola sacra DESTAGIONALIZZAZIONE. I ragazzi del turistico di alcuni anni addietro sanno che l’unica formula possibile è :viva Gesù. …………….g.a.