Napoli. Emergenza gelo. Al Centro Direzionale muore un clochard. Non aveva documenti, giallo sull’identità

0

Napoli. Tra i sessanta e i settanta anni, tratti somatici dell’est Europa, stretto in una giacca su un giaciglio di fortuna. Lo ha trovato così un passante, intorno alle 10, nella zona del Centro Direzionale, tra le isole C2 e C3. Nessun documento nelle tasche, nessuno nei paraggi che potesse fornire indicazioni né conoscenti presentatisi successivamente per identificarlo. Le indagini condotte dal commissariato Vasto della Polizia di Stato sono in corso, ma per il momento resta ancora senza nome il clochard che è stato rinvenuto ieri mattina senza vita in via della Costituzione. Sul posto sono intervenuti gli uomini del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso e allertare le forze dell’ordine. Per la salma è stata disposta l’autopsia ma, non essendoci segni visibili di violenza, è molto probabile che a stroncare l’anziano senzatetto sia stato un malore legato alle temperature molto rigide degli ultimi giorni. Sarebbe il primo decesso causato dal freddo a Napoli, il secondo nel Napoletano: a metà dicembre la stessa, tragica sorte, era toccata a un indiano di 38 anni, deceduto nella stazione della Circumvesuviana Madonna dell’Arco, a Sant’Anastasia. Dopo un dicembre mite, l’ondata di freddo prevista in questi giorni sta già facendo avvertire i suoi effetti, facendo scendere la colonnina di mercurio anche di dieci gradi. Temperature che, di notte, si rivelano difficilmente sopportabili per i fisici spesso malandati di chi, per scelta o per necessità, vive per strada. E, anche quest’anno, il pericolo è che il freddo possa lasciare una scia di morti. I dormitori pubblici sono insufficienti: circa 500 posti per una popolazione di senzatetto che, si stima, supera le 1.300 unità. Le associazioni di volontariato che si occupano del settore hanno organizzato una rotazione più assidua per fornire assistenza, pasti caldi e coperte, mentre, come negli anni scorsi, il Comune di Napoli ha predisposto l’apertura delle stazioni Museo e Vanvitelli della Linea 1 metropolitana in collaborazione coni servizi sociali, da sabato scorso, 16 gennaio, fino al termine dell’emergenza. Per ragioni di sicurezza, verrà lasciato aperto un unico accesso per stazione: a Museo l’ingresso di piazzetta Gagliardi e a Vanvitelli quello di via Bernini; entrambe le stazioni verranno presidiate da agenti della vigilanza. Maggiori controlli, sempre finalizzati all’assistenza, anche da parte della Polizia Municipale, che ha già avviato una serie di servizi appositi per verificare eventuali problematiche legate proprio all’emergenza freddo. Un primo sopralluogo, condotto dall’Unità Operativa Emergenze Sociali e Minori, diretta dal capitano Sabina Pagnano, si è svolto all’alba di ieri nella galleria Umberto I, uno dei luoghi, insieme alla galleria Principe di Napoli, dove i senzatetto abitualmente cercano riparo dalle temperature troppo rigide. Sono state identificate sedici persone, di varia nazionalità, che hanno preferito i loro giacigli di fortuna a un dormitorio comunale. Mentre sono diverse le iniziative proiettate all’accoglienza, però, torna in auge una querelle che aveva già tenuto banco negli anni scorsi e che si incentra sulla scelta, effettuata in alcune chiese, di sistemare sull’esterno dell’edificio dei dissuasori “anti clochard”. L’appello arriva da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Davvero Verdi, e da Gianni Simioli, conduttore della trasmissione radiofonica La Radiazza, che si sono affidati all’etere per rivolgersi nuovamente ai sacerdoti, chiedendo di rimuovere i dissuasori e hanno ricordato l’importanza della rete di solidarietà creata sia dai volontari sia da alcuni commercianti e imprenditori che si sono impegnati a fornire pasti caldi ai bisognosi. (Nico Falco – Il Mattino)

Napoli. Tra i sessanta e i settanta anni, tratti somatici dell’est Europa, stretto in una giacca su un giaciglio di fortuna. Lo ha trovato così un passante, intorno alle 10, nella zona del Centro Direzionale, tra le isole C2 e C3. Nessun documento nelle tasche, nessuno nei paraggi che potesse fornire indicazioni né conoscenti presentatisi successivamente per identificarlo. Le indagini condotte dal commissariato Vasto della Polizia di Stato sono in corso, ma per il momento resta ancora senza nome il clochard che è stato rinvenuto ieri mattina senza vita in via della Costituzione. Sul posto sono intervenuti gli uomini del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso e allertare le forze dell’ordine. Per la salma è stata disposta l’autopsia ma, non essendoci segni visibili di violenza, è molto probabile che a stroncare l’anziano senzatetto sia stato un malore legato alle temperature molto rigide degli ultimi giorni. Sarebbe il primo decesso causato dal freddo a Napoli, il secondo nel Napoletano: a metà dicembre la stessa, tragica sorte, era toccata a un indiano di 38 anni, deceduto nella stazione della Circumvesuviana Madonna dell’Arco, a Sant’Anastasia. Dopo un dicembre mite, l’ondata di freddo prevista in questi giorni sta già facendo avvertire i suoi effetti, facendo scendere la colonnina di mercurio anche di dieci gradi. Temperature che, di notte, si rivelano difficilmente sopportabili per i fisici spesso malandati di chi, per scelta o per necessità, vive per strada. E, anche quest’anno, il pericolo è che il freddo possa lasciare una scia di morti. I dormitori pubblici sono insufficienti: circa 500 posti per una popolazione di senzatetto che, si stima, supera le 1.300 unità. Le associazioni di volontariato che si occupano del settore hanno organizzato una rotazione più assidua per fornire assistenza, pasti caldi e coperte, mentre, come negli anni scorsi, il Comune di Napoli ha predisposto l’apertura delle stazioni Museo e Vanvitelli della Linea 1 metropolitana in collaborazione coni servizi sociali, da sabato scorso, 16 gennaio, fino al termine dell’emergenza. Per ragioni di sicurezza, verrà lasciato aperto un unico accesso per stazione: a Museo l’ingresso di piazzetta Gagliardi e a Vanvitelli quello di via Bernini; entrambe le stazioni verranno presidiate da agenti della vigilanza. Maggiori controlli, sempre finalizzati all’assistenza, anche da parte della Polizia Municipale, che ha già avviato una serie di servizi appositi per verificare eventuali problematiche legate proprio all’emergenza freddo. Un primo sopralluogo, condotto dall’Unità Operativa Emergenze Sociali e Minori, diretta dal capitano Sabina Pagnano, si è svolto all’alba di ieri nella galleria Umberto I, uno dei luoghi, insieme alla galleria Principe di Napoli, dove i senzatetto abitualmente cercano riparo dalle temperature troppo rigide. Sono state identificate sedici persone, di varia nazionalità, che hanno preferito i loro giacigli di fortuna a un dormitorio comunale. Mentre sono diverse le iniziative proiettate all’accoglienza, però, torna in auge una querelle che aveva già tenuto banco negli anni scorsi e che si incentra sulla scelta, effettuata in alcune chiese, di sistemare sull’esterno dell’edificio dei dissuasori “anti clochard”. L’appello arriva da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Davvero Verdi, e da Gianni Simioli, conduttore della trasmissione radiofonica La Radiazza, che si sono affidati all’etere per rivolgersi nuovamente ai sacerdoti, chiedendo di rimuovere i dissuasori e hanno ricordato l’importanza della rete di solidarietà creata sia dai volontari sia da alcuni commercianti e imprenditori che si sono impegnati a fornire pasti caldi ai bisognosi. (Nico Falco – Il Mattino)