Capri. Molo turistico, la gestione passa nelle mani del Comune che acquisisce il 49% del socio di minoranza Invitalia

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Da ieri la gestione del porto turistico di Capri è interamente affidata al Comune. L’atto conclusivo è stato firmato davanti ad un notaio ed il sindaco Gianni De Martino ha siglato il documento con il quale l’ente comunale acquista il 49% delle quote che era il pacchetto di minoranza detenuto da Invitalia. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che nel novembre del 2014 ha deciso di mettere in vendita tutti gli asset portuali e fra questi il porto turistico di Capri. Una società che vedeva il Comune di Capri e la partecipata ministeriale entrambi soci nella Porto Turistico Spa dove il Comune era socio di maggioranza detenendo il 51% del pacchetto azionario. Con l’acquisizione del restante 49% il Comune da ieri diventa socio unico. Una svolta che arriva a poco più di un anno dall’emanazione del bando di gara, al quale hanno partecipato diverse società, ma che ha visto la Navigazione Libera del Golfo presentare la quota più alta con un’offerta di 5.040.000 euro, che poteva farla diventare socio del comune. Su tale passaggio si innescò un dibattito all’interno del consiglio comunale che votò all’unanimità la decisione di esercitare il diritto di prelazione, in qualità di socio di maggioranza, per far sì che Capri non avesse un socio esterno ed in questo caso una società privata. Un lunghissimo iter burocratico che ha visto aprirsi le trattative con Invitalia ed il Ministero e che si è concluso ieri con la firma del sindaco davanti al notaio e il versamento nelle casse di Invitalia di un importo di poco superiore ai cinque milioni di euro. Una risorsa strategica fondamentale per l’isola: alla notizia della messa in vendita delle quote di Invitalia, i capresi avevano espresso tutta la loro preoccupazione che la struttura potesse finire per il 49% nelle mani di privati. Ad avanzare l’offerta per rilevare le quote anche il Comune di Anacapri facendo un’offerta di oltre tre milioni. Una cifra che venne superata di gran lunga da quella della Navigazione Libera del Golfo che si piazzò al primo posto per la congruità della quota offerta seguita da Marinedi con un’offerta di tremilioni e duecento, al terzo posto il Comune di Anacapri con 3.016.153 euro. Subito dopo Getra costruzioni con un’offerta di tre milioni, la società Centro Decumani con 1.963.013. Chiudeva la lista dei sei candidati la società Sviluppo Srl con un’offerta di 1.080.000. Offerte milionarie per un business che fa gola a tutti, visto che per ormeggiare al porto dei vip, che conta 300 posti barca, d’estate si paga da un minimo di 90 euro per piccole imbarcazioni fino ad otto metri, 475 euro per un natante di 25 metri, fino alla ragguardevole cifra di 2.960 euro al giorno per gli yacht da 55 metri a 60 che è la lunghezza massima di un natante che può essere ormeggiato alle banchine del porto turistico. (Anna Maria Boniello – Il Mattino) 

Da ieri la gestione del porto turistico di Capri è interamente affidata al Comune. L’atto conclusivo è stato firmato davanti ad un notaio ed il sindaco Gianni De Martino ha siglato il documento con il quale l’ente comunale acquista il 49% delle quote che era il pacchetto di minoranza detenuto da Invitalia. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che nel novembre del 2014 ha deciso di mettere in vendita tutti gli asset portuali e fra questi il porto turistico di Capri. Una società che vedeva il Comune di Capri e la partecipata ministeriale entrambi soci nella Porto Turistico Spa dove il Comune era socio di maggioranza detenendo il 51% del pacchetto azionario. Con l’acquisizione del restante 49% il Comune da ieri diventa socio unico. Una svolta che arriva a poco più di un anno dall’emanazione del bando di gara, al quale hanno partecipato diverse società, ma che ha visto la Navigazione Libera del Golfo presentare la quota più alta con un’offerta di 5.040.000 euro, che poteva farla diventare socio del comune. Su tale passaggio si innescò un dibattito all’interno del consiglio comunale che votò all’unanimità la decisione di esercitare il diritto di prelazione, in qualità di socio di maggioranza, per far sì che Capri non avesse un socio esterno ed in questo caso una società privata. Un lunghissimo iter burocratico che ha visto aprirsi le trattative con Invitalia ed il Ministero e che si è concluso ieri con la firma del sindaco davanti al notaio e il versamento nelle casse di Invitalia di un importo di poco superiore ai cinque milioni di euro. Una risorsa strategica fondamentale per l’isola: alla notizia della messa in vendita delle quote di Invitalia, i capresi avevano espresso tutta la loro preoccupazione che la struttura potesse finire per il 49% nelle mani di privati. Ad avanzare l’offerta per rilevare le quote anche il Comune di Anacapri facendo un’offerta di oltre tre milioni. Una cifra che venne superata di gran lunga da quella della Navigazione Libera del Golfo che si piazzò al primo posto per la congruità della quota offerta seguita da Marinedi con un’offerta di tremilioni e duecento, al terzo posto il Comune di Anacapri con 3.016.153 euro. Subito dopo Getra costruzioni con un’offerta di tre milioni, la società Centro Decumani con 1.963.013. Chiudeva la lista dei sei candidati la società Sviluppo Srl con un’offerta di 1.080.000. Offerte milionarie per un business che fa gola a tutti, visto che per ormeggiare al porto dei vip, che conta 300 posti barca, d’estate si paga da un minimo di 90 euro per piccole imbarcazioni fino ad otto metri, 475 euro per un natante di 25 metri, fino alla ragguardevole cifra di 2.960 euro al giorno per gli yacht da 55 metri a 60 che è la lunghezza massima di un natante che può essere ormeggiato alle banchine del porto turistico. (Anna Maria Boniello – Il Mattino)