ATRANI. ARRIVA IL MAL TEMPO E TORNA LA PAURA

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C’è di nuovo tanta paura ad Atrani. Perché la pioggia si è ripresentata copiosa e, con essa, è tornato il terrore che il torrente Dragone possa vomitare ancora fango e detriti e far rivivere l’apocalisse del 9 settembre scorso, quando il paese venne letteralmente sommerso dalla lava nera. Il piccolo comune si sta ancora leccando le ferite e Francesca Mansi, la venticinquenne originaria di Minori, non è ancora stata ritrovata. Non si riesce ad individuare dove possa essere stata trasportata dalla furia della natura la sfortunata ragazza, barista per necessitá, ma laureata in economia del turismo. Nonostante tutti i tentativi, infatti, ancora non è stato rinvenuto il corpo della venticinquenne, che sembra essere scomparso nel nulla. A questo punto si attendono i risultati del monitoraggio effettuato sulla spiaggia con il georadar, lo strumento capace di rilevare le anomalie della rena fino ad una profonditá di cinque metri. E, soprattutto, si sta aspettando l’arrivo dell’idrovora, l’apparecchiatura in grado di risucchiare la melma che si è depositata sui fondali e, quindi, di facilitare il lavoro dei sommozzatori che stanno perlustrando i fondali. Nel frattempo, tuttavia, le nuove abbondanti precipitazioni (sarebbero caduti 40 mm di pioggia) hanno fatto salire nuovamente il livello di guardia. Anche perché, nella tarda serata di venerdì, il centro della cittadina è stato “invaso” da una quantitá di acqua maleodorante, probabilmente proveniente da qualche condotta fognaria danneggiata. Nulla di preoccupante, ma la fuoruscita dei liquami è stata sufficiente a destare preoccupazione e ad allarmare un po’ tutti. Molte famiglie, perciò, hanno fatto addirittura i turni per riposare, mantenendo sempre qualcuno alla finestra a controllare la strada e pronto a dare l’allarme nel caso in cui la situazione avesse dovuto peggiorare. Del resto, chi ha vissuto la sciagura di diciassette giorni fa, difficilmente potrá dimenticare l’esperienza. Il timore di nuovi cataclismi, tuttavia, sembra aver contagiato un po’ tutti sul comprensorio amalfitano. Anche negli altri paesi della Costiera, infatti, si teme che le condizioni climatiche avverse possano causare nuove calamitá e, in particolar modo, favorire eventi franosi o alluvioni. Del resto il dissesto idrogeologico del comprensorio è un dato di fatto, conosciuto da tutti, ed è altrettanto noto che non si sono mai adottati provvedimenti risolutori, in grado di migliorare la condizione del territorio. Proprio per questo in tanti sono sul chi va lá, anche in considerazione dello stato, non ottimale, di alcuni valloni. (g.d.s.)