Asta per Cavani – Juve e Inter si sfidano per portare il Matador in Italia

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Edinson Cavani, 28 anni, terza stagione al Psg, dove arrivò nell’estate del 2013 dal Napoli per 64,5 milioni ANSA 

 
 

E’ un anno che la storia tra Edinson Cavani e il Paris Saint Germain sembra vicina alla fine. Da una decina di giorni il tormentone è ripartito e stavolta il discorso è serio. Non significa che le altre volte non lo fosse. Ma stavolta Cavani e Parigi si saluteranno davvero. Non ora, dovrebbe succedere un finimondo in due settimane: a giugno. Blanc ha fatto capire che… se deve essere sia e la stampa francese ormai dà la separazione come qualcosa di scritto. L’Equipe ha definito “sul filo” i rapporti tra l’attaccante uruguaiano e il Psg. Proprio ieri è tornato sul tema che aveva lanciato una decina di giorni fa. Ha parlato di problemi comportamentali (qualche strappo anche con i compagni di squadra), ha definito il bomber arrivato dal Napoli nell’estate del 2013, un lupo solitario.  
Cavani a Parigi non si è lesinato, ha segnato 44 gol finora in 81 gare di campionato, ha vinto due titoli nazionali, due coppe di Lega, tre supercoppe e una coppa di Francia. Nell’estate del 2013 l’emiro del Psg aveva fatto di tutto per prenderlo, ingaggiando un derby con l’emiro del City, e lui di tutto per andare. Una operazione da 64,5 milioni di euro che l’allora ds del Napoli Riccardo Bigon aveva scongiurato un anno prima, quando el Matador era rientrato dalle Olimpiadi di Londra con la luna storta e a mediare tra lui e il presidente De Laurentiis era stato il ds silenzioso, ma efficace. Nell’estate 2013 il colpo più costoso di Francia lo portò avanti lo stesso Bigon con il suo presidente, la controparte parigina e il manager storico di Cavani, Pierpaolo Triulzi, che da un anno non lo gestisce più. 
 
L’ORIZZONTE. Cosa si apre davanti al futuro di Cavani? La Premier o un ritorno in Italia. Rottura per rottura, il Psg non regalerà Cavani. Lo ha pagato 64,5 milioni tre anni fa, il suo contratto scadrà nel 2018, il club parigino non ha mai regalato i suoi giocatori. E in più l’uscita di Cavani finanzierà parte dell’acquisizione del suo sostituto. Proprio ieri Robert Lewandowski a TF1 si è dichiarato «onorato dell’interesse del Psg». Chi vuole Cavani deve immaginare di sedersi sentendosi chiedere 45 milioni per un calciatore che guadagana 9 milioni, anche belli larghi, a stagione. Poi, realisticamente, sedersi strutturando una operazione tra i 30 e più verosilmilmente i 40 milioni, significherebbe disporsi per trattare. Il blocco sul mercato – salvo ricorsi – taglierà fuori dalla concorrenza il Real Madrid. Ma le cifre dell’affare Cavani restano all’apparenza fuori dalla portata dei club italiani. Attenzione però, perché Cavani adora il nostro Paese e quindi sul suo ingaggio potrebbe fare qualche passo verso il club che lo vuole. Realisticamente è la Juventus la società italiana che può tuffarsi in questa operazione avendo, tra le altre cose, già lavorato sull’obiettivo la scorsa estate, quando la rottura sembrava già insanabile. Una Juve sudamericana con Cavani-Dybala aggiungerebbe in zona gol rabbia agonistica oltre al talento infinito. Poi c’è l’Inter di Mancini, che impazzisce per Cavani da quando era al City e lo avrebbe voluto fortemente. Una Inter in Champions potrebbe provare a farsi un bel regalo così. Diciamo anche che il primo Cavani italiano aveva una passione sfrenata per la città di Roma e per i suoi lunedì in famiglia tra piazza di Spagna (dove ha comprato casa un anno fa), via del Corso e piazza San Lorenzo in Lucina. Ma sulla Roma non c’è mezzo segnale, almeno per ora. 
 
MATADOR D’INGHILTERRA. Il palcoscenico economicamente più pronto per Cavani è quello della Premier, laddove è possibile ipotizzare una operazione senza calcoli. E allora il derby di Manchester è sicuramente quello che appare il più aderente alla realtà volendo ipotizzare il futuro del Matador: tra i Red Devils che potrebbero avere Mourinho in panchina e il City di Guardiola, Cavani sarebbe perfetto. Alla corsa si iscriverà fin da subito anche il Chelsea, che tocchi a Diego Simeone o di nuovo a un tecnico italiano (dopo Ancelotti) guidarlo. In Inghilterra dicono United. Se rinascita deve essere che sia con il Matador. Ma l’Italia non resterà a guardere. L’adieu a Parigi ormai è scritto. 

 
Edinson Cavani, 28 anni, terza stagione al Psg, dove arrivò nell’estate del 2013 dal Napoli per 64,5 milioni ANSA 
 

 

E’ un anno che la storia tra Edinson Cavani e il Paris Saint Germain sembra vicina alla fine. Da una decina di giorni il tormentone è ripartito e stavolta il discorso è serio. Non significa che le altre volte non lo fosse. Ma stavolta Cavani e Parigi si saluteranno davvero. Non ora, dovrebbe succedere un finimondo in due settimane: a giugno. Blanc ha fatto capire che… se deve essere sia e la stampa francese ormai dà la separazione come qualcosa di scritto. L’Equipe ha definito “sul filo” i rapporti tra l’attaccante uruguaiano e il Psg. Proprio ieri è tornato sul tema che aveva lanciato una decina di giorni fa. Ha parlato di problemi comportamentali (qualche strappo anche con i compagni di squadra), ha definito il bomber arrivato dal Napoli nell’estate del 2013, un lupo solitario.  
Cavani a Parigi non si è lesinato, ha segnato 44 gol finora in 81 gare di campionato, ha vinto due titoli nazionali, due coppe di Lega, tre supercoppe e una coppa di Francia. Nell’estate del 2013 l’emiro del Psg aveva fatto di tutto per prenderlo, ingaggiando un derby con l’emiro del City, e lui di tutto per andare. Una operazione da 64,5 milioni di euro che l’allora ds del Napoli Riccardo Bigon aveva scongiurato un anno prima, quando el Matador era rientrato dalle Olimpiadi di Londra con la luna storta e a mediare tra lui e il presidente De Laurentiis era stato il ds silenzioso, ma efficace. Nell’estate 2013 il colpo più costoso di Francia lo portò avanti lo stesso Bigon con il suo presidente, la controparte parigina e il manager storico di Cavani, Pierpaolo Triulzi, che da un anno non lo gestisce più. 
 
L’ORIZZONTE. Cosa si apre davanti al futuro di Cavani? La Premier o un ritorno in Italia. Rottura per rottura, il Psg non regalerà Cavani. Lo ha pagato 64,5 milioni tre anni fa, il suo contratto scadrà nel 2018, il club parigino non ha mai regalato i suoi giocatori. E in più l’uscita di Cavani finanzierà parte dell’acquisizione del suo sostituto. Proprio ieri Robert Lewandowski a TF1 si è dichiarato «onorato dell’interesse del Psg». Chi vuole Cavani deve immaginare di sedersi sentendosi chiedere 45 milioni per un calciatore che guadagana 9 milioni, anche belli larghi, a stagione. Poi, realisticamente, sedersi strutturando una operazione tra i 30 e più verosilmilmente i 40 milioni, significherebbe disporsi per trattare. Il blocco sul mercato – salvo ricorsi – taglierà fuori dalla concorrenza il Real Madrid. Ma le cifre dell’affare Cavani restano all’apparenza fuori dalla portata dei club italiani. Attenzione però, perché Cavani adora il nostro Paese e quindi sul suo ingaggio potrebbe fare qualche passo verso il club che lo vuole. Realisticamente è la Juventus la società italiana che può tuffarsi in questa operazione avendo, tra le altre cose, già lavorato sull’obiettivo la scorsa estate, quando la rottura sembrava già insanabile. Una Juve sudamericana con Cavani-Dybala aggiungerebbe in zona gol rabbia agonistica oltre al talento infinito. Poi c’è l’Inter di Mancini, che impazzisce per Cavani da quando era al City e lo avrebbe voluto fortemente. Una Inter in Champions potrebbe provare a farsi un bel regalo così. Diciamo anche che il primo Cavani italiano aveva una passione sfrenata per la città di Roma e per i suoi lunedì in famiglia tra piazza di Spagna (dove ha comprato casa un anno fa), via del Corso e piazza San Lorenzo in Lucina. Ma sulla Roma non c’è mezzo segnale, almeno per ora. 
 
MATADOR D’INGHILTERRA. Il palcoscenico economicamente più pronto per Cavani è quello della Premier, laddove è possibile ipotizzare una operazione senza calcoli. E allora il derby di Manchester è sicuramente quello che appare il più aderente alla realtà volendo ipotizzare il futuro del Matador: tra i Red Devils che potrebbero avere Mourinho in panchina e il City di Guardiola, Cavani sarebbe perfetto. Alla corsa si iscriverà fin da subito anche il Chelsea, che tocchi a Diego Simeone o di nuovo a un tecnico italiano (dopo Ancelotti) guidarlo. In Inghilterra dicono United. Se rinascita deve essere che sia con il Matador. Ma l’Italia non resterà a guardere. L’adieu a Parigi ormai è scritto.