Casa di Montecarlo, il messaggio di Fini È ora di fermare il gioco al massacro»

0

ROMA – Dopo una giornata di attesa e di rinvii, dopo le 19 il sito di FareFuturo ha messo on line l’annunciato video nel quale Gianfranco Fini parla dell’affare della casa di An a Montecarlo finita nella disponibilità di Giancarlo Tulliani. Un video di circa dieci minuti, nel quale Fini si occupa anche di altre questioni sul tavolo della politica. Intanto l’avvocato vicentino Renato Ellero, ex senatore leghista, afferma che la casa di Montecarlo appartiene a un suo cliente e non a Tulliani. Il presidente della Camera ha limato nel pomeriggio il discorso con il suo staff e l’ha poi registrato nella sede di Farefuturo. Fini ha ripercorso nel video gli avvenimenti, dalla sua espulsione dal Pdl alla questione della casa di Montecarlo, definendo lo spettacolo dato ultimamente dalla politica “semplicemente deprimente”. «Forse ho commesso una leggerezza ma attendo le indagini con fiducia – ha detto Fini – Se Tulliani risultasse proprietario dell’appartamento lascerei la presidenza della Camera, ma non so chi è il vero proprietario». «Come ho già avuto modo di chiarire, solo dopo la vendita ho saputo che in quella casa viveva il signor Giancarlo Tulliani – dice Fini – Il fatto mi ha provocato un’arrabbiatura colossale, anche se egli mi ha detto che pagava un regolare contratto d’affitto e che aveva sostenuto le spese di ristrutturazione. Non potevo certo costringerlo ad andarsene, ma certo gliel’ho chiesto e con toni tutt’altro che garbati. Spero lo faccia, se non fosse altro che per restituire un po’ di serenità alla mia famiglia». «La casa di Montecarlo appartenente ad An era in condizioni fatiscenti – prosegue Fini – Fu stimata 230 mila euro e venduta a 300 mila. Gli uffici del partito hanno considerato questa cifra adeguata». Nella vicenda «non c’è stato alcun reato, alcuno sperpero di denaro pubblico, alcuna tangente, nè corruzione nè concussione». Non uso società off shore per pagare meno tasse, come altri. «È stato scritto: ma perchè venderla ad una società off shore, cioè residente a Santa Lucia, un cosiddetto paradiso fiscale? Obiezione sensata, ma a Montecarlo le off shore sono la regola e non l’eccezione. E sia ben chiaro, personalmente non ho nè denaro, nè barche, nè ville intestate a società off shore, a differenza di altri che hanno usato, e usano, queste società per meglio tutelare i loro patrimoni familiari o aziendali e per pagare meno tasse». «Chi alimenta gioco al massacro si fermi pensando lo spettacolo che stiamo dando al Paese. Gli italiani si attendono che la legislatura continui per affrontare i problemi che sono tanti e per rendere migliore la loro vita. Mi auguro che tutti a partire dal presidente del Consiglio siano dello stesso avviso, se così non sarà gli italiani sapranno giudicare e per quel che mi riguarda io ho la coscienza a posto». «Di pagine oscure in questa vicenda ce ne sono state anche troppe – dice Fini nel suo videomessaggio – C’è stata una campagna di illazioni e calunnie condotta dai giornali di centrodestra. Un’affare privato è diventato un affare di Stato, un evento politico-mediatico, una campagna ossessiva per delegittimare la mia persona». «Non penso ai nostri servizi di intelligence, la cui lealtà istituzionale è fuori discussione. Al pari della stima che nutro per il sottosegretario Gianni Letta e per il prefetto Gianni De Gennaro – afferma Fini – Penso alla trama da film giallo di terzo ordine che ha visto spuntare su siti dominicani la lettera di un ministro di Santa Lucia diffusa da un giornalista ecuadoregno e lanciata in Italia da un sito di gossip a seguito, pensate un po’, delle segnalazioni di attenti lettori. Penso a faccendieri professionisti a spasso nel centro America da settimane (a proposito chi le paga quelle spese?) per trovare la prova regina della mia presunta colpa. In 27 anni di Parlamento e 20 alla guida del mio partito non sono mai stato sfiorato da sospetti di illeciti e non ho mai ricevuto nemmeno un semplice avviso di garanzia. Credo di essere tra i pochi, forse l’unico viste le tante bufere giudiziare di questi anni». Fini ironizza sulla lettera del ministro della Giustizia di Santa Lucia: «Penso alla lettera che riservatamente, salvo finire in mondovisione, il ministro della Giustizia di Santa Lucia ha scritto al suo premier, perchè preoccupato del buon nome del Paese e per la presenza di società off shore coinvolte non in traffici di armi, di droga e di valuta, ma coinvolte in una pericolosissima vendita di un piccolo appartamento a Montecarlo». Intanto l’avvocato vicentino Renato Ellero, ex senatore della Lega Nord, rivela: «La casa di Montecarlo è di un mio cliente e non di Giancarlo Tulliani». «Non è mio cliente l’onorevole Fini, né Elisabetta Tulliani, né il fratello Giancarlo», spiega l’avvocato Ellero ai microfoni di Cnrmedia, che prosegue: «Ho conosciuto il presidente della Camera quando facevo politica, ma non lo vedo da tanti anni. Posso dire che il mio cliente non risiede in Italia» spiega il legale, aggiungendo che si tratta di una persona abbastanza facoltosa da poter comperare «non solo l’appartamento al valore che gli viene attribuito da Libero o Il Giornale, ma tutto il palazzo». Il governo di Santa Lucia (Caraibi) intanto conferma. E’ autentica la lettera con cui il ministro della Giustizia del paradiso fiscale caraibico, Rudolph Francis, spiega al primo ministro King Stephenson che dietro le società off-shore che hanno comprato il famoso appartamento di Montecarlo ci sarebbe Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini: lo ha detto ieri lo stesso ministro Francis in una conferenza stampa a Santa Lucia, ribadendo quindi al Fatto Quotidiano quanto anticipato dallo stesso quotidiano. «La lettera è autentica – dice il ministro – Ho deciso di scriverla al primo ministro per informarlo su una vicenda che rischiava di danneggiare l’economia dell’isola. L’attenzione dei giornalisti italiani e – pare – la presenza dei servizi segreti stava danneggiando la reputazione della piccola isola che vive della sua riservatezza sulle vicende fiscali dei clienti. Non so come la lettera che ho scritto al primo ministro sia finita nelle mani dei giornalisti che l’hanno pubblicata» ha concluso Francis davanti ai tre inviati della stampa italiana che adesso, spera il governo, «non avranno più ragioni di restare a Santa Lucia».

Il Mattino di Napoli