Juve,la carica di Allegri

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CARICA ALLEGRI 
Juve per la Decima «Ma non ci basta»

«Noi abbiamo sempre creduto nello scudetto, però 
vogliamo competere anche con le grandi d’Europa»

Dall’Udinese all’Udinese. E’ passato un girone e il mondo Juve si è capovolto. Era fine agosto quando alla prima giornata di campionato i friulani espugnarono lo Stadium facendo suonare il primo campanello d’allarme di quello che sarebbe stato un avvio choc della stagione bianconera. Quasi cinque mesi dopo, la squadra di Allegri si è lasciata alle spalle il periodo negativo e ha ricominciato a volare: nove vittorie di fila hanno permesso la grande rimonta e di riagganciare il secondo posto. Ora lo scudetto è nuovamente a tiro. «Ricordo non molto volentieri, non con molto piacere, la prima partita di campionato – sottolinea Massimiliano Allegri -, cui sono seguiti un paio di mesi dove abbiamo avuto delle grosse difficoltà. Dopo 10 partite avevamo solamente 12 punti e quindi eravamo in una posizione di classifica assolutamente brutta». I momenti chiave? «Nel calcio quello che conta sono i risultati – afferma il tecnico juventino -. A partire da Empoli, la squadra ha iniziato un filotto di vittorie importanti. Poi siamo cresciuti fisicamente, sono migliorati i singoli giocatori e ora siamo in un buon momento». 
 
MINI-CAMPIONATO. Adesso via al girone di ritorno, «praticamente un mini-campionato», in cui, primo passo, la Juve va a caccia del decimo successo consecutivo. «Questo campionato – ribadisce Max – si deciderà credo all’ultima partita, anzi, sono quasi sicuro, perché è una questione matematica. Una squadra per ammazzare il campionato bisogna che le vinca tutte e 19». Intanto i bianconeri sono tornati a fare paura alla concorrenza. Sarri dice che la Juve è «favoritissima». «In questo momento c’è in testa il Napoli e quindi sono loro i favoriti – ribatte Allegri -. Detto questo, credo che nessuna delle prime cinque squadre della classifica sia tagliata fuori, Roma compresa, una squadra che tutti devono rispettare. E se siamo favoriti noi, lo è anche l’Inter, e un pochino di più il Napoli. Ma fa parte del gioco, è normale che uno dica che l’altro è favorito. L’importante è che noi siamo rientrati nei primi tre posti».  
 
SEMPRE CREDUTO. E ora è lì che la Juve vuole restare. «Ho sempre creduto allo scudetto e mai sono rimasto l’unico – spiega il tecnico juventino – Non vedevo per quale motivo non dovessimo credere nello scudetto, mancavano tantissime partite, il potenziale della squadra non era cambiato rispetto all’inizio del campionato. Nel calcio, come nella vita, i momenti di difficoltà vanno affrontati pensando al positivo e non al negativo e direi che tutto l’ambiente è riuscito a fare questo e ci siamo rimessi in carreggiata. Ma questo non basta perché a 39 punti il campionato non si vince; mancano ancora tante vittorie, bisogna affrontare una partita alla volta, con la migliore formazione a partire da Udine, contro una squadra che vive un buon momento di forma e vivrà una domenica speciale con l’inaugurazione del nuovo stadio. Per noi è importante portare a casa i tre punti, anche perché un campionato equilibrato è più probabile che si decida contro le medio-piccole più che negli scontri diretti». Allegri comunque chiede sempre di più ai suoi: «La Juve ha una rosa di ottima qualità che può e deve migliorare, sul piano tecnico e del gioco. L’obiettivo mio, della squadra e della società è di arrivare a competere con le squadre più grandi in Europa perché sarebbe riduttivo pensare solo al campionato». 

fonte:corrieredellosport

 
CARICA ALLEGRI 
Juve per la Decima «Ma non ci basta»
«Noi abbiamo sempre creduto nello scudetto, però 
vogliamo competere anche con le grandi d’Europa»
Dall’Udinese all’Udinese. E' passato un girone e il mondo Juve si è capovolto. Era fine agosto quando alla prima giornata di campionato i friulani espugnarono lo Stadium facendo suonare il primo campanello d’allarme di quello che sarebbe stato un avvio choc della stagione bianconera. Quasi cinque mesi dopo, la squadra di Allegri si è lasciata alle spalle il periodo negativo e ha ricominciato a volare: nove vittorie di fila hanno permesso la grande rimonta e di riagganciare il secondo posto. Ora lo scudetto è nuovamente a tiro. «Ricordo non molto volentieri, non con molto piacere, la prima partita di campionato – sottolinea Massimiliano Allegri -, cui sono seguiti un paio di mesi dove abbiamo avuto delle grosse difficoltà. Dopo 10 partite avevamo solamente 12 punti e quindi eravamo in una posizione di classifica assolutamente brutta». I momenti chiave? «Nel calcio quello che conta sono i risultati – afferma il tecnico juventino -. A partire da Empoli, la squadra ha iniziato un filotto di vittorie importanti. Poi siamo cresciuti fisicamente, sono migliorati i singoli giocatori e ora siamo in un buon momento». 
 
MINI-CAMPIONATO. Adesso via al girone di ritorno, «praticamente un mini-campionato», in cui, primo passo, la Juve va a caccia del decimo successo consecutivo. «Questo campionato – ribadisce Max – si deciderà credo all’ultima partita, anzi, sono quasi sicuro, perché è una questione matematica. Una squadra per ammazzare il campionato bisogna che le vinca tutte e 19». Intanto i bianconeri sono tornati a fare paura alla concorrenza. Sarri dice che la Juve è «favoritissima». «In questo momento c'è in testa il Napoli e quindi sono loro i favoriti – ribatte Allegri -. Detto questo, credo che nessuna delle prime cinque squadre della classifica sia tagliata fuori, Roma compresa, una squadra che tutti devono rispettare. E se siamo favoriti noi, lo è anche l’Inter, e un pochino di più il Napoli. Ma fa parte del gioco, è normale che uno dica che l'altro è favorito. L'importante è che noi siamo rientrati nei primi tre posti».  
 
SEMPRE CREDUTO. E ora è lì che la Juve vuole restare. «Ho sempre creduto allo scudetto e mai sono rimasto l’unico – spiega il tecnico juventino – Non vedevo per quale motivo non dovessimo credere nello scudetto, mancavano tantissime partite, il potenziale della squadra non era cambiato rispetto all’inizio del campionato. Nel calcio, come nella vita, i momenti di difficoltà vanno affrontati pensando al positivo e non al negativo e direi che tutto l’ambiente è riuscito a fare questo e ci siamo rimessi in carreggiata. Ma questo non basta perché a 39 punti il campionato non si vince; mancano ancora tante vittorie, bisogna affrontare una partita alla volta, con la migliore formazione a partire da Udine, contro una squadra che vive un buon momento di forma e vivrà una domenica speciale con l’inaugurazione del nuovo stadio. Per noi è importante portare a casa i tre punti, anche perché un campionato equilibrato è più probabile che si decida contro le medio-piccole più che negli scontri diretti». Allegri comunque chiede sempre di più ai suoi: «La Juve ha una rosa di ottima qualità che può e deve migliorare, sul piano tecnico e del gioco. L’obiettivo mio, della squadra e della società è di arrivare a competere con le squadre più grandi in Europa perché sarebbe riduttivo pensare solo al campionato». 
fonte:corrieredellosport

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