Dopo il doppio ko interno, l’allenatore dell’Inter assicura che non ci saranno contraccolpi. Ma diffida dell’Ata

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«Il valore c’è voglio più gol»

«Creiamo sempre 7-8 occasioni da rete però dobbiamo segnare con continuità»

 

La botta della seconda sconfitta casalinga di fila è stata forte, ma a distanza di cinque giorni dal ko contro il Sassuolo, Roberto Mancini ha mostrato di aver assorbito il colpo. L’imperativo adesso è riportare immediatamente la sua formazione nel pieno della lotta per il primo posto in classifica e il fatto di giocare in trasferta potrebbe non necessariamente essere uno svantaggio visto che l’Inter ha ottenuto più punti di tutti lontano da casa (20). «A Bergamo – ha sottolineato di fronte ai giornalisti – voglio vedere la stessa grinta che c’è stata contro il Sassuolo e speriamo che il risultato finale sia diverso. Domenica sapevamo che la partita sarebbe stata difficile, ma abbiamo perso immeritatamente. Il calcio purtroppo è questo… Ora dobbiamo dimenticare quel risultato e, forti dell’ottimo girone d’andata che abbiamo disputato, lavorare per migliorarci». 

 
NIENTE CONTRACCOLPI. Logico che il tecnico di Jesi si aspetti una prova importante oggi pomeriggio: l’Inter avrà gli occhi dei suoi detrattori puntati addosso e solo con un successo potrà evitare un’altra ondata di critiche. «Dopo l’aggancio della Juve e il sorpasso del Napoli non ci saranno contraccolpi psicologici. Non si sta in testa alla classifica per caso 16 partite su 19: se fino a domenica eravamo lassù, vuol dire che lo abbiamo meritato. Ci sono squadre più attrezzate di noi per vincere lo scudetto, ma se abbiamo fatto 5 mesi tra il primo e il secondo posto, è evidente che abbiamo dei valori. A volte ci sono formazioni che iniziano a vincere senza sapere perché e alla fine raggiungono grandi obiettivi. Dobbiamo rimanere tranquilli e mantenere alta la concentrazione fino a maggio. Non mi ha sorpreso che la Juventus sia rientrata in corsa per il titolo perché è la squadra più forte, ma, indipendentemente dagli altri, sarà necessario in futuro mantenere la stessa forza mostrata finora. Contro la Lazio e il Sassuolo siamo stati puniti da due rigori nel finale che ci sono costati 4 punti. Questa cosa non sarebbe successa se fossimo in grado di segnare con più continuità: ogni gara costruiamo 7-8 occasioni da rete, ma se non le sfruttiamo e siamo disattenti, il match può cambiare direzione». 

 
OCCHIO ALL’ATALANTA. A Bergamo, il 22 settembre 2004, Mancini ha ottenuto la prima vittoria in Serie A da allenatore dell’Inter. Da allora sono passati oltre 11 anni, ma sembra una vita fa. «L’Atalanta viene da alcune sconfitte di fila (4, ndr) e quando una squadra è in queste condizioni, di solito ha molta voglia di rifarsi. Il loro è un campo difficile e in casa è una squadra che crea problemi a tutti. Per vincere servirà una grande partita. Il rinnovo del mio contratto? Non serve. Adesso dobbiamo pensare a fare il massimo senza permettere che niente ci distragga». 
 

fonte:corrieredellosport

 
«Il valore c’è voglio più gol»
«Creiamo sempre 7-8 occasioni da rete però dobbiamo segnare con continuità»
 
La botta della seconda sconfitta casalinga di fila è stata forte, ma a distanza di cinque giorni dal ko contro il Sassuolo, Roberto Mancini ha mostrato di aver assorbito il colpo. L’imperativo adesso è riportare immediatamente la sua formazione nel pieno della lotta per il primo posto in classifica e il fatto di giocare in trasferta potrebbe non necessariamente essere uno svantaggio visto che l’Inter ha ottenuto più punti di tutti lontano da casa (20). «A Bergamo – ha sottolineato di fronte ai giornalisti – voglio vedere la stessa grinta che c’è stata contro il Sassuolo e speriamo che il risultato finale sia diverso. Domenica sapevamo che la partita sarebbe stata difficile, ma abbiamo perso immeritatamente. Il calcio purtroppo è questo… Ora dobbiamo dimenticare quel risultato e, forti dell’ottimo girone d'andata che abbiamo disputato, lavorare per migliorarci». 

 
NIENTE CONTRACCOLPI. Logico che il tecnico di Jesi si aspetti una prova importante oggi pomeriggio: l’Inter avrà gli occhi dei suoi detrattori puntati addosso e solo con un successo potrà evitare un’altra ondata di critiche. «Dopo l’aggancio della Juve e il sorpasso del Napoli non ci saranno contraccolpi psicologici. Non si sta in testa alla classifica per caso 16 partite su 19: se fino a domenica eravamo lassù, vuol dire che lo abbiamo meritato. Ci sono squadre più attrezzate di noi per vincere lo scudetto, ma se abbiamo fatto 5 mesi tra il primo e il secondo posto, è evidente che abbiamo dei valori. A volte ci sono formazioni che iniziano a vincere senza sapere perché e alla fine raggiungono grandi obiettivi. Dobbiamo rimanere tranquilli e mantenere alta la concentrazione fino a maggio. Non mi ha sorpreso che la Juventus sia rientrata in corsa per il titolo perché è la squadra più forte, ma, indipendentemente dagli altri, sarà necessario in futuro mantenere la stessa forza mostrata finora. Contro la Lazio e il Sassuolo siamo stati puniti da due rigori nel finale che ci sono costati 4 punti. Questa cosa non sarebbe successa se fossimo in grado di segnare con più continuità: ogni gara costruiamo 7-8 occasioni da rete, ma se non le sfruttiamo e siamo disattenti, il match può cambiare direzione». 
 
OCCHIO ALL’ATALANTA. A Bergamo, il 22 settembre 2004, Mancini ha ottenuto la prima vittoria in Serie A da allenatore dell’Inter. Da allora sono passati oltre 11 anni, ma sembra una vita fa. «L’Atalanta viene da alcune sconfitte di fila (4, ndr) e quando una squadra è in queste condizioni, di solito ha molta voglia di rifarsi. Il loro è un campo difficile e in casa è una squadra che crea problemi a tutti. Per vincere servirà una grande partita. Il rinnovo del mio contratto? Non serve. Adesso dobbiamo pensare a fare il massimo senza permettere che niente ci distragga». 

 

fonte:corrieredellosport