Vico Equense: pesca a strascico nel Banco di Santa Croce. Il sequestro

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VICO EQUENSE. Ancora un sequestro in mare per pesca illegale.
In particolare la segnalazione di un cittadino «diligente» e l’immediato intervento della Capitaneria di porto di Castellammare, hanno consentito di indivuare ieri mattina la presenza di un peschereccio a strascico nelle acque del Comune di Vico Equense.
Il peschereccio della marina di Portici aveva collocato una lunga rete da pesca nella zona di tutela biologica denominata “Banco di Santa Croce”.
L’attività di controllo e appostamento della Guardia Costiera era iniziata già alle prime luci dell’alba, quando, con l’ausilio di unità navali prive dei contrassegni della Guardia Costiera e di altri dispositibi di segnalazione, il personale militare è intervenuto intimando al comandante del peschereccio di interrompere immediatamente la pesca abusiva.
Il peschereccio, dunque, ha salpato le reti ed è uscito dallo specchio d’acqua ricadente all’interno del cosiddetto “santuario dei pesci” che ospita diverse specie sia animali sia vegetali, tra cui il corallo rosso, difficilmente individuabile nel bacino mediterraneo.
L’unità di pesca è stata poi scortata sino al porto di Castellammare dove i militare hanno proceduto al sequestro di quasi un quintale di specie ittiche tra cui triglie, cernie, orate e polipi.
Al comandante del peschereccio sono state contestate le violazioni delle norme in materia di pesca illegale, con l’irrogazione di sanzioni amministrative per un totale di 4mila euro.
Sequestrati anche tutti gli attrezzi utilizzati per la pesca illegale, in particolare i 300 metri di rete da pesca.
L’intero quantitativo di pesce è stato analizzato dal personale veterinario dell’Asl Na 3 Sud su richiesta dei militari, per verificarne la commestibilità.
Accertato ciò, i prodotti ittici sono stati donati in beneficenza a enti e istituti caritatevoli.
«Un’operazione conclusa grazie alla sinergia tra diverse istituzioni» così commenta il comandante Cassone. Fonte: Costanza Martina Vitale da Le Cronache

VICO EQUENSE. Ancora un sequestro in mare per pesca illegale.
In particolare la segnalazione di un cittadino «diligente» e l’immediato intervento della Capitaneria di porto di Castellammare, hanno consentito di indivuare ieri mattina la presenza di un peschereccio a strascico nelle acque del Comune di Vico Equense.
Il peschereccio della marina di Portici aveva collocato una lunga rete da pesca nella zona di tutela biologica denominata “Banco di Santa Croce”.
L’attività di controllo e appostamento della Guardia Costiera era iniziata già alle prime luci dell’alba, quando, con l’ausilio di unità navali prive dei contrassegni della Guardia Costiera e di altri dispositibi di segnalazione, il personale militare è intervenuto intimando al comandante del peschereccio di interrompere immediatamente la pesca abusiva.
Il peschereccio, dunque, ha salpato le reti ed è uscito dallo specchio d’acqua ricadente all’interno del cosiddetto “santuario dei pesci” che ospita diverse specie sia animali sia vegetali, tra cui il corallo rosso, difficilmente individuabile nel bacino mediterraneo.
L’unità di pesca è stata poi scortata sino al porto di Castellammare dove i militare hanno proceduto al sequestro di quasi un quintale di specie ittiche tra cui triglie, cernie, orate e polipi.
Al comandante del peschereccio sono state contestate le violazioni delle norme in materia di pesca illegale, con l’irrogazione di sanzioni amministrative per un totale di 4mila euro.
Sequestrati anche tutti gli attrezzi utilizzati per la pesca illegale, in particolare i 300 metri di rete da pesca.
L’intero quantitativo di pesce è stato analizzato dal personale veterinario dell’Asl Na 3 Sud su richiesta dei militari, per verificarne la commestibilità.
Accertato ciò, i prodotti ittici sono stati donati in beneficenza a enti e istituti caritatevoli.
«Un’operazione conclusa grazie alla sinergia tra diverse istituzioni» così commenta il comandante Cassone. Fonte: Costanza Martina Vitale da Le Cronache

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