Capaccio. No alla Centrale a biomasse, il Comune ricorre al Tar. Il sindaco Voza: «Ci opporremo anche fisicamente»

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Dopo l’ok del Consiglio dei ministri all’impianto a biomassa in località Sorvella nel comune di Capaccio, l’amministrazione comunale prepara la sua contromossa, affidando ad un pool di avvocati la redazione di un ricorso al Tar – e al Consiglio di Stato, laddove fosse necessario – contro la costruzione della centrale a pochi passi dai Templi. Il provvedimento sarà portato all’attenzione del consiglio comunale, convocato dal presidente Mimmo Nese in seduta straordinaria per il 19 gennaio. All’ordine del giorno infatti, ci sono i “provvedimenti da adottare sulla realizzazione dell’impianto a biomasse, che dovrà sorgere in località Sorvella”. «L’assise cittadina – afferma il sindaco Italo Voza – ribadirà la propria contrarietà alla costruzione dell’impianto, spero all’unanimità, deliberando contro questa autorizzazione con prescrizioni, rilasciata dal Consiglio dei ministri, e darà mandato a un pool di legali per preparare un ricorso. Andremo fino al Consiglio di Stato se fosse necessario, e promuoveremo anche altre iniziative di lotta». Voza invita ad evitare strumentalizzazioni rivendicando il no convinto dell’amministrazione sin dall’inizio alla centrale: «È una vicenda che si trascina da due anni – evidenzia Voza – il nostro no è stato chiaro fin dall’inizio, al di là di quello che va affermando strumentalmente qualcuno, che fa solo sciacallaggio. Siamo disposti a piazzarci fisicamente nel terreno per bloccare la costruzione della centrale. Il terreno certamente non lo abbiamo venduto noi alla società. C’è da chiedersi come questa sia giunta sul nostro territorio. Quel terreno è stato scelto perché ha le caratteristiche per accogliere l’impianto con serre nelle immediate vicinanze e una grossa cabina di energia elettrica dove allacciarsi. Ma per quanto ci riguarda la vicenda è tutt’altro che conclusa». Sulla centrale a biomassa interviene anche il Comitato di quartiere “Torre di Paestum”: «Non siamo solo noi ad avere timori per i possibili effetti sull’ambiente, sulla salute, le attività economiche e sulla viabilità. Abbiamo il dovere di difendere il nostro territorio, la nostra salute e quella dei nostri figli. Se il progetto venisse realizzato ci sarebbero forti ripercussioni su turismo e agricoltura. Senza contare i danni sul nostro maggior vanto quale l’aria pulita». La realizzazione dell’impianto a biomasse ha ottenuto il parere favorevole con prescrizioni dal Consiglio dei Ministri, presieduto da Matteo Renzi, nella seduta dell’8 gennaio scorso. (Angela Sabetta – La Città di Salerno)

Dopo l’ok del Consiglio dei ministri all’impianto a biomassa in località Sorvella nel comune di Capaccio, l’amministrazione comunale prepara la sua contromossa, affidando ad un pool di avvocati la redazione di un ricorso al Tar – e al Consiglio di Stato, laddove fosse necessario – contro la costruzione della centrale a pochi passi dai Templi. Il provvedimento sarà portato all’attenzione del consiglio comunale, convocato dal presidente Mimmo Nese in seduta straordinaria per il 19 gennaio. All’ordine del giorno infatti, ci sono i “provvedimenti da adottare sulla realizzazione dell’impianto a biomasse, che dovrà sorgere in località Sorvella”. «L’assise cittadina – afferma il sindaco Italo Voza – ribadirà la propria contrarietà alla costruzione dell’impianto, spero all’unanimità, deliberando contro questa autorizzazione con prescrizioni, rilasciata dal Consiglio dei ministri, e darà mandato a un pool di legali per preparare un ricorso. Andremo fino al Consiglio di Stato se fosse necessario, e promuoveremo anche altre iniziative di lotta». Voza invita ad evitare strumentalizzazioni rivendicando il no convinto dell’amministrazione sin dall’inizio alla centrale: «È una vicenda che si trascina da due anni – evidenzia Voza – il nostro no è stato chiaro fin dall’inizio, al di là di quello che va affermando strumentalmente qualcuno, che fa solo sciacallaggio. Siamo disposti a piazzarci fisicamente nel terreno per bloccare la costruzione della centrale. Il terreno certamente non lo abbiamo venduto noi alla società. C’è da chiedersi come questa sia giunta sul nostro territorio. Quel terreno è stato scelto perché ha le caratteristiche per accogliere l’impianto con serre nelle immediate vicinanze e una grossa cabina di energia elettrica dove allacciarsi. Ma per quanto ci riguarda la vicenda è tutt’altro che conclusa». Sulla centrale a biomassa interviene anche il Comitato di quartiere “Torre di Paestum”: «Non siamo solo noi ad avere timori per i possibili effetti sull’ambiente, sulla salute, le attività economiche e sulla viabilità. Abbiamo il dovere di difendere il nostro territorio, la nostra salute e quella dei nostri figli. Se il progetto venisse realizzato ci sarebbero forti ripercussioni su turismo e agricoltura. Senza contare i danni sul nostro maggior vanto quale l’aria pulita». La realizzazione dell’impianto a biomasse ha ottenuto il parere favorevole con prescrizioni dal Consiglio dei Ministri, presieduto da Matteo Renzi, nella seduta dell’8 gennaio scorso. (Angela Sabetta – La Città di Salerno)