Napoli-Sassuolo, faccia a faccia tra Sarri e Di Francesco, i due allenatori di serie A che giocano il miglior calcio

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Se la valutazione è sulla spettacolarità del gioco allora non ci sono dubbi: Sarri e Di Francesco (assieme a Paulo Sousa, il navigatore portoghese della Fiorentina) sono i tecnici migliori della serie A. Storie diverse, stesse idee: un calcio corto, aggressivo, offensivo. E quest’anno anche con gli stessi numeri, tutti e due infatti giocano con il 4-3-3, il modulo di Galeone a Pescara, squadra allenata in carriera sia dal tecnico del Napoli che da quello del Sassuolo. «Di Francesco s’ispira a Zeman nei movimenti offensivi ma sta attento anche a non prendere gol, infatti le sue squadre sono equilibrate. Sarri è straordinario nell’organizzazione difensiva e sta valorizzando al massimo il potenziale d’attacco del Napoli», spiega l’ex allenatore della squadra abruzzese, che aggiunge: «Sulle due squadre si vede chiaramente che c’è un’impronta degli allenatori: il Napoli gioca bene perché sa stare in campo e ha un suo gioco, questo al di là dei campioni. Stessa cosa per Eusebio che ha poi il grande merito di schierare quasi tutti italiani. Sarri è approdato in un grande club dopo tanti anni di gavetta, Di Francesco ci arriverà molto presto per il grande lavoro che sta svolgendo in questi anni». Sarri è partito dalla provincia, la sua gavetta è stata lunghissima prima dell’approdo in A: dopo il bel campionato dell’anno scorso ad Empoli sta vivendo una stagione magica a Napoli. Di Francesco ha giocato ad alti livelli con la Roma e il passaggio a una carriera di spicco da allenatore è stato più breve: in pochi anni l’ex centrocampista giallorosso si è posto all’attenzione generale con il ciclo vincente portato avanti con il club emiliano del presidente Squinzi. Napoli e Sassuolo sono le squadre che hanno conquistato più punti negli scontri diretti con le altre formazioni d’alta classifica: 11 per gli emiliani, 10 per gli azzurri. Risultati che sono frutto dell’idea di calcio dei due allenatori e dell’impostazione tattica: tutte e due le squadre giocano sempre per vincere contro qualsiasi avversario e, quindi, anche le partite contro le big. Tanti i punti di contatto, numerose però anche le differenze: il calcio di Sarri è fatto molto più di possesso palla e ricerca di fraseggio nello stretto, quello di Di Francesco prevede più cambi di fronte e cross a centro area dalle fasce: si parte però dallo stesso concetto base, quello di cercare la costruzione del gioco già con i difensori e senza buttare mai via il pallone. Squadre corte e compatte, anche se la linea difensiva di Sarri è più alta rispetto a quella del tecnico abruzzese: il risultato è lo stesso, il Napoli e il Sassuolo sono tra le due squadre più spettacolari della serie A, alta la percentuale dei tiri in porta e del numero di passaggi riusciti, due squadre che giocano sempre alla ricerca del gol e non per attendere le mosse dell’avversario, che fanno le partite e sanno nello stesso tempo essere micidiali in ripartenza. Il quinto faccia a faccia: Sarri ha vinto due volte (con il Perugia contro il Lanciano e l’anno scorso con l’Empoli contro il Sassuolo), un pareggio e tre vittorie di Di Francesco, l’ultima nella prima giornata di questo campionato. Le geometrie del Napoli passano attraverso il playmaker Jorginho, quelle del Sassuolo dalle giocate lineari dell’esperto Magnanelli. Difesa a quattro e tre uomini a centrocampo: interessante il duello a distanza tra i due terzini destri, Vrsaljko, obiettivo estivo azzurro, e Hysaj e quello tra le due mezzale destre Missiroli (anche lui seguito in passato dal Napoli) e il brasiliano Allan. In attacco la sfida tutta fantasia è tra Sansone e Insigne: l’ago della bilancia si sposta nettamente sul lato azzurro nel duello tra centravanti, Defrel sta facendo bene ma Higuain è un fenomeno. (Roberto Ventre – Il Mattino)

Se la valutazione è sulla spettacolarità del gioco allora non ci sono dubbi: Sarri e Di Francesco (assieme a Paulo Sousa, il navigatore portoghese della Fiorentina) sono i tecnici migliori della serie A. Storie diverse, stesse idee: un calcio corto, aggressivo, offensivo. E quest’anno anche con gli stessi numeri, tutti e due infatti giocano con il 4-3-3, il modulo di Galeone a Pescara, squadra allenata in carriera sia dal tecnico del Napoli che da quello del Sassuolo. «Di Francesco s’ispira a Zeman nei movimenti offensivi ma sta attento anche a non prendere gol, infatti le sue squadre sono equilibrate. Sarri è straordinario nell’organizzazione difensiva e sta valorizzando al massimo il potenziale d’attacco del Napoli», spiega l’ex allenatore della squadra abruzzese, che aggiunge: «Sulle due squadre si vede chiaramente che c’è un’impronta degli allenatori: il Napoli gioca bene perché sa stare in campo e ha un suo gioco, questo al di là dei campioni. Stessa cosa per Eusebio che ha poi il grande merito di schierare quasi tutti italiani. Sarri è approdato in un grande club dopo tanti anni di gavetta, Di Francesco ci arriverà molto presto per il grande lavoro che sta svolgendo in questi anni». Sarri è partito dalla provincia, la sua gavetta è stata lunghissima prima dell’approdo in A: dopo il bel campionato dell’anno scorso ad Empoli sta vivendo una stagione magica a Napoli. Di Francesco ha giocato ad alti livelli con la Roma e il passaggio a una carriera di spicco da allenatore è stato più breve: in pochi anni l’ex centrocampista giallorosso si è posto all’attenzione generale con il ciclo vincente portato avanti con il club emiliano del presidente Squinzi. Napoli e Sassuolo sono le squadre che hanno conquistato più punti negli scontri diretti con le altre formazioni d’alta classifica: 11 per gli emiliani, 10 per gli azzurri. Risultati che sono frutto dell’idea di calcio dei due allenatori e dell’impostazione tattica: tutte e due le squadre giocano sempre per vincere contro qualsiasi avversario e, quindi, anche le partite contro le big. Tanti i punti di contatto, numerose però anche le differenze: il calcio di Sarri è fatto molto più di possesso palla e ricerca di fraseggio nello stretto, quello di Di Francesco prevede più cambi di fronte e cross a centro area dalle fasce: si parte però dallo stesso concetto base, quello di cercare la costruzione del gioco già con i difensori e senza buttare mai via il pallone. Squadre corte e compatte, anche se la linea difensiva di Sarri è più alta rispetto a quella del tecnico abruzzese: il risultato è lo stesso, il Napoli e il Sassuolo sono tra le due squadre più spettacolari della serie A, alta la percentuale dei tiri in porta e del numero di passaggi riusciti, due squadre che giocano sempre alla ricerca del gol e non per attendere le mosse dell’avversario, che fanno le partite e sanno nello stesso tempo essere micidiali in ripartenza. Il quinto faccia a faccia: Sarri ha vinto due volte (con il Perugia contro il Lanciano e l’anno scorso con l’Empoli contro il Sassuolo), un pareggio e tre vittorie di Di Francesco, l’ultima nella prima giornata di questo campionato. Le geometrie del Napoli passano attraverso il playmaker Jorginho, quelle del Sassuolo dalle giocate lineari dell’esperto Magnanelli. Difesa a quattro e tre uomini a centrocampo: interessante il duello a distanza tra i due terzini destri, Vrsaljko, obiettivo estivo azzurro, e Hysaj e quello tra le due mezzale destre Missiroli (anche lui seguito in passato dal Napoli) e il brasiliano Allan. In attacco la sfida tutta fantasia è tra Sansone e Insigne: l’ago della bilancia si sposta nettamente sul lato azzurro nel duello tra centravanti, Defrel sta facendo bene ma Higuain è un fenomeno. (Roberto Ventre – Il Mattino)