Salerno. Al “Ruggi” scatta l’allarme igiene. Reparti sporchi e rischio di infezioni

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Salerno. Rischio igiene al “Ruggi”. La Uil lancia l’allarme per possibili rischi di infezione nei locali dell’ospedale. «Occorre subito rivedere gli accordi contrattuali sottoscritti con la Gesap, ditta esterna che si occupa del servizio di pulizie» chiede il segretario politiche sanitarie, Biagio Tomasco, che a estende il problema delle carenze igieniche anche ai presidi ospedalieri dell’Asl. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Vincenzo Viggiani, sollecitato lo scorso fine settimana dai dipendenti, si impegnò ad assumere tre dipendenti da impiegare in tre differenti aree dell’emergenza (pronto soccorso, Obi e medicina d’urgenza), in modo da tenere l’edificio pulito. Il punto è che tre ore, secondo i lavoratori, sono poche per un reparto come il pronto soccorso, ampliato più del doppio. «La Gesap lavora un determinato numero di ore proporzionato a un prestabilito numero di metri quadrati – spiega Tomasco – in seguito all’apertura del nuovo pronto soccorso non sono state previste nuove modalità contrattuali per cui non c’è personale sufficiente e tempo necessario per garantire igiene e pulizia in tutti gli spazi dell’ospedale». Problemi di scarsa pulizia si riscontrano, secondo il sindacalista, a Neurologia, Chirurgia, Medicina d’urgenza e altri reparti. Il 29 dicembre li ha riscontrati nella sala riunione della palazzina dove si trova la dirigenza: «Mi ritrovai di fronte a piatti, bicchieri e posate di plastica e pavimento appiccicoso. E mi fu detto che non era stato possibile pulire. Questo è solo il sintomo di una situazione generale preoccupante». E nei presidi dell’Asl il discorso non ambia: «Addirittura qualche volta si pulisce senza candeggina – precisa Tomasco – In alcune occasioni l’ho comprata io e l’ho averla consegnata ai lavoratori, pur di garantire igiene. La spiegazione che mi è stata data è che la ditta per cui i dipendenti sono stati assunti non li rifornisce di candeggina. Ma vedere gli angoli neri, perché pieni di sporcizia, è il primo segno che indica la carenza di pulizia in un ospedale e questo è un campanello d’allarme». A causa della carenza di personale capita che i pochi ausiliari addetti alle pulizie si sostituiscano agli altrettanto pochi oss (operatori socio sanitari) disponibili, cioè agli aiutanti infermieri. Oppure capita che gli infermieri, in assenza di operatori delle pulizie, si mettano al lavoro per igienizzare i locali. Il paradosso è che, per sostituire chi non c’è, nessuno riesce a svolgere esclusivamente il proprio ruolo. «Anche per questo è necessario rivedere i termini e le condizioni con la società che si occupa di pulizie, la Gesap, che garantisce il servizio unicamente nelle due fasce orarie mattutine e pomeridiane – conclude il sindacalista – Se questo non dovesse accadere, decliniamo ogni responsabilità in ordine a qualsivoglia infezione possa avvenire al Ruggi». La questione igiene è esplosa da alcuni mesi. Da quando cioè gli infermieri continuano a denunciare il demansionamento della loro professione e iniziano a rifiutarsi di svolgere una mansione che gli non compete. Lo scorso mese fu organizzata davanti all’ospedale una raccolta firme per fare fronte comune e spingere il legislatore a cambiare alcune norme che prevedono l’obbligo “morale” di intervenire sul luogo di lavoro, se occorre, anche in settori diversi dal proprio. Al “Ruggi” gli infermieri intervengono in supplenza da tempo e adesso non ne possono più. (Marcella Cavaliere – La Città di Salerno) 

Salerno. Rischio igiene al “Ruggi”. La Uil lancia l’allarme per possibili rischi di infezione nei locali dell’ospedale. «Occorre subito rivedere gli accordi contrattuali sottoscritti con la Gesap, ditta esterna che si occupa del servizio di pulizie» chiede il segretario politiche sanitarie, Biagio Tomasco, che a estende il problema delle carenze igieniche anche ai presidi ospedalieri dell’Asl. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Vincenzo Viggiani, sollecitato lo scorso fine settimana dai dipendenti, si impegnò ad assumere tre dipendenti da impiegare in tre differenti aree dell’emergenza (pronto soccorso, Obi e medicina d’urgenza), in modo da tenere l’edificio pulito. Il punto è che tre ore, secondo i lavoratori, sono poche per un reparto come il pronto soccorso, ampliato più del doppio. «La Gesap lavora un determinato numero di ore proporzionato a un prestabilito numero di metri quadrati – spiega Tomasco – in seguito all’apertura del nuovo pronto soccorso non sono state previste nuove modalità contrattuali per cui non c’è personale sufficiente e tempo necessario per garantire igiene e pulizia in tutti gli spazi dell’ospedale». Problemi di scarsa pulizia si riscontrano, secondo il sindacalista, a Neurologia, Chirurgia, Medicina d’urgenza e altri reparti. Il 29 dicembre li ha riscontrati nella sala riunione della palazzina dove si trova la dirigenza: «Mi ritrovai di fronte a piatti, bicchieri e posate di plastica e pavimento appiccicoso. E mi fu detto che non era stato possibile pulire. Questo è solo il sintomo di una situazione generale preoccupante». E nei presidi dell’Asl il discorso non ambia: «Addirittura qualche volta si pulisce senza candeggina – precisa Tomasco – In alcune occasioni l’ho comprata io e l’ho averla consegnata ai lavoratori, pur di garantire igiene. La spiegazione che mi è stata data è che la ditta per cui i dipendenti sono stati assunti non li rifornisce di candeggina. Ma vedere gli angoli neri, perché pieni di sporcizia, è il primo segno che indica la carenza di pulizia in un ospedale e questo è un campanello d’allarme». A causa della carenza di personale capita che i pochi ausiliari addetti alle pulizie si sostituiscano agli altrettanto pochi oss (operatori socio sanitari) disponibili, cioè agli aiutanti infermieri. Oppure capita che gli infermieri, in assenza di operatori delle pulizie, si mettano al lavoro per igienizzare i locali. Il paradosso è che, per sostituire chi non c’è, nessuno riesce a svolgere esclusivamente il proprio ruolo. «Anche per questo è necessario rivedere i termini e le condizioni con la società che si occupa di pulizie, la Gesap, che garantisce il servizio unicamente nelle due fasce orarie mattutine e pomeridiane – conclude il sindacalista – Se questo non dovesse accadere, decliniamo ogni responsabilità in ordine a qualsivoglia infezione possa avvenire al Ruggi». La questione igiene è esplosa da alcuni mesi. Da quando cioè gli infermieri continuano a denunciare il demansionamento della loro professione e iniziano a rifiutarsi di svolgere una mansione che gli non compete. Lo scorso mese fu organizzata davanti all’ospedale una raccolta firme per fare fronte comune e spingere il legislatore a cambiare alcune norme che prevedono l’obbligo “morale” di intervenire sul luogo di lavoro, se occorre, anche in settori diversi dal proprio. Al “Ruggi” gli infermieri intervengono in supplenza da tempo e adesso non ne possono più. (Marcella Cavaliere – La Città di Salerno)