Napoli. Obitorio chiuso, salme bloccate all’ospedale San Paolo. Parenti in attesa: risolutivo l’intervento della polizia

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Napoli. Un’attesa assurda quella dei familiari di tre pazienti deceduti all’ospedale San Paolo che, ieri mattina, non riuscivano a riappropriarsi delle salme. I parenti giunti alle 8 nel presidio di Fuorigrotta non hanno trovato nessun addetto ad accoglierli, né hanno potuto vedere i loro cari: l’obitorio era chiuso e senza il personale preposto, nessuno aveva possibilità di aprire. Alla sofferenza per la perdita dei propri cari si è aggiunta la ricerca del personale che è sfociata in momenti di esasperazione durante i quali alcuni familiari hanno minacciato di aprire con la forza la porta dell’obitorio. Dopo oltre un’ora di preghiere e insistenze da parte dei parenti, l’attesa è diventata ancora più problematica per l’arrivo degli addetti alle pompe funebri che cercavano i documenti per lo svolgimento delle esequie. Erano all’incirca le 9 quando tra i congiunti qualcuno ha chiamato la polizia denunciando l’accaduto e l’impossibilità di riavere indietro i corpi nonostante le loro insistenze con il personale di turno al pronto soccorso ed in altri dipartimenti a cui però non spettano queste competenze. Con l’arrivo della polizia all’interno del nosocomio, grazie all’intervento di uno dei vicedirettori, è stato rintracciato l’addetto alla sala Morgue che si è recato fisicamente all’ospedale, intorno alle 10 sbloccando la situazione. «L’arrivo dell’addetto ha reso possibile l’apertura dell’obitorio e la compilazione degli incartamenti burocratici necessari per la restituzione delle salme ma, come dimostrato dai turni, quell’addetto era di riposo e non doveva essere in ospedale ieri mattina» spiega Carmine Ferruzzi, rappresentante sindacale della rete Uil-Cisl-Nursing Up e Usb. In pratica, l’episodio punta nuovamente i riflettori sulla grave mancanza di personale che si riflette nel dimensionamento di servizi e attività ospedaliere, culminato con l’assenza nel presidio di addetti nella sala Morgue che fino a poco tempo fa «si reggeva sullo straordinario e su un secondo addetto oramai in pensione». Con l’adeguamento alle normative europee e il ridimensionamento del tetto delle ore di servizio imposto alla Sanità campana per tenere il passo con gli altri paesi, si è arrivati ad «abbandonare i pazienti e i loro familiari nel momento della più atroce sofferenza, incapaci di fornirgli i servizi adeguati – conclude Ferruzzi – la riorganizzazione andava fatta con equilibrio e risorse da implementare, per questo motivo stiamo preparando una lettera aperta a De Luca e siamo pronti ad affiancare i familiari costituendoci parte civile se riterranno di denunciare formalmente quanto accaduto». Non è un caso, infatti che Federconsumatori Campania, capitanata da Rosario Stornaiuolo, ha avviato una sinergia con i sindacati ospedalieri predisponendo «denunce penali per interruzione di pubblico servizio – spiega l’avvocato Carlo Spirito – segnalazioni al ministero per l’invio degli ispettori nei casi necessari e class action risarcitoria, ove possibile». (Melina Chiapparino – Il Mattino)

Napoli. Un’attesa assurda quella dei familiari di tre pazienti deceduti all’ospedale San Paolo che, ieri mattina, non riuscivano a riappropriarsi delle salme. I parenti giunti alle 8 nel presidio di Fuorigrotta non hanno trovato nessun addetto ad accoglierli, né hanno potuto vedere i loro cari: l’obitorio era chiuso e senza il personale preposto, nessuno aveva possibilità di aprire. Alla sofferenza per la perdita dei propri cari si è aggiunta la ricerca del personale che è sfociata in momenti di esasperazione durante i quali alcuni familiari hanno minacciato di aprire con la forza la porta dell’obitorio. Dopo oltre un’ora di preghiere e insistenze da parte dei parenti, l’attesa è diventata ancora più problematica per l’arrivo degli addetti alle pompe funebri che cercavano i documenti per lo svolgimento delle esequie. Erano all’incirca le 9 quando tra i congiunti qualcuno ha chiamato la polizia denunciando l’accaduto e l’impossibilità di riavere indietro i corpi nonostante le loro insistenze con il personale di turno al pronto soccorso ed in altri dipartimenti a cui però non spettano queste competenze. Con l’arrivo della polizia all’interno del nosocomio, grazie all’intervento di uno dei vicedirettori, è stato rintracciato l’addetto alla sala Morgue che si è recato fisicamente all’ospedale, intorno alle 10 sbloccando la situazione. «L’arrivo dell’addetto ha reso possibile l’apertura dell’obitorio e la compilazione degli incartamenti burocratici necessari per la restituzione delle salme ma, come dimostrato dai turni, quell’addetto era di riposo e non doveva essere in ospedale ieri mattina» spiega Carmine Ferruzzi, rappresentante sindacale della rete Uil-Cisl-Nursing Up e Usb. In pratica, l’episodio punta nuovamente i riflettori sulla grave mancanza di personale che si riflette nel dimensionamento di servizi e attività ospedaliere, culminato con l’assenza nel presidio di addetti nella sala Morgue che fino a poco tempo fa «si reggeva sullo straordinario e su un secondo addetto oramai in pensione». Con l’adeguamento alle normative europee e il ridimensionamento del tetto delle ore di servizio imposto alla Sanità campana per tenere il passo con gli altri paesi, si è arrivati ad «abbandonare i pazienti e i loro familiari nel momento della più atroce sofferenza, incapaci di fornirgli i servizi adeguati – conclude Ferruzzi – la riorganizzazione andava fatta con equilibrio e risorse da implementare, per questo motivo stiamo preparando una lettera aperta a De Luca e siamo pronti ad affiancare i familiari costituendoci parte civile se riterranno di denunciare formalmente quanto accaduto». Non è un caso, infatti che Federconsumatori Campania, capitanata da Rosario Stornaiuolo, ha avviato una sinergia con i sindacati ospedalieri predisponendo «denunce penali per interruzione di pubblico servizio – spiega l’avvocato Carlo Spirito – segnalazioni al ministero per l'invio degli ispettori nei casi necessari e class action risarcitoria, ove possibile». (Melina Chiapparino – Il Mattino)