Thursday 30 June 2016 | Aggiornato alle 16:02

10/01/2016

Giugliano. Immigrato ucraino uccide a colpi d’ascia la moglie e la figlia di 4 anni. Poi si taglia la gola

Napoli. «Era un uomo tranquillo», i vicini dicono sempre così dopo una tragedia. Volodymir Havrylyuk, 44 anni, impiegato in un vivaio, ha ucciso a colpi d’ascia la moglie Marina e la figlia di appena quattro anni. Poi si è conficcato un coltello alla gola ed è morto, dopo qualche ora di agonia, all’ospedale di Pozzuoli. La tragedia in una villetta che s’affaccia sulla spiaggia di Licola, all’estrema periferia di Giugliano, tra sabbia e immondizia. Il mare grigio e increspato sembra essere il degno corollario di una vicenda triste e inspiegabile. Forse la strage è avvenuta durante la notte. «Ho fatto un guaio», ha bisbigliato Volodymir al suo principale che ieri mattina si era recato a casa sua non vedendolo arrivare al vivaio. L’uomo ferito gravemente è stato portato subito in ospedale ma è morto dopo qualche ora. Volodymir con la moglie Marina, trentenne, e la figlioletta viveva in quella casa sulla spiaggia da un paio di anni. Dai vicini viene descritto come un uomo tranquillo; un papà premuroso, sempre attento alle esigenze della sua bambina, da poco sottoposta a un intervento chirurgico. Stesso giudizio per Marina. Ma l’altra notte la coppia ha litigato, forse a causa della gelosia. Volodymir, in preda a un raptus, ha afferrato un’ascia per tagliare gli arbusti e ha colpito con incredibile violenza. Il suo principale si è ritrovato dinanzi a una scena orrenda: sangue dappertutto. L’uomo ha chiamato i carabinieri. Sono giunti i soccorsi ma per la donna e la figlia non c’è stato nulla da fare. I cadaveri sono stati rimossi dopo qualche ora. Sarà l’esame medico legale ad accertare l’orario preciso della morte. Al momento si possono avanzare solo ipotesi anche perché nessuno dei vicini ha sentito, durante la notte o all’alba, rumori o urla di aiuto. A condurre le indagini sono i carabinieri della Compagnia di Giugliano, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, che in ospedale hanno provato a sentire l’uomo. Sul posto è giunto anche un fratello e la cognata di Marina, che abitano in zona. A Licola, frazione del Comune di Giugliano, che doveva essere la Rimini del Sud e dove il sogno del turismo di qualità non si è mai realizzato, vivono tantissimi stranieri. Chi negli anni Sessanta aveva preso la casa delle vacanze, a una manciata di chilometri da Napoli, è andato via da tempo. Tantissime le abitazioni che sono senza alcuna manutenzione da decenni e che ora versano in uno stato di assoluto degrado. Ad occuparle sono soprattutto coloro che cercano un alloggio a prezzi stracciati. Immigrati perlopiù, vite che si incrociano dai paesi più lontani e disparati. Tutti con il sogno di un futuro migliore. «Sono inorridito – dice il sindaco di Giugliano Antonio Poziello – anche perché questa spirale di violenza che si consuma nelle mura di casa sembra non avere fine. Sono fatti che, però, denotano sicuramente un forte stato di disagio che non può rimanere inascoltato». (Espedito Vitolo – Corriere del Mezzogiorno)

Inserito da: Annalisa Cinque

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