“I giunchi verticali” di Benito Ruggiero

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“Presi tutto di te e ti amai. Ti trascinai lungo le pinete, innanzi al sole. Gli alberi mi davano i brividi. Ti coprii il petto con le mie braccia. Il cielo mi vide, tra i giunchi verticali. Pensai alla tua vita nel silenzio, sopra la tua chioma. Io ti ascoltai nel tremito delle tue labbra accostate a me. Donna d’amore restiamo, la mia anima mi parla di te. Tu hai il profilo d’un pugnale, ma è la tua spada nuda che introduci nella mia gola e un’altra morte ignota sento a me. Qualche volta è venuta a trovarmi la tua sorte, tra le bende del mio recinto. Avevi i capelli castani e la fronte docile di fanciulla. Io ero al tuo fianco. Il sole era alto e ci univa l’arma dell’amore. I verdi altipiani sopra il mare delle conchiglie. Tu avevi il colore della neve e la voce accorata di letizia. I nostri cuori sono sospesi. Tu hai mutato il mio viso. Ma sarò sempre un poeta malato.” Poesia tratta dal libro “L’identico e il diverso” di Benito Ruggiero.

Commento dell’autore Benito Ruggiero: “Tutto quello che ci può essere da dire potrebbe essere detto in questa sola riga. Ma oggi, mi perdonerete, qualcosa in me non ne è capace.”

 

“Presi tutto di te e ti amai. Ti trascinai lungo le pinete, innanzi al sole. Gli alberi mi davano i brividi. Ti coprii il petto con le mie braccia. Il cielo mi vide, tra i giunchi verticali. Pensai alla tua vita nel silenzio, sopra la tua chioma. Io ti ascoltai nel tremito delle tue labbra accostate a me. Donna d’amore restiamo, la mia anima mi parla di te. Tu hai il profilo d’un pugnale, ma è la tua spada nuda che introduci nella mia gola e un’altra morte ignota sento a me. Qualche volta è venuta a trovarmi la tua sorte, tra le bende del mio recinto. Avevi i capelli castani e la fronte docile di fanciulla. Io ero al tuo fianco. Il sole era alto e ci univa l’arma dell’amore. I verdi altipiani sopra il mare delle conchiglie. Tu avevi il colore della neve e la voce accorata di letizia. I nostri cuori sono sospesi. Tu hai mutato il mio viso. Ma sarò sempre un poeta malato.” Poesia tratta dal libro “L’identico e il diverso” di Benito Ruggiero.

Commento dell’autore Benito Ruggiero: “Tutto quello che ci può essere da dire potrebbe essere detto in questa sola riga. Ma oggi, mi perdonerete, qualcosa in me non ne è capace.”