Per il Consiglio di Stato, l’occupazione abusiva di suolo pubblico comporta la chiusura per 5 giorni dell’esercizio-

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-inserito da Salvatore Caccaviello-
Dalla Gazzetta Amministrativa: – OCCUPAZIONE ABUSIVA DEL SUOLO PUBBLICO: IL POSIZIONAMENTO DI OMBRELLONI E FIORIERE E’ GIURIDICAMENTE RILEVANTE, IN QUANTO E’ STRUMENTALMENTE COLLEGATO ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ COMMERCIALE –
” Segnalazione del Prof. Avv. ENRICO MICHETTI della Sentenza del CONSIGLIO DI STATO Sez. V del 18.12.2015 n. 5753.
– 27 dicembre 2015-
-L’oggetto del giudizio giunto all´esame della QUINTA SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO è costituito dalla determinazione dirigenziale di Roma Capitale recante:
I) la cessazione dell’occupazione abusiva (realizzata a mezzo del posizionamento di ombrelloni e fioriere) del suolo pubblico antistante l’esercizio di ristorazione;
II) LA SANZIONE DELLA CHIUSURA DEL LOCALE PER 5 GIORNI ai sensi dell’art. 3, co.16, l. n. 94 del 2009. – IL CONSIGLIO DI STATO nella sentenza del 18.12.2015 n. 5753 ha affermato che tutte le censure articolate in primo grado risultano infondate, in considerazione dei principi elaborati dalla costante giurisprudenza di questa Sezione in casi analoghi (cfr. Sez. V. nn. 1621 del 2015; 1611 del 2015; 501 del 2015, cui si rinvia) in quanto:
I) il posizionamento abusivo di ombrelloni e fioriere è comunque giuridicamente rilevante, in quanto comporta l’occupazione del suolo pubblico ed è STRUMENTALMENTE COLLEGATO ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ COMMERCIALE;
II) la sanzione amministrativa, che deve essere inderogabilmente inflitta ope legis, è stata applicata nella misura minima prevista dalla legge;
III) l’Amministrazione prima, e il T.a.r. poi, hanno attribuito adeguata rilevanza alle disposizioni contenute negli artt. 20, co. 4, del codice della strada e 3, co. 4 e 16, l. n. 94 del 2009;
IV) la questione di legittimità costituzionale del più volte menzionato art. 3, co. 16, cit. è manifestamente infondata, poiché esso contiene misure logiche e proporzionate, volte a tutela dei beni pubblici e della legalità, in conformità all’art. 97 della Costituzione;
V) l’atto presupposto a quelli impugnati in via diretta – ordinanza sindacale n. 258 del 27 novembre 2012 – risulta pienamente giustificato dalle circostanze accertate in sede amministrativa (cfr. Sez. V, n. 5066 del 2014, Sez. V, n. 1611 del 2015 cui si rinvia ai sensi dell’art. 74 c.p.a.).
– SINTESI –
-OCCUPAZIONE ABUSIVA SUOLO PUBBLICO A FINI COMMERCIO-
Attività produttive, commerciali e industriali Giurisdizione e competenza
Sulla giurisdizione del GA in tema di sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio. Ambito applicativo delle sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio
T.A.R. Lazio Roma, Sez. II Ter, Sentenza 24 dicembre 2013, n. 11158

Principio
1. Sulla giurisdizione del GA in tema di sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio.
L’art. 3, comma 16, della legge n. 94/2009 attribuisce all’autorità comunale il potere di ingiungere – in caso di occupazione abusiva del suolo pubblico a fine di commercio – la chiusura dell’esercizio commerciale, fino al pieno adempimento dell’ordine e del pagamento delle spese o della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni. Si tratta, evidentemente, di disposizione posta a tutela degli interessi della collettività ad impedire abusi nelle autorizzazioni amministrative (commerciali) e che regolano il potere amministrativo suscettibile di incidere su diritti soggettivi degradandoli ad interessi legittimi, la cui tutela non può che essere devoluta al giudice amministrativo secondo l’ordinario criterio di riparto della giurisdizione.

2. Ambito applicativo delle sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio.
2.1. L’art. 20, comma 24, del D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada) ricongiunge l’applicazione della prevista sanzione amministrativa pecuniaria non soltanto alle ipotesi di abusiva occupazione di suolo pubblico, ma anche alla diversa fattispecie della inosservanza delle prescrizioni contenute nel titolo concessorio. La successiva (ed integrativa) legge del n. 94/2009, all’art. 3, comma 16, ha esteso ai soli casi di “indebita occupazione di suolo pubblico previsti … dall’articolo 20 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285” l’irrogabilità della sanzione della chiusura dell’esercizio (fino all’adempimento dell’ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque).

2.2. La misura interdittiva ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 colpisce soltanto le violazioni consumate dall’occupazione di suolo pubblico “abusiva” (in assenza di titolo o, laddove sia stata rilasciata la concessione, in eccedenza rispetto alla superficie in essa contemplata e per la relativa porzione di suolo), ma non anche quelle che realizzino una “difformità” rispetto alle prescrizioni dettate dalla concessione stessa. Deve, per l’effetto, escludersi che una corretta delimitazione dell’ambito applicativo della misura (temporaneamente) interdittiva sostanziata dalla chiusura dell’esercizio commerciale (per un periodo comunque non inferiore a giorni cinque), contempli anche la fattispecie dell’inosservanza delle prescrizioni inerenti al rilasciato titolo concessorio. Se è infatti vero che il comma 16 dell’art. 3 della legge 94/2009 richiama, tout court, l’intero art. 20 del Codice della Strada, è altrettanto vero come la sanzione inibitoria di che trattasi viene da tale disposizione circoscritta alla sola fattispecie dell’“indebita” occupazione di suolo pubblico.-inserito da Salvatore Caccaviello-
Dalla Gazzetta Amministrativa: – OCCUPAZIONE ABUSIVA DEL SUOLO PUBBLICO: IL POSIZIONAMENTO DI OMBRELLONI E FIORIERE E’ GIURIDICAMENTE RILEVANTE, IN QUANTO E’ STRUMENTALMENTE COLLEGATO ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ COMMERCIALE –
” Segnalazione del Prof. Avv. ENRICO MICHETTI della Sentenza del CONSIGLIO DI STATO Sez. V del 18.12.2015 n. 5753.
– 27 dicembre 2015-
-L’oggetto del giudizio giunto all´esame della QUINTA SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO è costituito dalla determinazione dirigenziale di Roma Capitale recante:
I) la cessazione dell’occupazione abusiva (realizzata a mezzo del posizionamento di ombrelloni e fioriere) del suolo pubblico antistante l’esercizio di ristorazione;
II) LA SANZIONE DELLA CHIUSURA DEL LOCALE PER 5 GIORNI ai sensi dell’art. 3, co.16, l. n. 94 del 2009. – IL CONSIGLIO DI STATO nella sentenza del 18.12.2015 n. 5753 ha affermato che tutte le censure articolate in primo grado risultano infondate, in considerazione dei principi elaborati dalla costante giurisprudenza di questa Sezione in casi analoghi (cfr. Sez. V. nn. 1621 del 2015; 1611 del 2015; 501 del 2015, cui si rinvia) in quanto:
I) il posizionamento abusivo di ombrelloni e fioriere è comunque giuridicamente rilevante, in quanto comporta l’occupazione del suolo pubblico ed è STRUMENTALMENTE COLLEGATO ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ COMMERCIALE;
II) la sanzione amministrativa, che deve essere inderogabilmente inflitta ope legis, è stata applicata nella misura minima prevista dalla legge;
III) l’Amministrazione prima, e il T.a.r. poi, hanno attribuito adeguata rilevanza alle disposizioni contenute negli artt. 20, co. 4, del codice della strada e 3, co. 4 e 16, l. n. 94 del 2009;
IV) la questione di legittimità costituzionale del più volte menzionato art. 3, co. 16, cit. è manifestamente infondata, poiché esso contiene misure logiche e proporzionate, volte a tutela dei beni pubblici e della legalità, in conformità all’art. 97 della Costituzione;
V) l’atto presupposto a quelli impugnati in via diretta – ordinanza sindacale n. 258 del 27 novembre 2012 – risulta pienamente giustificato dalle circostanze accertate in sede amministrativa (cfr. Sez. V, n. 5066 del 2014, Sez. V, n. 1611 del 2015 cui si rinvia ai sensi dell’art. 74 c.p.a.).
– SINTESI –
-OCCUPAZIONE ABUSIVA SUOLO PUBBLICO A FINI COMMERCIO-
Attività produttive, commerciali e industriali Giurisdizione e competenza
Sulla giurisdizione del GA in tema di sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio. Ambito applicativo delle sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio
T.A.R. Lazio Roma, Sez. II Ter, Sentenza 24 dicembre 2013, n. 11158

Principio
1. Sulla giurisdizione del GA in tema di sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio.
L’art. 3, comma 16, della legge n. 94/2009 attribuisce all’autorità comunale il potere di ingiungere – in caso di occupazione abusiva del suolo pubblico a fine di commercio – la chiusura dell’esercizio commerciale, fino al pieno adempimento dell’ordine e del pagamento delle spese o della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni. Si tratta, evidentemente, di disposizione posta a tutela degli interessi della collettività ad impedire abusi nelle autorizzazioni amministrative (commerciali) e che regolano il potere amministrativo suscettibile di incidere su diritti soggettivi degradandoli ad interessi legittimi, la cui tutela non può che essere devoluta al giudice amministrativo secondo l’ordinario criterio di riparto della giurisdizione.

2. Ambito applicativo delle sanzioni ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 per occupazione abusiva di suolo pubblico a fine di commercio.
2.1. L’art. 20, comma 24, del D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada) ricongiunge l’applicazione della prevista sanzione amministrativa pecuniaria non soltanto alle ipotesi di abusiva occupazione di suolo pubblico, ma anche alla diversa fattispecie della inosservanza delle prescrizioni contenute nel titolo concessorio. La successiva (ed integrativa) legge del n. 94/2009, all’art. 3, comma 16, ha esteso ai soli casi di “indebita occupazione di suolo pubblico previsti … dall’articolo 20 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285” l’irrogabilità della sanzione della chiusura dell’esercizio (fino all’adempimento dell’ordine ripristinatorio e, comunque, per un periodo non inferiore a giorni cinque).

2.2. La misura interdittiva ex art. 3, comma 16, legge n. 94/2009 colpisce soltanto le violazioni consumate dall’occupazione di suolo pubblico “abusiva” (in assenza di titolo o, laddove sia stata rilasciata la concessione, in eccedenza rispetto alla superficie in essa contemplata e per la relativa porzione di suolo), ma non anche quelle che realizzino una “difformità” rispetto alle prescrizioni dettate dalla concessione stessa. Deve, per l’effetto, escludersi che una corretta delimitazione dell’ambito applicativo della misura (temporaneamente) interdittiva sostanziata dalla chiusura dell’esercizio commerciale (per un periodo comunque non inferiore a giorni cinque), contempli anche la fattispecie dell’inosservanza delle prescrizioni inerenti al rilasciato titolo concessorio. Se è infatti vero che il comma 16 dell’art. 3 della legge 94/2009 richiama, tout court, l’intero art. 20 del Codice della Strada, è altrettanto vero come la sanzione inibitoria di che trattasi viene da tale disposizione circoscritta alla sola fattispecie dell’“indebita” occupazione di suolo pubblico.