Pubblica amministrazione. Tra le novità domicilio digitale e albo unico per i vertici di Asl e ospedali

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Il conto alla rovescia doveva scattare prima di Natale, ma il Governo ha deciso di rinviare al nuovo anno l’approdo in Consiglio dei ministri del primo pacchetto attuativo della riforma della Pubblica amministrazione, targata Marianna Madia. Una sfilza di decreti per cambiare da cima a fondo i vari settori dell’amministrazione statale: dai servizi pubblici locali alle Forze di polizia, passando per il dimezzamento della burocrazia per i grandi insediamenti industriali e la spinta alla digitalizzazione. Stando alla nuova tabella di marcia di Palazzo Chigi, il primo pacchetto di decreti dovrebbe arrivare in Cdm al più tardi entro la metà del mese. I decreti più importanti, dal punto di vista del risparmio della spesa, riguardano il riordino delle società partecipate e le spa locali che si occupano dei servizi pubblici, dai trasporti alla raccolta dei rifiuti. L’obiettivo insomma è di far cessare entro il 2016 il monopolio esercitato dai Comuni nella loro gestione. Con la prima tranche di decreti dovrebbe vedere la luce anche il provvedimento sulla digitalizzazione. In meno di un anno tutte le Pa dovranno convertirsi definitivamente all’uso dei sistemi telematici. Così entro quest’anno potrebbe trovare applicazione il domicilio digitale, rimasto solo su carta da tre anni: con un recapito elettronico, come l’indirizzo email, si potrà comunicare con le diverse amministrazioni mettendo definitivamente in cantina la cassetta delle lettere. Verrà utilizzata principalmente la Posta elettronica certificata (Pec), ma il governo studia anche altri canali visto che il sistema è tra quelli non decollati. Con il tempo sparirà anche l’obbligo di conservare i documenti se questi sono già in possesso di un ufficio e si potranno effettuale micro-pagamenti, come bollette e multe, tramite addebito sul proprio conto telefonico. Con il primo maxi-pacchetto di decreti arriverà anche la stretta sulle assegnazioni clientelari degli incarichi e le gestioni “allegre” di Asl e ospedali. Il decreto imporrà a tutti i vertici ospedalieri di confluire in un apposito albo unico nazionale, che verrà aggiornato ogni due anni. Per entrare nel listone servirà la laurea, avere meno di 65 anni e un’esperienza dirigenziale quinquennale. Sarà poi una commissione mista di esperti a presentare alla Regione una rosa di tre nomi su cui dovrà ricadere la scelta finale. Sempre entro gennaio arriverà il regolamento che taglierà i tempi delle procedure amministrative: 50% in meno per opere pubbliche, insediamenti produttivi e attività imprenditoriali rilevanti. Il dimezzamento riguarda diverse pratiche che oggi hanno termini fissati tra i 30 e i 180 giorni (si dovrebbe quindi passare a 15-90). Tra i decreti in arrivo si conta anche quello che ridurrà da cinque a quattro le Forze di Polizia. Il grosso dei Forestali sarà infatti assorbito dai Carabinieri, a cui saranno attribuite le funzioni in materia di sicurezza ambientale, forestale e agroalimentare. Le funzioni e i mezzi contro gli incendi boschivi andranno invece ai Vigili del fuoco. Infine, con la prima tranche della riforma sono attesi il decreto per l’introduzione del Foia (per una maggiore trasparenza), il restyling della Conferenza dei servizi, la riforma dei porti e delle Camere di commercio. (Sonia Ricci – Il Mattino)

Il conto alla rovescia doveva scattare prima di Natale, ma il Governo ha deciso di rinviare al nuovo anno l'approdo in Consiglio dei ministri del primo pacchetto attuativo della riforma della Pubblica amministrazione, targata Marianna Madia. Una sfilza di decreti per cambiare da cima a fondo i vari settori dell'amministrazione statale: dai servizi pubblici locali alle Forze di polizia, passando per il dimezzamento della burocrazia per i grandi insediamenti industriali e la spinta alla digitalizzazione. Stando alla nuova tabella di marcia di Palazzo Chigi, il primo pacchetto di decreti dovrebbe arrivare in Cdm al più tardi entro la metà del mese. I decreti più importanti, dal punto di vista del risparmio della spesa, riguardano il riordino delle società partecipate e le spa locali che si occupano dei servizi pubblici, dai trasporti alla raccolta dei rifiuti. L'obiettivo insomma è di far cessare entro il 2016 il monopolio esercitato dai Comuni nella loro gestione. Con la prima tranche di decreti dovrebbe vedere la luce anche il provvedimento sulla digitalizzazione. In meno di un anno tutte le Pa dovranno convertirsi definitivamente all'uso dei sistemi telematici. Così entro quest'anno potrebbe trovare applicazione il domicilio digitale, rimasto solo su carta da tre anni: con un recapito elettronico, come l'indirizzo email, si potrà comunicare con le diverse amministrazioni mettendo definitivamente in cantina la cassetta delle lettere. Verrà utilizzata principalmente la Posta elettronica certificata (Pec), ma il governo studia anche altri canali visto che il sistema è tra quelli non decollati. Con il tempo sparirà anche l'obbligo di conservare i documenti se questi sono già in possesso di un ufficio e si potranno effettuale micro-pagamenti, come bollette e multe, tramite addebito sul proprio conto telefonico. Con il primo maxi-pacchetto di decreti arriverà anche la stretta sulle assegnazioni clientelari degli incarichi e le gestioni “allegre” di Asl e ospedali. Il decreto imporrà a tutti i vertici ospedalieri di confluire in un apposito albo unico nazionale, che verrà aggiornato ogni due anni. Per entrare nel listone servirà la laurea, avere meno di 65 anni e un'esperienza dirigenziale quinquennale. Sarà poi una commissione mista di esperti a presentare alla Regione una rosa di tre nomi su cui dovrà ricadere la scelta finale. Sempre entro gennaio arriverà il regolamento che taglierà i tempi delle procedure amministrative: 50% in meno per opere pubbliche, insediamenti produttivi e attività imprenditoriali rilevanti. Il dimezzamento riguarda diverse pratiche che oggi hanno termini fissati tra i 30 e i 180 giorni (si dovrebbe quindi passare a 15-90). Tra i decreti in arrivo si conta anche quello che ridurrà da cinque a quattro le Forze di Polizia. Il grosso dei Forestali sarà infatti assorbito dai Carabinieri, a cui saranno attribuite le funzioni in materia di sicurezza ambientale, forestale e agroalimentare. Le funzioni e i mezzi contro gli incendi boschivi andranno invece ai Vigili del fuoco. Infine, con la prima tranche della riforma sono attesi il decreto per l'introduzione del Foia (per una maggiore trasparenza), il restyling della Conferenza dei servizi, la riforma dei porti e delle Camere di commercio. (Sonia Ricci – Il Mattino)