Roma. Emergenza guano con la pioggia. Pulizia straordinaria per evitare l’effetto-scivolo su strade e marciapiedi

0

L’emergenza non è finita. Roma potrebbe essere di nuovo sconfitta dal guano. Una disfatta assai poco onorevole per la Capitale, vissuta già nei giorni passati, con incidenti a catena, scooteristi scivolati, il Lungotevere chiuso per nove ore, l’odore acre che attanaglia il Centro e la figuraccia con migliaia di turisti. Ci si appella al meteo nella Roma del Giubileo, sotto gli occhi del mondo. Ci si appella alle foglie che cadono. Se pioverà potrebbe venire giù ancora guano dagli alberi del Lungotevere e di altri luoghi «dormitorio» degli storni. Se tutte le foglie non cadono, gli uccelli potrebbero ancora trovare rifugio sugli arbusti. Nessuno stravolgimento straordinario delle condizioni climatiche ha causato la vergognosa disfatta «causa guano» della Capitale: gli storni sono arrivati a Roma puntuali come da vent’anni, anche il numero di uccelli è su per giù lo stesso. Le certezze sono altre: il piano anti-storni è partito il 14 dicembre, da vent’anni invece si attiva a fine ottobre; residenti, commercianti e turisti per oltre due mesi hanno vissuto con il coprifuoco («dalle 16.30 arrivavano gli storni, guano a pioggia, strade scivolose e odore nauseabondo»); le strade non erano pulite, tanto che, per fare un esempio, ci sono voluti quattro incidenti sabato prima di decidere di chiudere il Lungotevere. Il piano straordinario di pulizia dell’Ama è partito solo su impulso del commissario straordinario Tronca, mentre Roma era già sommersa dal guano, gli alberi erano stracolmi e alla prima pioggia gli escrementi sono venuti giù. «Solitamente venivamo chiamati a fine ottobre dal Comune per procedere con il piano anti-storni, succede così da vent’anni» spiega Alessandra Buscemi della cooperativa Fauna Urbis che si occupa dell’allontanamento degli storni. A fine ottobre invece gli storni arrivavano e nessuno si attivava per allontanarli. Tutti sapevano, ma nulla è stato fatto. «L’incarico è arrivato il 14 dicembre, è stato fatto un bando di gara, solitamente c’era l’affidamento diretto» aggiunge. Bando di gara dopo Mafia Capitale ovviamente. «Negli ultimi due anni – spiega l’ex assessore all’Ambiente Estella Marino – c’è stato l’affidamento. Se si parte in ritardo il guano si accumula sugli alberi». Mentre si sbrigavano le pratiche burocratiche, Roma veniva invasa dagli storni. Si parla di centinaia di migliaia di uccelli. Se ne sono accorti i residenti di via Arenula, Lungotevere, piazza dei Cinquecento, San Paolo (alcuni dei «dormitori» degli storni). Il guano invece c’era ed è rimasto, in strada e sugli alberi. Anche ieri passeggiando sul Lungotevere c’erano pezzi di marciapiede ancora inondati dal materiale nauseabondo, resti delle pulizie straordinarie effettuate sabato. Appunto: “straordinarie”. E l’allerta è continuata ieri tanto che cinque pattuglie dei vigili erano sul Lungotevere per attività di prevenzione, invitando gli automobilisti a moderare la velocità nei tratti interessati. Restano anche i presidi fissi dell’Ama. E Buscemi si chiede anche «come mai non si è riusciti a togliere subito il guano, forse perché se ne era accumulato troppo». La pioggia porta guano nella Roma dei ritardi e delle inadempienze. L’aveva preannunciato anche l’Ama rafforzando il piano di interventi da venerdì «sulla base delle previsioni meteo». (Laura Bogliolo – Il Mattino) 

L’emergenza non è finita. Roma potrebbe essere di nuovo sconfitta dal guano. Una disfatta assai poco onorevole per la Capitale, vissuta già nei giorni passati, con incidenti a catena, scooteristi scivolati, il Lungotevere chiuso per nove ore, l’odore acre che attanaglia il Centro e la figuraccia con migliaia di turisti. Ci si appella al meteo nella Roma del Giubileo, sotto gli occhi del mondo. Ci si appella alle foglie che cadono. Se pioverà potrebbe venire giù ancora guano dagli alberi del Lungotevere e di altri luoghi «dormitorio» degli storni. Se tutte le foglie non cadono, gli uccelli potrebbero ancora trovare rifugio sugli arbusti. Nessuno stravolgimento straordinario delle condizioni climatiche ha causato la vergognosa disfatta «causa guano» della Capitale: gli storni sono arrivati a Roma puntuali come da vent’anni, anche il numero di uccelli è su per giù lo stesso. Le certezze sono altre: il piano anti-storni è partito il 14 dicembre, da vent’anni invece si attiva a fine ottobre; residenti, commercianti e turisti per oltre due mesi hanno vissuto con il coprifuoco («dalle 16.30 arrivavano gli storni, guano a pioggia, strade scivolose e odore nauseabondo»); le strade non erano pulite, tanto che, per fare un esempio, ci sono voluti quattro incidenti sabato prima di decidere di chiudere il Lungotevere. Il piano straordinario di pulizia dell’Ama è partito solo su impulso del commissario straordinario Tronca, mentre Roma era già sommersa dal guano, gli alberi erano stracolmi e alla prima pioggia gli escrementi sono venuti giù. «Solitamente venivamo chiamati a fine ottobre dal Comune per procedere con il piano anti-storni, succede così da vent’anni» spiega Alessandra Buscemi della cooperativa Fauna Urbis che si occupa dell’allontanamento degli storni. A fine ottobre invece gli storni arrivavano e nessuno si attivava per allontanarli. Tutti sapevano, ma nulla è stato fatto. «L’incarico è arrivato il 14 dicembre, è stato fatto un bando di gara, solitamente c’era l’affidamento diretto» aggiunge. Bando di gara dopo Mafia Capitale ovviamente. «Negli ultimi due anni – spiega l’ex assessore all’Ambiente Estella Marino – c’è stato l’affidamento. Se si parte in ritardo il guano si accumula sugli alberi». Mentre si sbrigavano le pratiche burocratiche, Roma veniva invasa dagli storni. Si parla di centinaia di migliaia di uccelli. Se ne sono accorti i residenti di via Arenula, Lungotevere, piazza dei Cinquecento, San Paolo (alcuni dei «dormitori» degli storni). Il guano invece c’era ed è rimasto, in strada e sugli alberi. Anche ieri passeggiando sul Lungotevere c’erano pezzi di marciapiede ancora inondati dal materiale nauseabondo, resti delle pulizie straordinarie effettuate sabato. Appunto: “straordinarie”. E l’allerta è continuata ieri tanto che cinque pattuglie dei vigili erano sul Lungotevere per attività di prevenzione, invitando gli automobilisti a moderare la velocità nei tratti interessati. Restano anche i presidi fissi dell’Ama. E Buscemi si chiede anche «come mai non si è riusciti a togliere subito il guano, forse perché se ne era accumulato troppo». La pioggia porta guano nella Roma dei ritardi e delle inadempienze. L’aveva preannunciato anche l’Ama rafforzando il piano di interventi da venerdì «sulla base delle previsioni meteo». (Laura Bogliolo – Il Mattino)