Napoli. Smog, dietrofront del sindaco, il blocco auto dura solo 24 ore. Revocata l’ordinanza

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Dopo un solo giorno di blocco poderoso della circolazione per cancellare i veleni nell’aria, Napoli fa marcia indietro. Tutto a posto, si può ricominciare a circolare (quasi) liberamente perché l’inquinamento se n’è andato. Mamma mia che potenza questa città. Con un unico giorno di stop alle auto è riuscita a rimettere a posto il dramma delle polveri sottili e sicuramente saranno state schiere d’esperti e di scienziati ad accertarlo… beh, in effetti non è andata proprio così e se avrete la pazienza di continuare a leggere queste righe scoprirete come sono andate le cose. Ieri mattina Palazzo San Giacomo era semideserto, com’è logico di domenica. Il sindaco De Magistris, però, era seduto alla scrivania del suo studio, dall’altro lato il vicesindaco Raffaele del Giudice, responsabile dell’ambiente, e il comandante dei vigili, colonnello Ciro Esposito. Tema del giorno: l’ordinanza che ha bloccato la circolazione sabato e che avrebbe dovuto fermare le auto inquinanti fino all’otto di gennaio. La conclusione della riunione ve l’anticipiamo subito: è stato deciso di cancellare quella decisione ferrea. Si torna alla disposizione precedente, più blanda, che consente la circolazione alle euro 4 e permette di tarare il termometro dei riscaldamenti su valori più alti. Ma come si è giunti alla decisione? Sul punto non esistono versioni ufficiali. Quel che è accaduto nella stanza del sindaco lo sanno solo i tre protagonisti. Ma come sarà andata? Innanzitutto Luigi De Magistris avrà chiesto, in maniera rigorosa: «Quali sono i risultati del primo giorno di blocco? Portatemi i dati delle centraline Arpac…». Probabilmente alla richiesta saranno seguiti sguardi imbarazzati: «Vede, signor sindaco, i dati Arpac non arrivano dal 31 dicembre… sa, ci sono stati i giorni di festa». E allora, ipotizziamo noi, il sindaco s’è chiesto come fare per capire se c’era ancora inquinamento, ma purtroppo sulla soluzione adottata dal primo cittadino non abbiamo certezze. Forse avrà aperto la finestra e avrà chiesto a tutti di tirare una bella boccata d’aria: «Allora? Com’è? Vi pare inquinata?». O magari avrà fatto un rapido sondaggio fra i passanti di piazza Municipio: «Napoletani, vi pare che ci siano ancora polveri sottili nell’aria o sono sparite?». O forse avrà provato a chiamare amici esperti di inquinamento. E andata come è andata, però il sindaco ha avuto un’illuminazione. Così De Magistris, senza avere nemmeno uno straccio di dato ufficiale, è stato in grado di capire che l’aria a Napoli dopo un solo giorno di blocco totale alla circolazione è tornata respirabile. Ha fatto guizzare la penna sul foglio di carta intestata e, facendo affidamento sui pieni poteri del sindaco, ha cancellato l’intero provvedimento antismog varato in tutta fretta nel giorno di San Silvestro: Napoli può tornare all’abituale traffico. La decisione ha fatto saltare sulla sedia il commissario dell’Arpac Pietro Vasaturo: «Mi sembra strano che un’ordinanza costruita sulla base dei rilevamenti delle centraline che analizzano la qualità dell’aria venga cancellata senza nemmeno dare uno sguardo a quei dati. D’accordo, vento e pioggia possono aver portato qualche miglioramento, ma come fa il sindaco a sapere che la situazione resterà sotto controllo anche nei prossimi giorni? Per me ha avuto troppa fretta. Ha sbagliato». A onor del vero bisogna dire che l’annullamento dell’ultima ordinanza antismog ha fatto tornare in auge quella precedente che vieta la circolazione di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 16,30 ma non allarmatevi amici automobilisti, dal blocco sono escluse le euro 4. In pratica potranno circolare quasi tutte le auto, eccezion fatta per quelle dei poveretti che non si sono potuti permettere un’auto nuova negli ultimi dieci anni: così la situazione tornerà quella abituale e le strade saranno nuovamente aggredite dal traffico. Sui motivi che hanno convinto il sindaco De Magistris a revocare dopo soli tre giorni la poderosa decisione antismog, ieri pomeriggio nei corridoi semideserti di Palazzo San Giacomo c’era chi faceva illazioni. Qualcuno era convinto che sulla decisione di fare dietro front abbia influito in maniera sostanziosa la potente casta dei commercianti. Siamo a un passo dall’ultimo sprint di compere in concomitanza con il giorno dell’Epifania: vietare la circolazione in città avrebbe significato svuotare le casse dei negozi, che proprio sul periodo natalizio costruiscono il castello economico che li sorregge per il resto dell’anno. Le fonti ufficiali del palazzo di città respingono l’illazione: «Il sindaco non accetta pressioni da nessuno, però è vero che i commercianti avrebbero sofferto se il blocco della circolazione fosse andato avanti, come previsto, anche in questi giorni». Alla fine, quel che resta della poderosa azione antismog della città di Napoli, è solo un sabato con duemila controlli alle auto in circolazione e poco più di trecento multe che porteranno nelle casse dell’Amministrazione circa 65mila euro. Chissà come saranno arrabbiati quei napoletani che hanno avuto la contravvenzione, gli unici, veri, beffati. O forse no perché il commissario dell’Arpac Vasaturo ha un dubbio: «Se nei prossimi giorni registreremo ancora veleni nell’aria cosa farà il sindaco? Annullerà l’annullamento dell’ordinanza antismog?». (Paolo Barbuto – Il Mattino) 

Dopo un solo giorno di blocco poderoso della circolazione per cancellare i veleni nell’aria, Napoli fa marcia indietro. Tutto a posto, si può ricominciare a circolare (quasi) liberamente perché l’inquinamento se n’è andato. Mamma mia che potenza questa città. Con un unico giorno di stop alle auto è riuscita a rimettere a posto il dramma delle polveri sottili e sicuramente saranno state schiere d’esperti e di scienziati ad accertarlo… beh, in effetti non è andata proprio così e se avrete la pazienza di continuare a leggere queste righe scoprirete come sono andate le cose. Ieri mattina Palazzo San Giacomo era semideserto, com’è logico di domenica. Il sindaco De Magistris, però, era seduto alla scrivania del suo studio, dall’altro lato il vicesindaco Raffaele del Giudice, responsabile dell’ambiente, e il comandante dei vigili, colonnello Ciro Esposito. Tema del giorno: l’ordinanza che ha bloccato la circolazione sabato e che avrebbe dovuto fermare le auto inquinanti fino all’otto di gennaio. La conclusione della riunione ve l’anticipiamo subito: è stato deciso di cancellare quella decisione ferrea. Si torna alla disposizione precedente, più blanda, che consente la circolazione alle euro 4 e permette di tarare il termometro dei riscaldamenti su valori più alti. Ma come si è giunti alla decisione? Sul punto non esistono versioni ufficiali. Quel che è accaduto nella stanza del sindaco lo sanno solo i tre protagonisti. Ma come sarà andata? Innanzitutto Luigi De Magistris avrà chiesto, in maniera rigorosa: «Quali sono i risultati del primo giorno di blocco? Portatemi i dati delle centraline Arpac…». Probabilmente alla richiesta saranno seguiti sguardi imbarazzati: «Vede, signor sindaco, i dati Arpac non arrivano dal 31 dicembre… sa, ci sono stati i giorni di festa». E allora, ipotizziamo noi, il sindaco s’è chiesto come fare per capire se c’era ancora inquinamento, ma purtroppo sulla soluzione adottata dal primo cittadino non abbiamo certezze. Forse avrà aperto la finestra e avrà chiesto a tutti di tirare una bella boccata d’aria: «Allora? Com’è? Vi pare inquinata?». O magari avrà fatto un rapido sondaggio fra i passanti di piazza Municipio: «Napoletani, vi pare che ci siano ancora polveri sottili nell’aria o sono sparite?». O forse avrà provato a chiamare amici esperti di inquinamento. E andata come è andata, però il sindaco ha avuto un’illuminazione. Così De Magistris, senza avere nemmeno uno straccio di dato ufficiale, è stato in grado di capire che l’aria a Napoli dopo un solo giorno di blocco totale alla circolazione è tornata respirabile. Ha fatto guizzare la penna sul foglio di carta intestata e, facendo affidamento sui pieni poteri del sindaco, ha cancellato l’intero provvedimento antismog varato in tutta fretta nel giorno di San Silvestro: Napoli può tornare all’abituale traffico. La decisione ha fatto saltare sulla sedia il commissario dell’Arpac Pietro Vasaturo: «Mi sembra strano che un’ordinanza costruita sulla base dei rilevamenti delle centraline che analizzano la qualità dell’aria venga cancellata senza nemmeno dare uno sguardo a quei dati. D’accordo, vento e pioggia possono aver portato qualche miglioramento, ma come fa il sindaco a sapere che la situazione resterà sotto controllo anche nei prossimi giorni? Per me ha avuto troppa fretta. Ha sbagliato». A onor del vero bisogna dire che l’annullamento dell’ultima ordinanza antismog ha fatto tornare in auge quella precedente che vieta la circolazione di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 16,30 ma non allarmatevi amici automobilisti, dal blocco sono escluse le euro 4. In pratica potranno circolare quasi tutte le auto, eccezion fatta per quelle dei poveretti che non si sono potuti permettere un’auto nuova negli ultimi dieci anni: così la situazione tornerà quella abituale e le strade saranno nuovamente aggredite dal traffico. Sui motivi che hanno convinto il sindaco De Magistris a revocare dopo soli tre giorni la poderosa decisione antismog, ieri pomeriggio nei corridoi semideserti di Palazzo San Giacomo c’era chi faceva illazioni. Qualcuno era convinto che sulla decisione di fare dietro front abbia influito in maniera sostanziosa la potente casta dei commercianti. Siamo a un passo dall’ultimo sprint di compere in concomitanza con il giorno dell’Epifania: vietare la circolazione in città avrebbe significato svuotare le casse dei negozi, che proprio sul periodo natalizio costruiscono il castello economico che li sorregge per il resto dell’anno. Le fonti ufficiali del palazzo di città respingono l’illazione: «Il sindaco non accetta pressioni da nessuno, però è vero che i commercianti avrebbero sofferto se il blocco della circolazione fosse andato avanti, come previsto, anche in questi giorni». Alla fine, quel che resta della poderosa azione antismog della città di Napoli, è solo un sabato con duemila controlli alle auto in circolazione e poco più di trecento multe che porteranno nelle casse dell’Amministrazione circa 65mila euro. Chissà come saranno arrabbiati quei napoletani che hanno avuto la contravvenzione, gli unici, veri, beffati. O forse no perché il commissario dell’Arpac Vasaturo ha un dubbio: «Se nei prossimi giorni registreremo ancora veleni nell’aria cosa farà il sindaco? Annullerà l’annullamento dell’ordinanza antismog?». (Paolo Barbuto – Il Mattino)