Rai, sms con bestemmia durante lo show di Capodanno: stretta del dg. L’Osservatore romano: tv pubblica fuori controllo

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Non è la prima volta che in Rai si bestemmia. Nei programmi, ovviamente. Questa volta però l’incidente è diventato un vero casus belli. Un atto di accusa contro la Rai, alla quale non resta che recitare l’atto di dolore. L’Osservatore Romano ha calcato la mano. Ha deciso di non porgere l’altra guancia ma di punire la Rai peccatrice. «L’episodio mostra come la televisione per acquisire una dimensione social a tutti i costi rischi di divenire uno strumento fuori controllo. Con l’alibi dello share», sono parole che vanno lette come un monito pesante, con l’aggravante dell’errore umano che – sempre a giudizio dell’organo della Santa Sede – rivela agli occhi di molti come la bestemmia sia ormai considerata irrilevante, se non accettabile. Ovviamente la croce è finita sulle spalle del direttore generale di viale Mazzini Antonio Campo Dall’Orto. Dopo la pioggia di reazioni ecco che il futuro amministratore delegato ha messo i primi due paletti. Da adesso in poi anche i contenuti interattivi devono essere sotto la responsabilità editoriale del direttore di rete e del capo del programma. Non possono più essere sotto il controllo di Rai Com, la struttura commerciale che è finita nell’occhio del ciclone, a causa dell’errore del software e della svista del controllore di bordo. Sospeso, nonostante sia uno dei più esperti. Tra l’altro il numero uno di viale Mazzini ha anche deciso di aprire un’indagine interna con il capo del personale che dovrà appurare ogni tipo di responsabilità su quanto accaduto nell’ultima notte dell’anno. Il caso rischia di diventare un procedimento audit. L’indice accusatorio è stato puntato sul dipendente di Rai Com. E tuttavia non va dimenticato che l’uomo non può essere considerato come l’unico responsabile, il capro espiatorio di tutta la commedia. I livelli di controllo sono tre. Il primo è a carico del software di Telecom, nel quale convogliano tutti gli sms (anche quelli di altri gestori). Il secondo è quello di Rai Com (la squadra allestita l’altra sera ne ha cancellati a centinaia di messaggi galeotti). Il terzo, quello della pistola fumante, è redazionale, sancito dal regolamento In Box, secondo il quale la Rai si riserva di decidere quali dei messaggi debbano essere mandati in onda. Quindi la colpa – quantomeno – va suddivisa in più parti. Non è stato bello vedere lo scaricabarile del quale si sono resi protagonisti i dirigenti di Raiuno nei confronti della malcapitata Rai Com. Certo il brindisi anticipato di 40 secondi, il finale di Star Wars rivelato, le parolacce e la bestemmia non possono essere considerati come il bello della diretta. La Rai si consola con gli ascolti (a mezzanotte c’erano quasi 9 milioni di telespettatori a seguire la diretta de «L’anno che verrà»), ma la tempesta che si è scatenata non si placherà in tempi brevi. Anche perché a scendere in campo sono stati i politici della commissione di Vigilanza che ora vogliono il direttore generale Campo Dall’Orto in audizione per riferire tutti i particolari sulla vicenda. Carlo Freccero ha spezzato una lancia: «Viviamo la crisi più drammatica di sempre e i nostri politici si occupano di un orologio guasto e di un sms passato in sovrimpressione per errore nello show di Capodanno. Forse abbiamo perso la reale prospettiva delle cose. Faccio appello a Silvio Berlusconi e Matteo Renzi: per il nuovo anno contengano i loro nominati nel cinepanettone ». Quanto al Vaticano: «Bertone voleva la direzione generale… vergogna». Gli altri membri del consiglio di amministrazione hanno chiesto di non strumentalizzare l’accaduto in funzione delle nomine. (Il Mattino) 

Non è la prima volta che in Rai si bestemmia. Nei programmi, ovviamente. Questa volta però l’incidente è diventato un vero casus belli. Un atto di accusa contro la Rai, alla quale non resta che recitare l’atto di dolore. L’Osservatore Romano ha calcato la mano. Ha deciso di non porgere l’altra guancia ma di punire la Rai peccatrice. «L'episodio mostra come la televisione per acquisire una dimensione social a tutti i costi rischi di divenire uno strumento fuori controllo. Con l'alibi dello share», sono parole che vanno lette come un monito pesante, con l’aggravante dell’errore umano che – sempre a giudizio dell’organo della Santa Sede – rivela agli occhi di molti come la bestemmia sia ormai considerata irrilevante, se non accettabile. Ovviamente la croce è finita sulle spalle del direttore generale di viale Mazzini Antonio Campo Dall’Orto. Dopo la pioggia di reazioni ecco che il futuro amministratore delegato ha messo i primi due paletti. Da adesso in poi anche i contenuti interattivi devono essere sotto la responsabilità editoriale del direttore di rete e del capo del programma. Non possono più essere sotto il controllo di Rai Com, la struttura commerciale che è finita nell’occhio del ciclone, a causa dell’errore del software e della svista del controllore di bordo. Sospeso, nonostante sia uno dei più esperti. Tra l’altro il numero uno di viale Mazzini ha anche deciso di aprire un’indagine interna con il capo del personale che dovrà appurare ogni tipo di responsabilità su quanto accaduto nell’ultima notte dell’anno. Il caso rischia di diventare un procedimento audit. L’indice accusatorio è stato puntato sul dipendente di Rai Com. E tuttavia non va dimenticato che l’uomo non può essere considerato come l’unico responsabile, il capro espiatorio di tutta la commedia. I livelli di controllo sono tre. Il primo è a carico del software di Telecom, nel quale convogliano tutti gli sms (anche quelli di altri gestori). Il secondo è quello di Rai Com (la squadra allestita l’altra sera ne ha cancellati a centinaia di messaggi galeotti). Il terzo, quello della pistola fumante, è redazionale, sancito dal regolamento In Box, secondo il quale la Rai si riserva di decidere quali dei messaggi debbano essere mandati in onda. Quindi la colpa – quantomeno – va suddivisa in più parti. Non è stato bello vedere lo scaricabarile del quale si sono resi protagonisti i dirigenti di Raiuno nei confronti della malcapitata Rai Com. Certo il brindisi anticipato di 40 secondi, il finale di Star Wars rivelato, le parolacce e la bestemmia non possono essere considerati come il bello della diretta. La Rai si consola con gli ascolti (a mezzanotte c’erano quasi 9 milioni di telespettatori a seguire la diretta de «L’anno che verrà»), ma la tempesta che si è scatenata non si placherà in tempi brevi. Anche perché a scendere in campo sono stati i politici della commissione di Vigilanza che ora vogliono il direttore generale Campo Dall’Orto in audizione per riferire tutti i particolari sulla vicenda. Carlo Freccero ha spezzato una lancia: «Viviamo la crisi più drammatica di sempre e i nostri politici si occupano di un orologio guasto e di un sms passato in sovrimpressione per errore nello show di Capodanno. Forse abbiamo perso la reale prospettiva delle cose. Faccio appello a Silvio Berlusconi e Matteo Renzi: per il nuovo anno contengano i loro nominati nel cinepanettone ». Quanto al Vaticano: «Bertone voleva la direzione generale… vergogna». Gli altri membri del consiglio di amministrazione hanno chiesto di non strumentalizzare l’accaduto in funzione delle nomine. (Il Mattino)