Cilento: MONTECORVINO ROVELLA. Un arresto, e tre denunce, sequestrati due automezzi,

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MONTECORVINO ROVELLA. Un arresto e tre denunce, sequestrati due automezzi e circa trecento quintali di rifiuti speciali. Un anno fa, sullo stesso terreno, era già stato sequestrato un escavatore che continuava ad operare in danno dell’ambiente e del territorio, violando i sigilli apposti da altre forze di polizia e dal Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri di Salerno, sia su alcuni mezzi già sequestrati circa un anno fa che all’interno di un terreno sottoposto a sequestro in precedenza per analoghe tipologie di reato. Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti e coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, con particolare riguardo alla repressione degli illeciti perpetrati ai danni dell’ambiente e al controllo dei trasporti dei rifiuti provenienti dalle aziende del settore ortofrutticolo e dedite al lavaggio e pulitura dei prodotti agricoli. Le Fiamme Gialle di Salerno hanno effettuato l’intervento repressivo a Montecorvino Rovella. Nel mirino dei finanzieri un imprenditore agricolo della zona che, con la collaborazione di altri due soggetti trasportatori e del concorso di un’azienda d’ortofrutta di Pontecagnano, sversava ripetutamente prodotti provenienti dalla pulizia e dal trattamento di prodotti ortofrutticoli e pomodori. L’imprenditore è stato arrestato. Si tratta di un quarantenne, proprietario del terreno e della cava. I finanzieri hanno acclarato un particolare sistema di frode attuato dall’uomo che, avvalendosi del possesso di un terreno agricolo, lo utilizzava senza alcun tipo di autorizzazione per lo smaltimento di qualsiasi tipo di materiale. Nel caso specifico è stato rinvenuto materiale di scarto del lavaggio dei prodotti ortofrutticoli. Il meccanismo veniva realizzato in maniera fraudolenta e pericolosa per due ordini di motivi: l’imprenditore era già stato raggiunto da provvedimenti sospensivi dell’autorità giudiziaria, con sequestri effettuati dalla polizia. L’uomo utilizzava poi trasportatori compiacenti e con il consenso delle ditte che avevano necessità di smaltire le sostanze pericolose e cercavano di risparmiare sui costi dovuti per lo smaltimento, conferendo “in nero”. L’arresto del colpevole apre il varco a una più forte sorveglianza nell’ambito delle violazioni ambientali. Una trasgressione che si riscontra sempre più spesso e che sovente è rimasta impunita. I controlli, ora più serrati, non daranno scampo a chi viola la norma.

Piero Vistocco Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda

 

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