Farmaci inutilizzati al via le donazioni. Da oggi in sette città inizia la raccolta in farmacia delle medicine non scadu

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L’iniziativa. C’è la scatola mezza piena di antinfiammatori usati solo per qualche giorno. Ci sono le confezioni di betabloccanti quasi del tutto integre. Ma anche decongestionanti nasali, antibatterici, antireumatici, farmaci contro il reflusso o contro l’ulcera che sappiamo di non riprendere prima della loro scadenza. Tutto questo nell’armadietto dei medicinali. Tutte queste confezioni, destinate a essere sprecate e gettate via, potrebbero invece essere utilizzate per fare del bene a chi ne ha più necessità. Possono infatti essere donate. E’ questo lo scopo del progetto “Recupero farmaci validi non scaduti”, promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus (www.bancofarmaceutico. org). Partita da Roma, oggi l’iniziativa è diffusa in altre città italiane (Milano, Varese, Monza Brianza, Mantova, Rimini, Macerata e Torino). Una risposta al crescente bisogno di farmaci denunciato dalle associazioni di volontariato. Un sistema che consente di evitare lo spreco di tonnellate di farmaci ancora validi. Circa il 30% di quelli prescritti. I controllli. Il “meccanismo” del progetto è semplice ed efficace. «All’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa – spiega Leonardo Taglianetti, delegato della Fondazione Banco Farmaceutico di Roma – si trovano appositi contenitori di raccolta contrassegnati in cui poter mettere i farmaci donati di cui non si ha più bisogno. La donazione è assistita da un farmacista che valuta l’integrità della confezione e che verifica la data di scadenza, la quale non deve essere inferiore agli otto-sei mesi». Sono invece esclusi dalla raccolta i farmaci che devo essere tenuti in frigo, quelli ospedalieri (fascia H) e quelli appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti. A loro volta gli enti caritatevoli, come la Croce Rossa Italiana o la Caritas, vanno nelle farmacie dove si fa la raccolta e prendono le medicine di cui hanno bisogno. Quelle non utilizzate vengono registrate in un sistema informatico, che può essere consultato dai diversi enti nel momento del bisogno, cioè quando cercano un farmaco specifico per una persona che non può permettersi di acquistarlo. Grazie a questo canale nel 2015 sono state raccolte oltre 49mila confezioni. Il fabbisogno. «Nella Capitale, dal 2013 a oggi – riferisce Taglianetti – abbiamo raccolto all’incirca 47mila confezioni per un valore che supera li 600mila euro». Il prossimo 13 febbraio appuntamento per la Giornata di Raccolta del Farmaco: è possibile acquistare medicinali di automedicazione e donarli. Nella giornata del 2015 sono stati contati oltre 360mila farmaci in tutti Italia. Tuttavia, per quanto siano soddisfacenti i risultati raggiunti il fabbisogno è in continua crescita e difficilmente si riesce a soddisfarlo. Quest’anno sarebbero ben 405.423 le persone, italiane e straniere, che non possono acquistare un farmaco, il 6,4% in più rispetto allo scorso anno. Le malattie che più colpiscono coloro che non possono permettersi l’acquisto sono quelle respiratorie, cardiovascolari e gastrointestinali. «Il nostro obiettivo – conclude Taglianetti – è quello di coinvolgere nell’iniziativa più farmacie possibili: aumentare la raccolta significa dare un valore ai medicinali validi inutilizzati». (Valentina Arcovio – Il Mattino) 

L’iniziativa. C’è la scatola mezza piena di antinfiammatori usati solo per qualche giorno. Ci sono le confezioni di betabloccanti quasi del tutto integre. Ma anche decongestionanti nasali, antibatterici, antireumatici, farmaci contro il reflusso o contro l'ulcera che sappiamo di non riprendere prima della loro scadenza. Tutto questo nell’armadietto dei medicinali. Tutte queste confezioni, destinate a essere sprecate e gettate via, potrebbero invece essere utilizzate per fare del bene a chi ne ha più necessità. Possono infatti essere donate. E' questo lo scopo del progetto “Recupero farmaci validi non scaduti”, promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus (www.bancofarmaceutico. org). Partita da Roma, oggi l’iniziativa è diffusa in altre città italiane (Milano, Varese, Monza Brianza, Mantova, Rimini, Macerata e Torino). Una risposta al crescente bisogno di farmaci denunciato dalle associazioni di volontariato. Un sistema che consente di evitare lo spreco di tonnellate di farmaci ancora validi. Circa il 30% di quelli prescritti. I controllli. Il “meccanismo” del progetto è semplice ed efficace. «All'interno delle farmacie che aderiscono all'iniziativa – spiega Leonardo Taglianetti, delegato della Fondazione Banco Farmaceutico di Roma – si trovano appositi contenitori di raccolta contrassegnati in cui poter mettere i farmaci donati di cui non si ha più bisogno. La donazione è assistita da un farmacista che valuta l'integrità della confezione e che verifica la data di scadenza, la quale non deve essere inferiore agli otto-sei mesi». Sono invece esclusi dalla raccolta i farmaci che devo essere tenuti in frigo, quelli ospedalieri (fascia H) e quelli appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti. A loro volta gli enti caritatevoli, come la Croce Rossa Italiana o la Caritas, vanno nelle farmacie dove si fa la raccolta e prendono le medicine di cui hanno bisogno. Quelle non utilizzate vengono registrate in un sistema informatico, che può essere consultato dai diversi enti nel momento del bisogno, cioè quando cercano un farmaco specifico per una persona che non può permettersi di acquistarlo. Grazie a questo canale nel 2015 sono state raccolte oltre 49mila confezioni. Il fabbisogno. «Nella Capitale, dal 2013 a oggi – riferisce Taglianetti – abbiamo raccolto all'incirca 47mila confezioni per un valore che supera li 600mila euro». Il prossimo 13 febbraio appuntamento per la Giornata di Raccolta del Farmaco: è possibile acquistare medicinali di automedicazione e donarli. Nella giornata del 2015 sono stati contati oltre 360mila farmaci in tutti Italia. Tuttavia, per quanto siano soddisfacenti i risultati raggiunti il fabbisogno è in continua crescita e difficilmente si riesce a soddisfarlo. Quest'anno sarebbero ben 405.423 le persone, italiane e straniere, che non possono acquistare un farmaco, il 6,4% in più rispetto allo scorso anno. Le malattie che più colpiscono coloro che non possono permettersi l’acquisto sono quelle respiratorie, cardiovascolari e gastrointestinali. «Il nostro obiettivo – conclude Taglianetti – è quello di coinvolgere nell'iniziativa più farmacie possibili: aumentare la raccolta significa dare un valore ai medicinali validi inutilizzati». (Valentina Arcovio – Il Mattino)