Emergenza smog, il blocco delle auto si rivela un flop ed il livello di polveri sottili resta oltre i limiti

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È necessario, sostengono alcuni. È inutile, ribattono altri. Di certo non basta: le targhe alterne non ripuliscono l’aria di Roma e dopo il primo giorno a traffico limitato resta alto l’allarme smog. Il bollettino giornaliero fornito dall’Arpa è impietoso, lunedì il limite giornaliero di concentrazione delle polveri sottili è stato superato in 11 centraline su 13, con i picchi di Cinecittà (92 microgrammi per metro cubo) e Tiburtina (76). «Se non arriveranno i giusti provvedimenti da parte del commissario Francesco Paolo Tronca, oggi presenteremo un esposto alla Procura per denunciarlo», annunciano i Verdi. Il premier Matteo Renzi contrattacca: «Sembra che siamo passati dal “piove governo ladro”, al “non piove governo killer”. L’Italia ha ridotto le emissioni negli ultimi 25 anni di almeno un quarto rispetto al 1990. Non tutti i Paesi europei hanno fatto la stessa cosa». Impegno encomiabile, dicono i Verdi, ma l’aria è avvelenata e le contromisure adottate a Roma non sono all’altezza. «Servono il blocco totale del traffico, più ciclabili e il divieto ai suv. Inoltre si potrebbero creare degli hub per il trasporto delle merci nel centro della città utilizzando, però, i mezzi elettrici», afferma il Verde Gianfranco Mascia. Il traffico contingentato tuttavia non ha fallito solo a Roma, ma anche nelle città in cui il blocco è stato totale. Il record è di Cassino, dove le polveri sottili hanno raggiunto il picco di 172 microgrammi, più del triplo della soglia di legge, e a Milano la concentrazione di pm10 è salita rispetto a domenica, attestandosi tra 60 e 67 microgrammi e sforando in tre centraline. Pare una beffa il dato di Busto Arsizio, città del varesotto dove non è stato attuato alcuno stop: domenica era maglia nera in Lombardia con 126 microgrammi, ieri è scesa a 75. «Questo forse vuol dire che il pm10 non dipende dalle auto che circolano?», ironizza il segretario della Lega Matteo Salvini. Ma per Arpa e Comune è superficiale trarre conclusioni parziali: «Le valutazioni vanno fatte solo dopo le tre giornate di stop». Anche se è chiaro a tutti che non basta lasciare le auto qualche ora in garage per salvare le città che soffocano. E la questione non è procrastinabile: nelle zone più inquinate di Roma, come l’Aurelia, si registra un aumento della mortalità del 7%. I Verdi hanno stilato un rapporto: «In Italia nel 2012 sono stati 84.400 i casi di morti premature per avvelenamento dell’aria, su un totale di 491.000 in Europa. In questa drammatica classifica, tra i 28 Paesi della Ue siamo quello con il numero di decessi per smog più alto». E, al contempo, con la peggior dotazione di mezzi pubblici: la Capitale, rileva Legambiente, ha una media di 0,077 km di metropolitane, linee suburbane e tram ogni 1.000 abitanti. Però batte tutti per possesso di automobili, 71 ogni 100 abitanti, mentre a Berlino sono 35 e a Londra 36. Un numero di macchine che, se messe in fila, arriverebbero a New York per poi tornare nella Capitale. In questo mare di auto, spiega l’epidemiologo Francesco Forastiere, «le targhe alterne non tagliano le emissioni del 50% ma solo del 10-15% a causa dell’ampio intervallo in cui ogni veicolo può circolare liberamente». I due giorni di restrizioni in ogni caso sono finiti, da oggi a Roma auto di nuovo in strada a eccezione dei veicoli più inquinanti. E Sel chiede all’Atac uno sforzo in più: «Mettere subito in circolazione i 52 minibus elettrici da mesi nei depositi per manutenzione». (Claudia Guasco – Il Mattino) 

È necessario, sostengono alcuni. È inutile, ribattono altri. Di certo non basta: le targhe alterne non ripuliscono l'aria di Roma e dopo il primo giorno a traffico limitato resta alto l'allarme smog. Il bollettino giornaliero fornito dall'Arpa è impietoso, lunedì il limite giornaliero di concentrazione delle polveri sottili è stato superato in 11 centraline su 13, con i picchi di Cinecittà (92 microgrammi per metro cubo) e Tiburtina (76). «Se non arriveranno i giusti provvedimenti da parte del commissario Francesco Paolo Tronca, oggi presenteremo un esposto alla Procura per denunciarlo», annunciano i Verdi. Il premier Matteo Renzi contrattacca: «Sembra che siamo passati dal “piove governo ladro”, al “non piove governo killer”. L'Italia ha ridotto le emissioni negli ultimi 25 anni di almeno un quarto rispetto al 1990. Non tutti i Paesi europei hanno fatto la stessa cosa». Impegno encomiabile, dicono i Verdi, ma l'aria è avvelenata e le contromisure adottate a Roma non sono all'altezza. «Servono il blocco totale del traffico, più ciclabili e il divieto ai suv. Inoltre si potrebbero creare degli hub per il trasporto delle merci nel centro della città utilizzando, però, i mezzi elettrici», afferma il Verde Gianfranco Mascia. Il traffico contingentato tuttavia non ha fallito solo a Roma, ma anche nelle città in cui il blocco è stato totale. Il record è di Cassino, dove le polveri sottili hanno raggiunto il picco di 172 microgrammi, più del triplo della soglia di legge, e a Milano la concentrazione di pm10 è salita rispetto a domenica, attestandosi tra 60 e 67 microgrammi e sforando in tre centraline. Pare una beffa il dato di Busto Arsizio, città del varesotto dove non è stato attuato alcuno stop: domenica era maglia nera in Lombardia con 126 microgrammi, ieri è scesa a 75. «Questo forse vuol dire che il pm10 non dipende dalle auto che circolano?», ironizza il segretario della Lega Matteo Salvini. Ma per Arpa e Comune è superficiale trarre conclusioni parziali: «Le valutazioni vanno fatte solo dopo le tre giornate di stop». Anche se è chiaro a tutti che non basta lasciare le auto qualche ora in garage per salvare le città che soffocano. E la questione non è procrastinabile: nelle zone più inquinate di Roma, come l'Aurelia, si registra un aumento della mortalità del 7%. I Verdi hanno stilato un rapporto: «In Italia nel 2012 sono stati 84.400 i casi di morti premature per avvelenamento dell'aria, su un totale di 491.000 in Europa. In questa drammatica classifica, tra i 28 Paesi della Ue siamo quello con il numero di decessi per smog più alto». E, al contempo, con la peggior dotazione di mezzi pubblici: la Capitale, rileva Legambiente, ha una media di 0,077 km di metropolitane, linee suburbane e tram ogni 1.000 abitanti. Però batte tutti per possesso di automobili, 71 ogni 100 abitanti, mentre a Berlino sono 35 e a Londra 36. Un numero di macchine che, se messe in fila, arriverebbero a New York per poi tornare nella Capitale. In questo mare di auto, spiega l'epidemiologo Francesco Forastiere, «le targhe alterne non tagliano le emissioni del 50% ma solo del 10-15% a causa dell'ampio intervallo in cui ogni veicolo può circolare liberamente». I due giorni di restrizioni in ogni caso sono finiti, da oggi a Roma auto di nuovo in strada a eccezione dei veicoli più inquinanti. E Sel chiede all'Atac uno sforzo in più: «Mettere subito in circolazione i 52 minibus elettrici da mesi nei depositi per manutenzione». (Claudia Guasco – Il Mattino) 

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