Ravello grande concerto di Bennato all’ Auditorium Oscar Niemeyer , applausi per “EDO” FOTO

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Ravello grande concerto di Bennato all’ Auditorium Oscar Niemeyer . Il cantautore EDO ha avuto una marea di applausi venuto in Costiera amalfitana prima del concerto di Capodanno con i Negroamaro.  Quella di Edoardo Bennato è una storia lunga, gloriosa, ispirata, fatta da diciotto album che sono a pieno titolo nella storia della musica italiana. Bennato ha nel curriculum momenti di successo straordinari con album best seller (Burattino senza fili, Uffa, Uffa, e Sono solo canzonette, giusto per citarne tre) e momenti di minor visibilità a dispetto di dischi sempre qualitativamente alti. “Ci sono stati anni in cui vendevo più di chiunque altro, eppure i giornali nazional-popolari di grande tiratura non mi hanno mai messo in copertina” racconta. Pronti a salpare, l’ultimo disco, è entrato nella Top Ten. Un gran bell’album fatto di canzoni con un peso specifico, lontane anni luce dalla vacuità della gran parte della musica italiana in classifica. Noi di Panorama.it lo abbiamo inserito nella nostra chart di fine anno tra i 15 da non perdere del 2015. “Diciamo la verità: se parliamo di rock e di musica d’autore non è che in giro si sentano cose straordinarie…” ci dice Edoardo. Un tuffo nel passato: non tutti ricordano chi ha riaperto gli stadi alla musica in Italia dopo le contestazioni degli anni Settanta. Ebbene sì, c’ero io al San Paolo nel 1978, c’ero io a San Siro nel 1980 davanti a settantamila spettatori. A seguire venne un tour con quindici concerti negli stadi, un giorno sul palco e un giorno di stop. Tutto organizzato in autonomia con le persone del mio staff senza multinazionali alle spalle. Adesso sono cambiati i tempi e molte soddisfazioni me le tolgo riempiendo i palazzetti in Germania e in Svizzera. Ogni volta che ci torno mi chiedono di aggiungere date… In Pronti a salpare, torna il concetto dell’isola, ma questa volta con un’accezione diversa. Io vorrei per te è una canzone che ho scritto pensando a mia figlia di dieci anni. Ovvio il riferimento a L’isola che non c’è. Un tempo sembrava affascinante immaginare un posto che non esisteva, credere in un’utopia. Oggi, però abbiamo bisogno di concretezza, di un’isola dove approdare nella realtà. Nel brano La calunnia è un venticello canti: “La calunnia è un venticello ma in un lampo diventa una tempesta e produce un’esplosione come un colpo di cannone un terremoto che fa tremare un tumulto generale, che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato, avvilito, calpestato, sotto il pubblico flagello va a crepar”… Basti pensare allae vicende di Enzo Tortora e Mia Martini. Le voci, le indiscrezioni e le cattiverie possono fare male, molto male, a volte possono anche uccidere: è una delle tante canzoni del mio percorso in cui emerge la mia passione per l’opera. Avevo anche scritto un pezzo per Luciano Pavarotti, Non è bello ciò che è bello, ma non l’ha mai inciso. Pronti a salpare è un titolo strettamente connesso con il tempo che stiamo vivendo… Dobbiamo tutti e dico tutti sentirci pronti a salpare, anche noi occidentali. Ci vuole uno scatto, un guizzo che ci faccia comprendere che apperteniamo tutti alla stessa famiglia, la Famiglia Umana. Quest’anno ho portato ad Expo una mia mostra di quadri, In cammino. Ho dipinto pensando ai venditori abusivi sulle nostre spiagge, simboli viventi di un’umanità sofferente che cerca di salvarsi. Quella mostra rappresenta il cammino della famiglia umana che nel corso di un lungo itinerario latitudinale ha visto modificarsi anche il colore della pelle in relazione al clima. Veniamo al brano Il mio nome è Lucignolo. L’ho scritto per un musical, Burattini senza fili, che va in scena al teatro Brancaccio di Roma a metà febbraio e agli Arcimboldi di Milano a marzo. Sono partito proprio dal nome Lucignolo per arrivare a immaginare un P.R. che che illumina la via a chi si dirige verso un rave party. Un P.R. folle che conduce Pinocchio e tutti gli altri allo scatafascio nel Paese dei Balocchi.

Ravello grande concerto di Bennato all' Auditorium Oscar Niemeyer . Il cantautore EDO ha avuto una marea di applausi venuto in Costiera amalfitana prima del concerto di Capodanno con i Negroamaro.  Quella di Edoardo Bennato è una storia lunga, gloriosa, ispirata, fatta da diciotto album che sono a pieno titolo nella storia della musica italiana. Bennato ha nel curriculum momenti di successo straordinari con album best seller (Burattino senza fili, Uffa, Uffa, e Sono solo canzonette, giusto per citarne tre) e momenti di minor visibilità a dispetto di dischi sempre qualitativamente alti. "Ci sono stati anni in cui vendevo più di chiunque altro, eppure i giornali nazional-popolari di grande tiratura non mi hanno mai messo in copertina" racconta. Pronti a salpare, l'ultimo disco, è entrato nella Top Ten. Un gran bell'album fatto di canzoni con un peso specifico, lontane anni luce dalla vacuità della gran parte della musica italiana in classifica. Noi di Panorama.it lo abbiamo inserito nella nostra chart di fine anno tra i 15 da non perdere del 2015. "Diciamo la verità: se parliamo di rock e di musica d'autore non è che in giro si sentano cose straordinarie…" ci dice Edoardo. Un tuffo nel passato: non tutti ricordano chi ha riaperto gli stadi alla musica in Italia dopo le contestazioni degli anni Settanta. Ebbene sì, c'ero io al San Paolo nel 1978, c'ero io a San Siro nel 1980 davanti a settantamila spettatori. A seguire venne un tour con quindici concerti negli stadi, un giorno sul palco e un giorno di stop. Tutto organizzato in autonomia con le persone del mio staff senza multinazionali alle spalle. Adesso sono cambiati i tempi e molte soddisfazioni me le tolgo riempiendo i palazzetti in Germania e in Svizzera. Ogni volta che ci torno mi chiedono di aggiungere date… In Pronti a salpare, torna il concetto dell'isola, ma questa volta con un'accezione diversa. Io vorrei per te è una canzone che ho scritto pensando a mia figlia di dieci anni. Ovvio il riferimento a L'isola che non c'è. Un tempo sembrava affascinante immaginare un posto che non esisteva, credere in un'utopia. Oggi, però abbiamo bisogno di concretezza, di un'isola dove approdare nella realtà. Nel brano La calunnia è un venticello canti: "La calunnia è un venticello ma in un lampo diventa una tempesta e produce un’esplosione come un colpo di cannone un terremoto che fa tremare un tumulto generale, che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato, avvilito, calpestato, sotto il pubblico flagello va a crepar"… Basti pensare allae vicende di Enzo Tortora e Mia Martini. Le voci, le indiscrezioni e le cattiverie possono fare male, molto male, a volte possono anche uccidere: è una delle tante canzoni del mio percorso in cui emerge la mia passione per l'opera. Avevo anche scritto un pezzo per Luciano Pavarotti, Non è bello ciò che è bello, ma non l'ha mai inciso. Pronti a salpare è un titolo strettamente connesso con il tempo che stiamo vivendo… Dobbiamo tutti e dico tutti sentirci pronti a salpare, anche noi occidentali. Ci vuole uno scatto, un guizzo che ci faccia comprendere che apperteniamo tutti alla stessa famiglia, la Famiglia Umana. Quest'anno ho portato ad Expo una mia mostra di quadri, In cammino. Ho dipinto pensando ai venditori abusivi sulle nostre spiagge, simboli viventi di un’umanità sofferente che cerca di salvarsi. Quella mostra rappresenta il cammino della famiglia umana che nel corso di un lungo itinerario latitudinale ha visto modificarsi anche il colore della pelle in relazione al clima. Veniamo al brano Il mio nome è Lucignolo. L'ho scritto per un musical, Burattini senza fili, che va in scena al teatro Brancaccio di Roma a metà febbraio e agli Arcimboldi di Milano a marzo. Sono partito proprio dal nome Lucignolo per arrivare a immaginare un P.R. che che illumina la via a chi si dirige verso un rave party. Un P.R. folle che conduce Pinocchio e tutti gli altri allo scatafascio nel Paese dei Balocchi.