Vandali a Capri buttate giù le panchine del belvedere di Tragara

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Un atto vandalico in uno dei luoghi cult di Capri, il belvedere di Tragara, da cui si apre un panorama mozzafiato sul mare azzurro e sui celebri Faraglioni. Là dove nacque il testo di “Luna Caprese”, uno dei maggiori successi di Peppino Di Capri. Due delle quattro panchine di uno dei piazzali più belli al mondo sono state dapprima divelte e poi lanciate nel dirupo sottostante, a pochi metri proprio dai Faraglioni. Un episodio avvenuto durante la notte e sul quale indagano ora i carabinieri, coordinati dal luogotenente Pietro Bernardo e allertati dal sindaco di Capri, Gianni De Martino, che ha denunciato l’atto anche attraverso Facebook. E che non nasconde la sua amarezza: “Si tratta di un episodio gravissimo, tanto più in un luogo simbolo dell’isola. Una violenza nei confronti del territorio, un danno anche per la sua vasta eco. Ci siamo già attivati per l’individuazione dei responsabili, credo si tratti comunque di una ragazzata”. I militari dell’Arma visioneranno le immagini delle telecamere a circuito chiuso degli esercizi commerciali del dedalo di stradine che conduce al belvedere. “Ma la nostra intenzione non è una punizione esemplare. – spiega il primo cittadino di Capri – Vogliamo, piuttosto, far loro comprendere che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in un atto del genere. Educare, più che punire”. Nel frattempo, tuttavia, le due panchine sono state recuperate e reinstallate: tornano così, nel breve volgere di qualche ora, a far parte dell’arredo urbano di questo angolo suggestivo di Capri. “Certo, stiamo pensando a integrare il sistema di videosorveglianza di questa e di altre zone del nostro Comune”, fa spallucce il sindaco. Del resto, il caso di queste ore va ad inserirsi in una scia inquietante: lo scorso aprile fu distrutta la porta di ingresso di una boutique all’inizio di via Le Botteghe, qualche giorno prima fioriere divelte e vetrine danneggiate. I commercianti, all’epoca dei fatti, lamentarono la pericolosa deriva, testimoniata anche dalle scritte contro le forze dell’ordine con cui fu deturpata, poco più di un anno fa, la stele di Lenin. “Non sono sintomi di un malessere diffuso tra i giovani, ma casi sporadici sui quali intervenire”, taglia però corto De Martino. “Sono rammaricato, ma è un atto stupido che nulla toglie alla magìa e all’incanto di questo luogo”, chiosa Peppino Di Capri. La Repubblica

Un atto vandalico in uno dei luoghi cult di Capri, il belvedere di Tragara, da cui si apre un panorama mozzafiato sul mare azzurro e sui celebri Faraglioni. Là dove nacque il testo di “Luna Caprese”, uno dei maggiori successi di Peppino Di Capri. Due delle quattro panchine di uno dei piazzali più belli al mondo sono state dapprima divelte e poi lanciate nel dirupo sottostante, a pochi metri proprio dai Faraglioni. Un episodio avvenuto durante la notte e sul quale indagano ora i carabinieri, coordinati dal luogotenente Pietro Bernardo e allertati dal sindaco di Capri, Gianni De Martino, che ha denunciato l’atto anche attraverso Facebook. E che non nasconde la sua amarezza: “Si tratta di un episodio gravissimo, tanto più in un luogo simbolo dell’isola. Una violenza nei confronti del territorio, un danno anche per la sua vasta eco. Ci siamo già attivati per l’individuazione dei responsabili, credo si tratti comunque di una ragazzata”. I militari dell’Arma visioneranno le immagini delle telecamere a circuito chiuso degli esercizi commerciali del dedalo di stradine che conduce al belvedere. “Ma la nostra intenzione non è una punizione esemplare. – spiega il primo cittadino di Capri – Vogliamo, piuttosto, far loro comprendere che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in un atto del genere. Educare, più che punire”. Nel frattempo, tuttavia, le due panchine sono state recuperate e reinstallate: tornano così, nel breve volgere di qualche ora, a far parte dell’arredo urbano di questo angolo suggestivo di Capri. “Certo, stiamo pensando a integrare il sistema di videosorveglianza di questa e di altre zone del nostro Comune”, fa spallucce il sindaco. Del resto, il caso di queste ore va ad inserirsi in una scia inquietante: lo scorso aprile fu distrutta la porta di ingresso di una boutique all’inizio di via Le Botteghe, qualche giorno prima fioriere divelte e vetrine danneggiate. I commercianti, all’epoca dei fatti, lamentarono la pericolosa deriva, testimoniata anche dalle scritte contro le forze dell’ordine con cui fu deturpata, poco più di un anno fa, la stele di Lenin. “Non sono sintomi di un malessere diffuso tra i giovani, ma casi sporadici sui quali intervenire”, taglia però corto De Martino. “Sono rammaricato, ma è un atto stupido che nulla toglie alla magìa e all’incanto di questo luogo”, chiosa Peppino Di Capri. La Repubblica