All’insegna di poesia in “Poetando sotto le luci di Natale 2015”

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Il 21 dicembre 2015, alle ore 10,00 nella sala Bottiglieri di palazzo Sant’Agostino, a Salerno, città delle luci d’artista, si è svolta la premiazione dell’evento annuale del concorso”Poetando sotto le luci di Natale”quest’anno alla sua seconda edizione e come per le luci d’artista vengono dall’Italia e anche da altre parti del mondo, così anche per questa manifestazione, infatti ci sono state poesie in francese, georgiano, inglese e vernacolo. Questo concorso letterario è stato organizzato dall’Associazione culturale Onlus “Iolanda”in collaborazione con la prof/ssa Maria Marsicano e l’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno. Scrupoloso il lavoro della giuria formata dal Presidente dottor Carlo Di Legge: filosofo, filologo, poeta, saggista, originario della regione Puglia, dottoressa Mirella Amato, dirigente dell’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno, nonché salernitana, professoressa Rossella Pesiri, originaria di Avellino, dottor Eugenio Sorrentino, giornalista di Bergamo e direttore di Orbiternews notiziario spaziale, dottor Antonello Novellino, regista internazionale, di origine salernitana, la pittrice Anna De Rosa, nativa di Buccino. Presentatrice la costumista e stilista salernitana Iole Capparrone, che con garbo ha condotto l’evento attestando nuovamente la sua bravura anche in campo giornalistico nell’esporre il filo conduttore del favoloso connubio di arte e poesia. Le opere con cui sono stati premiati i vincitori del primo posto sono delle preziose chine dell’artista lucano Pasquale Zamparella che con le sue immagini della civiltà contadina fa rivivere il passato e una cultura autentica, che sembra lontana, ma non lo è affatto. ( Questa cultura è molto cara e sacra alla professoressa Maria Marsicano, che nell’Istituto Comprensivo Calcedonia ha organizzato il museo della storia ). I vincitori del secondo posto, non previsto dal bando, ma voluto dalla giuria hanno ricevuto dei quadri a tema libero realizzati da Assunta Trotta, Pasquale Ernesto Pisani, Mazzariello Chiara, Grieco Roberta e Bakas Kleoniki, alunni del professore e artista Pasquale Petrucci, che ancora non hanno superato il loro grande maestro, ma si nota che c’è la sua indelebile impronta. I numerosi terzi posti e terzi posti ex aequo hanno ricevuto un attestato di merito. Un fuori programma singolare e piacevole è stata la premiazione effettuata dall’artista in erba Assunta Trotta, che trovandosi in sala per la premiazione di una sua poesia è stata chiamata a sorpresa dalla presentatrice Iole Capparrone, per far consegnare da lei a Vincenza Mele, vincitrice del secondo posto sezione scuola secondaria di primo grado, il quadro in cui aveva dipinto un bel uccellino, lei non si è affatto persa d’animo, ma ha eseguito anche questo compito con la compitezza che la contraddistingue. Le poesie e i giudizi di questo concorso sono i seguenti:
Sezione adulti

III classicato Salvatore Maenza
II classificato Olimpia Orlando Miele
I classificato Jacopo Curi

Jacopo Curi Sez. adulti I classificato
I moti delle variazioni

Nato da una nota bemolle,
disegnato con morbida grafite
su sfondo di campagna, vissi in terza
persona che quasi non percepivo.

Ero un soffio quando vidi il mare
credendo fosse sostanza del cielo.
Concepire tanto non m’appartiene
come il tepore novembrino delle colline.

Crebbi al ritmo della natura percependo
coi sensi più assopiti ogni variazione
delle stagioni e l’attardarsi contemplativo
dell’imbrunire, crepuscolo forestiero.

Fluire piacente che ossidava i rizomi
nella conca tra l’Adriatico e i Sibillini,
focolare di solitudini e la cieca compagnia
della solita notte alla finestra.

Coriandoli silvestri prima della goccia
di stalattite, corolle di primavera e daltonismi
da sfumatura, poi il travolgere dell’afa
e la prima lucciola anticipava la mietitura.

Sdraiato fra l’ottone delle balle di fieno
preziose che una gazza le avrebbe rubate,
solo fosse stata un gigante, sparivo nell’odore
di falciato, pregno di letame e paglia agrodolci.

Tutto è ormai una venatura scolpita
nelle meningi e un cibo per la vecchiaia sarebbe
adesso, morire di fanciullezza. Mentre diventavo
uomo sentivo le piante respirare.

La poesia di Jacopo Curi colpisce immediatamente perché pare l’effetto di una maniera autentica, del tutto sua e dunque singolare, di percepire e di intendere il mondo e la vita. Tale maniera è intensa e toccante. Non si presenta un solo verso, nelle quartine, che non ci regali un’immagine sorprendente e molto appropriata, che perciò sposta le nostre solite e pigre maniere di pensare e concepire, al contempo rivelando qualcosa che non sapevamo, ma che sembrava attenderci. Questa è difatti una delle dimensioni più pure e autentiche della poesia: per tale motivo si ritiene di classificare tali versi al primo posto della sezione.

Olimpia Orlando Miele Sez. adulti II classificata

Buon Viaggio

Così sei partita, andata!
Ed è come un innaturale, statico mare,
nel quale mi specchio e non mi riconosco,
nel quale vorrei leggere il futuro per rincuorarmi.
Così sei partita, figlia, andata,
ed è per me un’altra data.
Un doloroso passaggio!

Correvo, correvo ti rincorrevo come da bambine
ma è il mondo che rallenta per me, ed io scendo
Tu, acceleri, se pure spaesata, pioniera del tuo presente.
Io più piccola, fragile, lenta nell’afferrare l’attimo
Le nostre mani si sono sfiorate, salutandoci,
e nel mio ventre è come un fiore reciso per davvero.
Mi rasserena una sola certezza,
navigherai mari, attraverserai deserti,
scoprirai miserie umane sotto scrigni dorati
e tanta bontà nella semplicità d’animo.

Figlia, scoprirai che tra i tuoi preziosi
c’è l’amore di una madre che aspetta.
Nulla eguaglierà la felicità
che proverai nel riabbracciarla.
E quel ritrovarsi varrà per una vita intera.
La poesia di Olimpia Orlando Miele riguarda il tema della separazione della figlia dalla madre, per via della partenza che s’intuisce dovuta a lavoro. La partenza viene intesa alla stregua di una seconda nascita – come si può ben comprendere, quando il giovane parte per luoghi lontani – e dunque come un secondo distacco, dopo un lungo periodo di vita assieme alla madre. Tale distacco viene vissuto con grande intesità emotiva e viene presentato con immagini piuttosto incisive. Per tali motivi si ritiene di classificare la poesia al secondo posto nella sezione adulti.

Salvatore Maenza Sez. adulti III classificato
Vite a perdere
Batte e ribatte l’onda
Su visi già provati
Stracci di vita a perdere
Su una barca stipata.
Gocce di acqua e fiele
Su volti schiaffeggiati,
su ferite mai sanate,
su infanzie negate.
Vola sulla cresta e l’onda
Con le ali del furore,
urla con il suo fragore,
si gonfia, s’infrange e muore.
Occhi di pianto accesi
Dentro la notte buia,
cuore che batte in gola
vinto dalla paura.
Selva di mani al cielo,
flebili fiamme al vento,
storie, di ignoti uomini,
che nessuno mai saprà.
Ora giace sul fondo
La sagoma spettrale,
la speranza di un sogno
fu vano e fu letale.

I versi di Maenza, come anche altri, hanno il merito affacciarsi su di una terribile questione del nostro tempo, quella dei migranti. Meglio di altri, essi riguardano l’argomento con una certa forza. Prospettano con proprietà di parola i temi del valore della vita umana che viene di continuo affermato per quanto negato e il dramma delle storie individuali, per sempre ignote, di paura e di morte. Per tali motivi si ritiene la poesia degna di menzione, classificandola al terzo posto

Sezione scuola primaria

III classificato “Se io fossi la maga di Natale” Fabiola Lo Casto Classe IV A della Scuola primaria “Calcedonia” di Salerno
II classificato “Inverno” Plesso “18 Agosto 1860” dell’ I.C. “Torraca- Bonaventura” di Potenza
I classificato ex aequo “Ammazzo il tempo girando” di Kmimi Amin Classe VB della scuola primaria di Appignano (MC),

I classificato “Gesù” Classe terza A della Scuola primaria “Calcedonia” di Salerno

III classificato Fabiola Lo Casto Classe IV A della Scuola primaria “Calcedonia” di Salerno

Se io fossi la maga di Natale
andrei in tutte le case
non solo a portare doni e regali
ma a portare quel calore
che ti può uscire solo dal cuore
che non solo ti riscalda
ma che ti fa entrare
l’anima nello spirito del Natale.
Se io fossi la maga di Natale
in piazza me ne andrei
e quell’albero di Natale alto e artificiale
lo sostituirei
con un alberello
piccolo , onesto più che mai
e quando lo guardi
ti accorgi che tu sei come me
e che io sono come te.

La poesia si segnala perché, all’interno di una costruzione sintattica molto semplice ma sempre efficace, riesce a trasmettere senza alcuna retorica caldi e sempre attuali sentimenti di umanità. Viene considerata come terza classificata per la sezione scuola primaria.

II classificato Plesso “18 Agosto 1860” dell’ I.C. “Torraca- Bonaventura” di Potenza

INVERNO

Rumore del vento che sfiora la nostra pelle,
rumore della pioggia che picchietta i vetri,
rumore delle foglie secche calpestate,
rumore della legna che scoppietta nel fuoco,
rumore dei bimbi che giocano nella neve,
rumore delle zampogne che, con le loro dolci melodie,
allietano le strade piene di addobbi colorati.
Questa è la meravigliosa musica dell’ inverno
che preannuncia il Natale.

La poesia è costruita sulla ripetizione di una parola come “rumore” che, posta all’inizio di sei versi su nove, regge poi differenti cause del rumore, ma tutte riguardanti l’imminenza della festività del Natale. La si considera come un esempio della semplicità e dell’efficacia, del tutto priva di retorica, del sentire poesia, e del farla. Viene pertanto classificata al secondo posto della sezione scuola primaria.

I classificata III A Istituto Comprensivo Calcedonia Salerno
Gesù
Gesù sai che quaggiù
non si comprende niente più.
I mari, i monti che tu ci hai donato
sono un ricordo del passato.
I tuoi fratelli, da te tanto amati,
sono nemici dichiarati.
Gesù Bambino con tutto il tuo amore
trasforma il mondo in un solo cuore.
Siamo solo bambini
e in questo Natale
così ti preghiamo:
“Sferra l’attacco finale
e distruggi ogni male”.

Una poesia che nella sua semplicità riguarda, come guardate dagli occhi e dalla mente di un bambino, da lontano una serie di questioni e di problemi che toccano il mondo contemporaneo. L’appello a Gesù richiama la presenza del motivo religioso come elemento della speranza.

I classificato ex aequo

Kmimi Amin Classe VB della scuola primaria di Appignano (MC),

Ammazzo il tempo girando
Mai in cerca di amici
In cerca di adrenalina.
Non è facile socializzare.

Kimi Raikkonen pilota come me
Mai tocco terra, sempre in volo,
Importante la lucidità
Mai mi schianterò.
Impertinente passavo, non rallentavo.

Del tutto diversa dalle altre, e molto autentica, questa poesia. Si tratta di un acrostico che compone il nome dell’autore dalle lettere iniziali dei versi: ma non risulta niente di retorico nella constatazione della difficoltà di trovare amici, che si può risolvere nel non cercarne, se ben s’interpreta il secondo verso. La solitudine evidente trova un parziale compenso nell’elezione di un eroe – il pilota di formula 1 Reikkonen – e nel mito della vittoria, che, servendosi della lucidità strategica nella corsa, quindi dell’adrenalina e della velocità, è sognata come l’alternativa alla vita difficile.

Sezione scuola secondaria di I grado

III classificata ex aequo Natale di Nefeli Bakas Istituto Comprensivo “Calcedonia” Salerno
III classificata ex aequo Sogni di Diletta Terralavoro Istituto Comprensivo “Calcedonia” Salerno
III classificato ex aequo L’autunno Dionne Mamadou Lamine Istituto Comprensivo “Calcedonia” di Salerno

III classificata ex aequo Un sorriso non solo a Natale di Magliulo-Iodice, Sc. Sec. I grado di Santa Anastasia

III classificato Il tempo si è fermato di Ciro Ravveduto

II classificata Di quello che ho nel cuore Vincenza Mele Istituto Comprensivo “Calcedonia” di Salerno

I classificato La pioggia di Samuele Caloiero Sc. Sec. I grado Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno

III classificato ex aequo Nefeli Bakas Natale

Ed ecco qui il Natale
Che tante belle cose ci vuole donare,
la città si illumina di luci colorate
che da tutti vengono ammirate.
Che felicità negli occhi dei bambini,
Sempre allegri e birichini,
che aspettano il Natale
per poter donare
gioia e armonia,
amore e fantasia
anche a tutti in casa mia.
Gli alberi delle case tutti belli e ornati
Simbolo del Natale son diventati
Tutti sono più buoni e altruisti
E non più cattivi e pessimisti
La festa del Natale è una cosa molto speciale
Che con la famiglia bisogna passare.

Si ritiene che la poesia, centrata sui temi della festività del Natale, svolti con una certa proprietà, meriti il terzo posto ex aequo nella sezione.
III classificato ex aequo Magliulo-Iodice Un sorriso non solo a Natale
Restiamo fermi, impotenti,
quasi privi di veri sentimenti
a guardare la fine del mondo
che ci conduce in un
baratro profondo.
Apriamo gli occhi!
Guardiamo il prossimo con fiducia e amore,
solo così la speranza rinascerà nel nostro cuore.
Si avvicina il Natale,
pace e solidarietà per imparare ad amare!
Gesù Bambino
dovrebbe nascere in un
mondo migliore,
non tormentato dal dolore.
Il bambino farà risplendere
il sorriso su ogni viso
e rinascerà
in questa terra martoriata
che dalla guerra è dilaniata!
Ci donerà la forza
di reagire, per non
“inaridire” e così costruire
un futuro meno oscuro dove
l’amore prevalga sul dolore.
L’arroganza
lasci il posto alla
tolleranza.
Solo questo desideriamo:
che un giorno tutti possano amare
e che un sorriso non ci sia solo a Natale.
La poesia celebra l’avvento del Natale, e vi si avverte con una vaga eco dei problemi del mondo contemporaneo e della cronaca. Essa propone la genuina fede nelle possibilità risolutive della religione cattolica. Si ritiene che meriti, con altre, il terzo posto nella sezione.

III classificato Ciro Ravveduto Il tempo si è fermato

Il tempo si è fermato
sul bordo della strada
con il pollice alzato
ma nessuno gli bada.

Chi gli darà un passaggio
se in questo breve viaggio
abbiamo tutti una fretta
dannata e maledetta?

Una poesia in controtendenza, nel senso che, rispetto a tante composizioni che si risolvono nella celebrazione più o meno convenzionale del Natale, i versi del piccolo autore espongono un motivo importante per la vita, un motivo di saggezza: laddove tutti corrono, sarebbe conveniente e opportuno fermare il tempo, o fermarsi nel tempo. Tale esigenza viene espressa in due brevi quartine, in modo quindi molto conciso ma anche molto efficace e spiritoso. Una meritata nella graduatoria dei primi classificati, al terzo posto della sezione.

III classificato ex aequo Dionne Mamadou Lamine L’ Autunno

Cadon le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
di questo ballo improvvisato
che le adagia piano al prato.
Corre il bambino e le raccoglie
può finalmente toccare le foglie
gialle, rossicce ed arancioni,
sono colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
Lo dicono le foglie, gli alberi e il prato.

L’autore esprime il motivo dell’autunno che ritorna in un breve componimento assai efficace, suggestivo, anche pieno di un ritmo e di una misura – anche nell’uso della rima, sempre sobrio ed elegante e mai a sproposito – che si considera come naturale e spontaneo. Per tali caratteri si ritiene la poesia meritevole del secondo posto ex aequo.

III classificata ex aequo Diletta Terralavoro Sogni
Sogni
Sognare un castello
con un cavallo bianco,
un principe azzurro e
una fata innamorata…
Fiori incantati,
giardini colorati…
e una farfalla
che vola spensierata.
Poche, essenziali immagini racchiudono e si aprono a significati che rappresentano il senso della vita

II classificata Vincenza Mele Di quello che ho nel cuore

Di quello che ho nel cuore
parlo poco …
Amo i passi lungo la riva
È come se parlassero.
Amo il mattino ricco di luce.
Amo vivere e stare sveglia.
Amare ed essere amata.
Dare sempre il meglio di me.

La poesia espone all’inizio un motivo intimistico, nel riferimento a quel riserbo dovuto ai pensieri più segreti, a cui nessuno tranne l’anima stessa può affacciarsi; le immagini sono molto belle (Amo i passi lungo la riva./ È come se parlassero). Peraltro, si presentano in questi brevi concisi versi anche i motivi dell’amore per la vita e dell’amore per l’amore, e del tendere a offrire di sé sempre il meglio: una piccola silloge di vita, che si considera meritevole della seconda posizione nella sezione.

I classificato La pioggia Samuele Caloiero Istituto Comprensivo Calcedonia Salerno

Pioggia, il pianto di Dio
Scende dalle nuvole come fosse tante rondini
che escono dai nidi.
Soavi rumori produce,
scrosci sulle finestre.
Essenza della vita
sorgente della tristezza.
Pioggia, il pianto di Dio.
Scende leggiadra sul volto della Terra
come tanti cavalli in corsa,
i tuoni, hanno il suono.
Pioggia, il pianto di Dio.
Come una carezza ai monti
sangue delle vene terrestri.
Pioggia, il pianto di Dio,
pioggia, la signora grigia,
pioggia, l’eterna tristezza,
pioggia, l’eterna speranza.

Il motivo della pioggia viene svolto in questi versi in riferimento al divino, che senz’altro si vede nel mondo. L’argomento scelto viene svolto con dovizia e varietà di immagini (rondini, nidi, pianto di dio sul volto della terra, cavalli in corsa, sangue delle vene della terra …), del tutto appropriate ed efficaci, come si conviene alla buona poesia. Pertanto si ritiene di assegnare al componimento il primo posto nella sezione.

Sezione scuola secondaria di II grado

III classificato Anima solitaria di Francesco Sicignano V E ITI Renato Elia
Castellammare di Staia (Na)
II classificato Eleonora Mossi Liceo delle scienze umane “Teresa Ciceri” di Como
I classificato Fata Smemorina Chiara Liceo delle scienze umane “Teresa Ciceri” di Como

III classificato Anima solitaria di Francesco Sicignano

Arriva la notte, fredda ma incantevole.
Gelido è anche il mio cuore, solitario in una
strada vuota dove solo il vento fa rumore.
La solitudine, l’unica compagnia, invade l’anima
e l’abbraccia.
Lei, complice bellissima ma malvagia,
ingannatrice dell’uomo.

Nella poesia, scarna ed essenziale, viene presentato in modo efficace il tema della solitudine. Si ritiene di classificare pertanto il componimento al terzo posto della sezione.

II classificato Divisi di Eleonora Mossi

Come due vicini granelli di sabbia
allontanati da un’onda violenta
siamo stati sorpresi.
Rimargina la ferita
sommessamente.
E’ vano domandare:
“perché?”

La poesia presenta in modo molto disadorno il tema della divisione, che con ogni evidenza presupponeva l’unione precedente della coppia. L’assurdità della vita viene rappresentata attraverso le immagini dei granelli di sabbia, a cui vengono ridotti gli esseri umani, scompaginati dall’onda del tempo e degli imponderabili eventi, e dell’inutilità della ricerca di un motivo: non ci sono motivi, è – in fondo – vano domandarne. Si ritiene di assegnare al componimento il secondo posto nella sezione.

I classificato Fata smemorina di Chiara Regazzoni

Occhi smarriti, ancora luminosi e belli ma lontani.
Mi guardano curiosi in cerca di un nome da assegnarmi.
Le parlo, mi ascolta.
Lei parla, l’ascolto.
Un pesce fuor d’acqua in mezzo a tanti pesci più anziani.
Mi sorride, calma mi ripete.
Fa finta di niente, fa finta di conoscermi anche se lei non sa
chi io sia realmente.
Le parlo, mi ascolta.
Mi parla, l’ascolto.
Una mia coetanea pensa lei.
Mi alzo, un momento e torno.
Mi guarda curiosa in cerca di un nome da assegnarmi.
Le parlo, mi ascolta.
Lei parla, l’ascolto.
Un pesce fuor d’acqua in mezzo a tanti pesci più anziani.

Una poesia molto efficace. Sembra che parli dell’incontro tra due persone, di cui una ancor giovane in qualche modo (occhi … ancora luminosi) eppure, per qualche caso della vita, smarrita e lontana. Circola tra i versi un senso elevato ma reso con leggerezza, della compassione per l’altra, forse una conoscente o una consanguinea, che non serba memoria dell’interlocutore, per quanto dovrebbe, o potrebbe; oppure neanche potrebbe, se l’interlocutore è un estraneo, ma lei ritiene che potrebbe, e così finge di conoscere e riconoscere. La poesia è forse anche un’immagine del fingere di conoscersi che è spesso la vita, mentre non ci si conosce affatto. Comunque un componimento denso e spesso, che nell’apparente linearità dice molte più cose di quanto non possa sembrare a prima lettura. Si ritiene che meriti il primo posto nella sezione.

Sezione internazionale

II classificato Les lumières de Noël Franco De Domenico (Francia)

II classificato
Les lumières de Noël di Franco De Domenico

Chaque année
On va avec nos enfants
Voir les lumières
Les lumières de Noël.

Chaque année
C’est une vraie merveille
Ma petite Mireille
Comme la lumière
De tes yeux.

Chaque année
Nous attendons les lumières
Nous attendons le Noël
Quelque gâteau, quelque cadeau.

Cette année, nous attendons aussi
La paix pour tout le monde
La paix dans tout le monde.

Le luci di Natale

Ogni anno
Andiamo con i nostri bambini
A vedere le luci.
Le luci di Natale.

Ogni anno
E’ una vera meraviglia
Mia piccola Mirella
Come la luce
Dei tuoi occhi.

Ogni anno
Aspettiamo le luci
Aspettiamo il Natale
Qualche dolce, qualche regalo.

Quest’anno, aspettiamo anche
la pace per tutti
la pace in tutto il mondo.

La poesia viene scritta con grande semplicità e trasmette tre sentimenti. Uno, centrale, è quello dell’amore famigliare per la piccola Mirella, i cui occhi sono festa, come le luci della festa che viene. Il primo sentimento, appunto quello dettato dall’Avvento, è collegato al termine all’augurio della difficile speranza della pace per tutte le genti. Si ritiene tale poesia al primo posto ex aequo nella sezione internazionale.

I classificato Georgia di Chikviladze Aleksandre

Tu sei piccola,
ma così bella
in autunno con le tue
foglie ingiallite e rossastre.
È molto bello
che ogni mattina
mi sveglio con i tuoi rumori.

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Una poesia lievemente malinconica, che sembra trasmettere con semplicità eppure efficacemente la nostalgia attraverso il senso dell’autunno e dei suoi colori; insieme, evoca la bellezza della patria e rievoca i rumori familiari che accompagnano il risveglio del mattino. Si classifica la poesia al primo posto della sezione.
Un doveroso grazie dall’organizzatrice, Maria Marsicano, all’amministrazione provinciale di Salerno, che ha messo a disposizione la bella sala Bottiglieri, all’avvocato Francesca Scarpa per la collaborazione data, all’insegnante Myriam Magarelli, che nonostante sia stata contattata con notevolissimo ritardo per diversi motivi, ha saputo portare due numerose classi da Potenza, un accorato grazie alla giuria e al Presidente Carlo Di Legge per il meticoloso lavoro svolto. Un grazie alla dirigente dell’Istituto Comprensivo Calcedonia, che nonostante i suoi innumerevoli impegni ha presenziato e ascoltato con religioso silenzio tutte le liriche del concorso tra cui sette degli alunni del suo Istituto. Infine grazie al Presidente della Provincia, dottor Canfora che ha ricevuto e plaudito tutti gli alunni partecipanti al concorso”Poetando sotto le luci di Natale”2015.
Un frizzante arrivederci alla terza edizione del 2016.Il 21 dicembre 2015, alle ore 10,00 nella sala Bottiglieri di palazzo Sant’Agostino, a Salerno, città delle luci d’artista, si è svolta la premiazione dell’evento annuale del concorso”Poetando sotto le luci di Natale”quest’anno alla sua seconda edizione e come per le luci d’artista vengono dall’Italia e anche da altre parti del mondo, così anche per questa manifestazione, infatti ci sono state poesie in francese, georgiano, inglese e vernacolo. Questo concorso letterario è stato organizzato dall’Associazione culturale Onlus “Iolanda”in collaborazione con la prof/ssa Maria Marsicano e l’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno. Scrupoloso il lavoro della giuria formata dal Presidente dottor Carlo Di Legge: filosofo, filologo, poeta, saggista, originario della regione Puglia, dottoressa Mirella Amato, dirigente dell’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno, nonché salernitana, professoressa Rossella Pesiri, originaria di Avellino, dottor Eugenio Sorrentino, giornalista di Bergamo e direttore di Orbiternews notiziario spaziale, dottor Antonello Novellino, regista internazionale, di origine salernitana, la pittrice Anna De Rosa, nativa di Buccino. Presentatrice la costumista e stilista salernitana Iole Capparrone, che con garbo ha condotto l’evento attestando nuovamente la sua bravura anche in campo giornalistico nell’esporre il filo conduttore del favoloso connubio di arte e poesia. Le opere con cui sono stati premiati i vincitori del primo posto sono delle preziose chine dell’artista lucano Pasquale Zamparella che con le sue immagini della civiltà contadina fa rivivere il passato e una cultura autentica, che sembra lontana, ma non lo è affatto. ( Questa cultura è molto cara e sacra alla professoressa Maria Marsicano, che nell’Istituto Comprensivo Calcedonia ha organizzato il museo della storia ). I vincitori del secondo posto, non previsto dal bando, ma voluto dalla giuria hanno ricevuto dei quadri a tema libero realizzati da Assunta Trotta, Pasquale Ernesto Pisani, Mazzariello Chiara, Grieco Roberta e Bakas Kleoniki, alunni del professore e artista Pasquale Petrucci, che ancora non hanno superato il loro grande maestro, ma si nota che c’è la sua indelebile impronta. I numerosi terzi posti e terzi posti ex aequo hanno ricevuto un attestato di merito. Un fuori programma singolare e piacevole è stata la premiazione effettuata dall’artista in erba Assunta Trotta, che trovandosi in sala per la premiazione di una sua poesia è stata chiamata a sorpresa dalla presentatrice Iole Capparrone, per far consegnare da lei a Vincenza Mele, vincitrice del secondo posto sezione scuola secondaria di primo grado, il quadro in cui aveva dipinto un bel uccellino, lei non si è affatto persa d’animo, ma ha eseguito anche questo compito con la compitezza che la contraddistingue. Le poesie e i giudizi di questo concorso sono i seguenti:
Sezione adulti

III classicato Salvatore Maenza
II classificato Olimpia Orlando Miele
I classificato Jacopo Curi

Jacopo Curi Sez. adulti I classificato
I moti delle variazioni

Nato da una nota bemolle,
disegnato con morbida grafite
su sfondo di campagna, vissi in terza
persona che quasi non percepivo.

Ero un soffio quando vidi il mare
credendo fosse sostanza del cielo.
Concepire tanto non m’appartiene
come il tepore novembrino delle colline.

Crebbi al ritmo della natura percependo
coi sensi più assopiti ogni variazione
delle stagioni e l’attardarsi contemplativo
dell’imbrunire, crepuscolo forestiero.

Fluire piacente che ossidava i rizomi
nella conca tra l’Adriatico e i Sibillini,
focolare di solitudini e la cieca compagnia
della solita notte alla finestra.

Coriandoli silvestri prima della goccia
di stalattite, corolle di primavera e daltonismi
da sfumatura, poi il travolgere dell’afa
e la prima lucciola anticipava la mietitura.

Sdraiato fra l’ottone delle balle di fieno
preziose che una gazza le avrebbe rubate,
solo fosse stata un gigante, sparivo nell’odore
di falciato, pregno di letame e paglia agrodolci.

Tutto è ormai una venatura scolpita
nelle meningi e un cibo per la vecchiaia sarebbe
adesso, morire di fanciullezza. Mentre diventavo
uomo sentivo le piante respirare.

La poesia di Jacopo Curi colpisce immediatamente perché pare l’effetto di una maniera autentica, del tutto sua e dunque singolare, di percepire e di intendere il mondo e la vita. Tale maniera è intensa e toccante. Non si presenta un solo verso, nelle quartine, che non ci regali un’immagine sorprendente e molto appropriata, che perciò sposta le nostre solite e pigre maniere di pensare e concepire, al contempo rivelando qualcosa che non sapevamo, ma che sembrava attenderci. Questa è difatti una delle dimensioni più pure e autentiche della poesia: per tale motivo si ritiene di classificare tali versi al primo posto della sezione.

Olimpia Orlando Miele Sez. adulti II classificata

Buon Viaggio

Così sei partita, andata!
Ed è come un innaturale, statico mare,
nel quale mi specchio e non mi riconosco,
nel quale vorrei leggere il futuro per rincuorarmi.
Così sei partita, figlia, andata,
ed è per me un’altra data.
Un doloroso passaggio!

Correvo, correvo ti rincorrevo come da bambine
ma è il mondo che rallenta per me, ed io scendo
Tu, acceleri, se pure spaesata, pioniera del tuo presente.
Io più piccola, fragile, lenta nell’afferrare l’attimo
Le nostre mani si sono sfiorate, salutandoci,
e nel mio ventre è come un fiore reciso per davvero.
Mi rasserena una sola certezza,
navigherai mari, attraverserai deserti,
scoprirai miserie umane sotto scrigni dorati
e tanta bontà nella semplicità d’animo.

Figlia, scoprirai che tra i tuoi preziosi
c’è l’amore di una madre che aspetta.
Nulla eguaglierà la felicità
che proverai nel riabbracciarla.
E quel ritrovarsi varrà per una vita intera.
La poesia di Olimpia Orlando Miele riguarda il tema della separazione della figlia dalla madre, per via della partenza che s’intuisce dovuta a lavoro. La partenza viene intesa alla stregua di una seconda nascita – come si può ben comprendere, quando il giovane parte per luoghi lontani – e dunque come un secondo distacco, dopo un lungo periodo di vita assieme alla madre. Tale distacco viene vissuto con grande intesità emotiva e viene presentato con immagini piuttosto incisive. Per tali motivi si ritiene di classificare la poesia al secondo posto nella sezione adulti.

Salvatore Maenza Sez. adulti III classificato
Vite a perdere
Batte e ribatte l’onda
Su visi già provati
Stracci di vita a perdere
Su una barca stipata.
Gocce di acqua e fiele
Su volti schiaffeggiati,
su ferite mai sanate,
su infanzie negate.
Vola sulla cresta e l’onda
Con le ali del furore,
urla con il suo fragore,
si gonfia, s’infrange e muore.
Occhi di pianto accesi
Dentro la notte buia,
cuore che batte in gola
vinto dalla paura.
Selva di mani al cielo,
flebili fiamme al vento,
storie, di ignoti uomini,
che nessuno mai saprà.
Ora giace sul fondo
La sagoma spettrale,
la speranza di un sogno
fu vano e fu letale.

I versi di Maenza, come anche altri, hanno il merito affacciarsi su di una terribile questione del nostro tempo, quella dei migranti. Meglio di altri, essi riguardano l’argomento con una certa forza. Prospettano con proprietà di parola i temi del valore della vita umana che viene di continuo affermato per quanto negato e il dramma delle storie individuali, per sempre ignote, di paura e di morte. Per tali motivi si ritiene la poesia degna di menzione, classificandola al terzo posto

Sezione scuola primaria

III classificato “Se io fossi la maga di Natale” Fabiola Lo Casto Classe IV A della Scuola primaria “Calcedonia” di Salerno
II classificato “Inverno” Plesso “18 Agosto 1860” dell’ I.C. “Torraca- Bonaventura” di Potenza
I classificato ex aequo “Ammazzo il tempo girando” di Kmimi Amin Classe VB della scuola primaria di Appignano (MC),

I classificato “Gesù” Classe terza A della Scuola primaria “Calcedonia” di Salerno

III classificato Fabiola Lo Casto Classe IV A della Scuola primaria “Calcedonia” di Salerno

Se io fossi la maga di Natale
andrei in tutte le case
non solo a portare doni e regali
ma a portare quel calore
che ti può uscire solo dal cuore
che non solo ti riscalda
ma che ti fa entrare
l’anima nello spirito del Natale.
Se io fossi la maga di Natale
in piazza me ne andrei
e quell’albero di Natale alto e artificiale
lo sostituirei
con un alberello
piccolo , onesto più che mai
e quando lo guardi
ti accorgi che tu sei come me
e che io sono come te.

La poesia si segnala perché, all’interno di una costruzione sintattica molto semplice ma sempre efficace, riesce a trasmettere senza alcuna retorica caldi e sempre attuali sentimenti di umanità. Viene considerata come terza classificata per la sezione scuola primaria.

II classificato Plesso “18 Agosto 1860” dell’ I.C. “Torraca- Bonaventura” di Potenza

INVERNO

Rumore del vento che sfiora la nostra pelle,
rumore della pioggia che picchietta i vetri,
rumore delle foglie secche calpestate,
rumore della legna che scoppietta nel fuoco,
rumore dei bimbi che giocano nella neve,
rumore delle zampogne che, con le loro dolci melodie,
allietano le strade piene di addobbi colorati.
Questa è la meravigliosa musica dell’ inverno
che preannuncia il Natale.

La poesia è costruita sulla ripetizione di una parola come “rumore” che, posta all’inizio di sei versi su nove, regge poi differenti cause del rumore, ma tutte riguardanti l’imminenza della festività del Natale. La si considera come un esempio della semplicità e dell’efficacia, del tutto priva di retorica, del sentire poesia, e del farla. Viene pertanto classificata al secondo posto della sezione scuola primaria.

I classificata III A Istituto Comprensivo Calcedonia Salerno
Gesù
Gesù sai che quaggiù
non si comprende niente più.
I mari, i monti che tu ci hai donato
sono un ricordo del passato.
I tuoi fratelli, da te tanto amati,
sono nemici dichiarati.
Gesù Bambino con tutto il tuo amore
trasforma il mondo in un solo cuore.
Siamo solo bambini
e in questo Natale
così ti preghiamo:
“Sferra l’attacco finale
e distruggi ogni male”.

Una poesia che nella sua semplicità riguarda, come guardate dagli occhi e dalla mente di un bambino, da lontano una serie di questioni e di problemi che toccano il mondo contemporaneo. L’appello a Gesù richiama la presenza del motivo religioso come elemento della speranza.

I classificato ex aequo

Kmimi Amin Classe VB della scuola primaria di Appignano (MC),

Ammazzo il tempo girando
Mai in cerca di amici
In cerca di adrenalina.
Non è facile socializzare.

Kimi Raikkonen pilota come me
Mai tocco terra, sempre in volo,
Importante la lucidità
Mai mi schianterò.
Impertinente passavo, non rallentavo.

Del tutto diversa dalle altre, e molto autentica, questa poesia. Si tratta di un acrostico che compone il nome dell’autore dalle lettere iniziali dei versi: ma non risulta niente di retorico nella constatazione della difficoltà di trovare amici, che si può risolvere nel non cercarne, se ben s’interpreta il secondo verso. La solitudine evidente trova un parziale compenso nell’elezione di un eroe – il pilota di formula 1 Reikkonen – e nel mito della vittoria, che, servendosi della lucidità strategica nella corsa, quindi dell’adrenalina e della velocità, è sognata come l’alternativa alla vita difficile.

Sezione scuola secondaria di I grado

III classificata ex aequo Natale di Nefeli Bakas Istituto Comprensivo “Calcedonia” Salerno
III classificata ex aequo Sogni di Diletta Terralavoro Istituto Comprensivo “Calcedonia” Salerno
III classificato ex aequo L’autunno Dionne Mamadou Lamine Istituto Comprensivo “Calcedonia” di Salerno

III classificata ex aequo Un sorriso non solo a Natale di Magliulo-Iodice, Sc. Sec. I grado di Santa Anastasia

III classificato Il tempo si è fermato di Ciro Ravveduto

II classificata Di quello che ho nel cuore Vincenza Mele Istituto Comprensivo “Calcedonia” di Salerno

I classificato La pioggia di Samuele Caloiero Sc. Sec. I grado Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno

III classificato ex aequo Nefeli Bakas Natale

Ed ecco qui il Natale
Che tante belle cose ci vuole donare,
la città si illumina di luci colorate
che da tutti vengono ammirate.
Che felicità negli occhi dei bambini,
Sempre allegri e birichini,
che aspettano il Natale
per poter donare
gioia e armonia,
amore e fantasia
anche a tutti in casa mia.
Gli alberi delle case tutti belli e ornati
Simbolo del Natale son diventati
Tutti sono più buoni e altruisti
E non più cattivi e pessimisti
La festa del Natale è una cosa molto speciale
Che con la famiglia bisogna passare.

Si ritiene che la poesia, centrata sui temi della festività del Natale, svolti con una certa proprietà, meriti il terzo posto ex aequo nella sezione.
III classificato ex aequo Magliulo-Iodice Un sorriso non solo a Natale
Restiamo fermi, impotenti,
quasi privi di veri sentimenti
a guardare la fine del mondo
che ci conduce in un
baratro profondo.
Apriamo gli occhi!
Guardiamo il prossimo con fiducia e amore,
solo così la speranza rinascerà nel nostro cuore.
Si avvicina il Natale,
pace e solidarietà per imparare ad amare!
Gesù Bambino
dovrebbe nascere in un
mondo migliore,
non tormentato dal dolore.
Il bambino farà risplendere
il sorriso su ogni viso
e rinascerà
in questa terra martoriata
che dalla guerra è dilaniata!
Ci donerà la forza
di reagire, per non
“inaridire” e così costruire
un futuro meno oscuro dove
l’amore prevalga sul dolore.
L’arroganza
lasci il posto alla
tolleranza.
Solo questo desideriamo:
che un giorno tutti possano amare
e che un sorriso non ci sia solo a Natale.
La poesia celebra l’avvento del Natale, e vi si avverte con una vaga eco dei problemi del mondo contemporaneo e della cronaca. Essa propone la genuina fede nelle possibilità risolutive della religione cattolica. Si ritiene che meriti, con altre, il terzo posto nella sezione.

III classificato Ciro Ravveduto Il tempo si è fermato

Il tempo si è fermato
sul bordo della strada
con il pollice alzato
ma nessuno gli bada.

Chi gli darà un passaggio
se in questo breve viaggio
abbiamo tutti una fretta
dannata e maledetta?

Una poesia in controtendenza, nel senso che, rispetto a tante composizioni che si risolvono nella celebrazione più o meno convenzionale del Natale, i versi del piccolo autore espongono un motivo importante per la vita, un motivo di saggezza: laddove tutti corrono, sarebbe conveniente e opportuno fermare il tempo, o fermarsi nel tempo. Tale esigenza viene espressa in due brevi quartine, in modo quindi molto conciso ma anche molto efficace e spiritoso. Una meritata nella graduatoria dei primi classificati, al terzo posto della sezione.

III classificato ex aequo Dionne Mamadou Lamine L’ Autunno

Cadon le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
di questo ballo improvvisato
che le adagia piano al prato.
Corre il bambino e le raccoglie
può finalmente toccare le foglie
gialle, rossicce ed arancioni,
sono colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
Lo dicono le foglie, gli alberi e il prato.

L’autore esprime il motivo dell’autunno che ritorna in un breve componimento assai efficace, suggestivo, anche pieno di un ritmo e di una misura – anche nell’uso della rima, sempre sobrio ed elegante e mai a sproposito – che si considera come naturale e spontaneo. Per tali caratteri si ritiene la poesia meritevole del secondo posto ex aequo.

III classificata ex aequo Diletta Terralavoro Sogni
Sogni
Sognare un castello
con un cavallo bianco,
un principe azzurro e
una fata innamorata…
Fiori incantati,
giardini colorati…
e una farfalla
che vola spensierata.
Poche, essenziali immagini racchiudono e si aprono a significati che rappresentano il senso della vita

II classificata Vincenza Mele Di quello che ho nel cuore

Di quello che ho nel cuore
parlo poco …
Amo i passi lungo la riva
È come se parlassero.
Amo il mattino ricco di luce.
Amo vivere e stare sveglia.
Amare ed essere amata.
Dare sempre il meglio di me.

La poesia espone all’inizio un motivo intimistico, nel riferimento a quel riserbo dovuto ai pensieri più segreti, a cui nessuno tranne l’anima stessa può affacciarsi; le immagini sono molto belle (Amo i passi lungo la riva./ È come se parlassero). Peraltro, si presentano in questi brevi concisi versi anche i motivi dell’amore per la vita e dell’amore per l’amore, e del tendere a offrire di sé sempre il meglio: una piccola silloge di vita, che si considera meritevole della seconda posizione nella sezione.

I classificato La pioggia Samuele Caloiero Istituto Comprensivo Calcedonia Salerno

Pioggia, il pianto di Dio
Scende dalle nuvole come fosse tante rondini
che escono dai nidi.
Soavi rumori produce,
scrosci sulle finestre.
Essenza della vita
sorgente della tristezza.
Pioggia, il pianto di Dio.
Scende leggiadra sul volto della Terra
come tanti cavalli in corsa,
i tuoni, hanno il suono.
Pioggia, il pianto di Dio.
Come una carezza ai monti
sangue delle vene terrestri.
Pioggia, il pianto di Dio,
pioggia, la signora grigia,
pioggia, l’eterna tristezza,
pioggia, l’eterna speranza.

Il motivo della pioggia viene svolto in questi versi in riferimento al divino, che senz’altro si vede nel mondo. L’argomento scelto viene svolto con dovizia e varietà di immagini (rondini, nidi, pianto di dio sul volto della terra, cavalli in corsa, sangue delle vene della terra …), del tutto appropriate ed efficaci, come si conviene alla buona poesia. Pertanto si ritiene di assegnare al componimento il primo posto nella sezione.

Sezione scuola secondaria di II grado

III classificato Anima solitaria di Francesco Sicignano V E ITI Renato Elia
Castellammare di Staia (Na)
II classificato Eleonora Mossi Liceo delle scienze umane “Teresa Ciceri” di Como
I classificato Fata Smemorina Chiara Liceo delle scienze umane “Teresa Ciceri” di Como

III classificato Anima solitaria di Francesco Sicignano

Arriva la notte, fredda ma incantevole.
Gelido è anche il mio cuore, solitario in una
strada vuota dove solo il vento fa rumore.
La solitudine, l’unica compagnia, invade l’anima
e l’abbraccia.
Lei, complice bellissima ma malvagia,
ingannatrice dell’uomo.

Nella poesia, scarna ed essenziale, viene presentato in modo efficace il tema della solitudine. Si ritiene di classificare pertanto il componimento al terzo posto della sezione.

II classificato Divisi di Eleonora Mossi

Come due vicini granelli di sabbia
allontanati da un’onda violenta
siamo stati sorpresi.
Rimargina la ferita
sommessamente.
E’ vano domandare:
“perché?”

La poesia presenta in modo molto disadorno il tema della divisione, che con ogni evidenza presupponeva l’unione precedente della coppia. L’assurdità della vita viene rappresentata attraverso le immagini dei granelli di sabbia, a cui vengono ridotti gli esseri umani, scompaginati dall’onda del tempo e degli imponderabili eventi, e dell’inutilità della ricerca di un motivo: non ci sono motivi, è – in fondo – vano domandarne. Si ritiene di assegnare al componimento il secondo posto nella sezione.

I classificato Fata smemorina di Chiara Regazzoni

Occhi smarriti, ancora luminosi e belli ma lontani.
Mi guardano curiosi in cerca di un nome da assegnarmi.
Le parlo, mi ascolta.
Lei parla, l’ascolto.
Un pesce fuor d’acqua in mezzo a tanti pesci più anziani.
Mi sorride, calma mi ripete.
Fa finta di niente, fa finta di conoscermi anche se lei non sa
chi io sia realmente.
Le parlo, mi ascolta.
Mi parla, l’ascolto.
Una mia coetanea pensa lei.
Mi alzo, un momento e torno.
Mi guarda curiosa in cerca di un nome da assegnarmi.
Le parlo, mi ascolta.
Lei parla, l’ascolto.
Un pesce fuor d’acqua in mezzo a tanti pesci più anziani.

Una poesia molto efficace. Sembra che parli dell’incontro tra due persone, di cui una ancor giovane in qualche modo (occhi … ancora luminosi) eppure, per qualche caso della vita, smarrita e lontana. Circola tra i versi un senso elevato ma reso con leggerezza, della compassione per l’altra, forse una conoscente o una consanguinea, che non serba memoria dell’interlocutore, per quanto dovrebbe, o potrebbe; oppure neanche potrebbe, se l’interlocutore è un estraneo, ma lei ritiene che potrebbe, e così finge di conoscere e riconoscere. La poesia è forse anche un’immagine del fingere di conoscersi che è spesso la vita, mentre non ci si conosce affatto. Comunque un componimento denso e spesso, che nell’apparente linearità dice molte più cose di quanto non possa sembrare a prima lettura. Si ritiene che meriti il primo posto nella sezione.

Sezione internazionale

II classificato Les lumières de Noël Franco De Domenico (Francia)

II classificato
Les lumières de Noël di Franco De Domenico

Chaque année
On va avec nos enfants
Voir les lumières
Les lumières de Noël.

Chaque année
C’est une vraie merveille
Ma petite Mireille
Comme la lumière
De tes yeux.

Chaque année
Nous attendons les lumières
Nous attendons le Noël
Quelque gâteau, quelque cadeau.

Cette année, nous attendons aussi
La paix pour tout le monde
La paix dans tout le monde.

Le luci di Natale

Ogni anno
Andiamo con i nostri bambini
A vedere le luci.
Le luci di Natale.

Ogni anno
E’ una vera meraviglia
Mia piccola Mirella
Come la luce
Dei tuoi occhi.

Ogni anno
Aspettiamo le luci
Aspettiamo il Natale
Qualche dolce, qualche regalo.

Quest’anno, aspettiamo anche
la pace per tutti
la pace in tutto il mondo.

La poesia viene scritta con grande semplicità e trasmette tre sentimenti. Uno, centrale, è quello dell’amore famigliare per la piccola Mirella, i cui occhi sono festa, come le luci della festa che viene. Il primo sentimento, appunto quello dettato dall’Avvento, è collegato al termine all’augurio della difficile speranza della pace per tutte le genti. Si ritiene tale poesia al primo posto ex aequo nella sezione internazionale.

I classificato Georgia di Chikviladze Aleksandre

Tu sei piccola,
ma così bella
in autunno con le tue
foglie ingiallite e rossastre.
È molto bello
che ogni mattina
mi sveglio con i tuoi rumori.

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Una poesia lievemente malinconica, che sembra trasmettere con semplicità eppure efficacemente la nostalgia attraverso il senso dell’autunno e dei suoi colori; insieme, evoca la bellezza della patria e rievoca i rumori familiari che accompagnano il risveglio del mattino. Si classifica la poesia al primo posto della sezione.
Un doveroso grazie dall’organizzatrice, Maria Marsicano, all’amministrazione provinciale di Salerno, che ha messo a disposizione la bella sala Bottiglieri, all’avvocato Francesca Scarpa per la collaborazione data, all’insegnante Myriam Magarelli, che nonostante sia stata contattata con notevolissimo ritardo per diversi motivi, ha saputo portare due numerose classi da Potenza, un accorato grazie alla giuria e al Presidente Carlo Di Legge per il meticoloso lavoro svolto. Un grazie alla dirigente dell’Istituto Comprensivo Calcedonia, che nonostante i suoi innumerevoli impegni ha presenziato e ascoltato con religioso silenzio tutte le liriche del concorso tra cui sette degli alunni del suo Istituto. Infine grazie al Presidente della Provincia, dottor Canfora che ha ricevuto e plaudito tutti gli alunni partecipanti al concorso”Poetando sotto le luci di Natale”2015.
Un frizzante arrivederci alla terza edizione del 2016.