Sorrento i sindacati chiedono modifiche al regolamento di Polizia Municipale

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-inserito da Salvatore Caccaviello-
Sorrento – Nei giorni scorsi è stato inviata, da parte delle rappresentanze sindacali, al Sindaco, all’Assessore responsabile,ai gruppi consiliari nonchè al Comandante della Polizia Municipale, una nota in cui si evidenziano , secondo gli scriventi, una serie di situazione non condivise. Pertanto riceviamo e pubblichiamo
Oggetto: Dichiarazione a verbale confronto concertativo del 18.12.2015. Adozione Nuovo Regolamento Corpo Polizia Municipale – Ricadute e illegittimità.
Le scriventi OO.SS, nel prendere atto, così come già preannunciato dalla parte pubblica , che la fase concertativa avviata per il confronto sul Regolamento in oggetto è risultata,nei fatti, svilita poichè le modifiche richieste da queste rappresentanze non riscontrerebbero accoglimento alcuno benchè inseriscono essenziali condizioni e tutele, producono la presente dichiarazione verbale.
In ragione di ciò, onde partecipare i Rappresentanti istituzionali in indirizzo, cui la presente è diretta, queste OO.SS evidenziano che le indicazioni prodotte in sede di confronto concertativo miravano a destrutturare parte dell’articolato in esame che implica improduttive, anticontrattuali e illegittime ricadute, tra cui:
– la preclusione della previa visione e/o conoscenza del servizio da prestarsi sul territorio, sia da parte degli addetti al coordinamento e controllo (che per ruolo devono conoscere la dislocazione di tutto il personale), sia da parte degli “Operatori” subordinati, cui viene a togliersi un essenziale elemento per la stessa comune trasparenza e sicurezza;
– il rigetto della programmazione del servizio su base almeno mensile, di modo da assicurare continuità delle prestazioni ed evitare maggior disagio per gli appartenenti alla P.M. , inversamente soggetti a turni che vietano la programmazione della vita privata , pertanto remunerabile con un incidente indennità di disagio;
-la non chiara individuazione dei parametri/criteri sulla periodicità (giornaliera – settimanale – mensile – semestrale – ecc.) e sulla classificazione del personale assoggettato alla rotazione per l’anticorruzione. In pratica la volontà a mantenere nomenclatura dei profili professionali che lascia illegittima discrezionalità persino sulla rotazione di particolari fasce di lavoratori, espressamente vietata dal Codice di comportamento dei pubblici dipendenti che , inversamente, opera principalmente sui dirigenti -funzionari – ecc., mentre il suddetto Regolamento consente la quasi “esclusiva” rotazione degli operatori, cioè dipendenti di categoria C;
-Il diniego a inserire altri incidenti parametri per l’indivduazione della dotazione organica del Corpo di P.M. che possono consentire più servizi e maggiore stabile occupazione per i giovani in cerca di lavoro, nonchè il rifiuto a trasparenti ed equi criteri per l’individuazione del personale da assegnare a particolari servizi e alla sala radio;
– rigetto a fissare ciò che la Legge 65/86 dispone in ordine alla precipue competenze del Sindaco rispetto a quelle del Comandante, ove, nel Regolamento in questione, il Comandante da le direttive e il Sindaco le esegue;
– volontà a mantenere una illogica e antigiuridica commissione (gestione politica – dirigenziale) tra l’individuazione del ruolo di Vice Comandante e l’assegnazione della posizione organizzativa;
– volontà a fissare ciò che è tautologico rispetto ai carichi di lavoro e responsabilità per gli istruttori di categoria C, senza regolamentare, peraltro, il riconoscimento di responsabilità anche sotto l’aspetto contrattuale, mentre solo per alcuni dipendenti di categoria D si fissano più o meno gli stessi carichi di lavoro e responsabilità, con l’affido di compiti riconducibili ad altre figure professionali (“specialisti di vigilanza”), e al contempo si evita di fissare responsabilità in tema d’emazione di particolari ed esponenti procedure operative, pur dovute a chi dirige il Corpo.
– Ebbene la mancanza ed il successivo non recepimento di criteri oggettivi nel corpo del suddetto regolamento viola principi costituzionali in tema di eguaglianza e pari opportunità, nonchè manifestamente contrario a nome di rango superiore e contrattuali in materia di trasparenza, antidiscriminazione e sicurezza.
La presente costituisce , altresì, preannuncio all’avvio di azioni sindacali e , se del caso, giudiziarie che le scriventi rappresentanze produrranno, a tutela degli interessi rappresentati, in caso di reiterato rigetto a fissare tutte le disposizioni postulate da leggi e contratti. (18 dicembre 2015 -prot.n. 60170)
Segretario generale CGIL FP Rappresentante territoriale UIL FLP-inserito da Salvatore Caccaviello-
Sorrento – Nei giorni scorsi è stato inviata, da parte delle rappresentanze sindacali, al Sindaco, all’Assessore responsabile,ai gruppi consiliari nonchè al Comandante della Polizia Municipale, una nota in cui si evidenziano , secondo gli scriventi, una serie di situazione non condivise. Pertanto riceviamo e pubblichiamo
Oggetto: Dichiarazione a verbale confronto concertativo del 18.12.2015. Adozione Nuovo Regolamento Corpo Polizia Municipale – Ricadute e illegittimità.
Le scriventi OO.SS, nel prendere atto, così come già preannunciato dalla parte pubblica , che la fase concertativa avviata per il confronto sul Regolamento in oggetto è risultata,nei fatti, svilita poichè le modifiche richieste da queste rappresentanze non riscontrerebbero accoglimento alcuno benchè inseriscono essenziali condizioni e tutele, producono la presente dichiarazione verbale.
In ragione di ciò, onde partecipare i Rappresentanti istituzionali in indirizzo, cui la presente è diretta, queste OO.SS evidenziano che le indicazioni prodotte in sede di confronto concertativo miravano a destrutturare parte dell’articolato in esame che implica improduttive, anticontrattuali e illegittime ricadute, tra cui:
– la preclusione della previa visione e/o conoscenza del servizio da prestarsi sul territorio, sia da parte degli addetti al coordinamento e controllo (che per ruolo devono conoscere la dislocazione di tutto il personale), sia da parte degli “Operatori” subordinati, cui viene a togliersi un essenziale elemento per la stessa comune trasparenza e sicurezza;
– il rigetto della programmazione del servizio su base almeno mensile, di modo da assicurare continuità delle prestazioni ed evitare maggior disagio per gli appartenenti alla P.M. , inversamente soggetti a turni che vietano la programmazione della vita privata , pertanto remunerabile con un incidente indennità di disagio;
-la non chiara individuazione dei parametri/criteri sulla periodicità (giornaliera – settimanale – mensile – semestrale – ecc.) e sulla classificazione del personale assoggettato alla rotazione per l’anticorruzione. In pratica la volontà a mantenere nomenclatura dei profili professionali che lascia illegittima discrezionalità persino sulla rotazione di particolari fasce di lavoratori, espressamente vietata dal Codice di comportamento dei pubblici dipendenti che , inversamente, opera principalmente sui dirigenti -funzionari – ecc., mentre il suddetto Regolamento consente la quasi “esclusiva” rotazione degli operatori, cioè dipendenti di categoria C;
-Il diniego a inserire altri incidenti parametri per l’indivduazione della dotazione organica del Corpo di P.M. che possono consentire più servizi e maggiore stabile occupazione per i giovani in cerca di lavoro, nonchè il rifiuto a trasparenti ed equi criteri per l’individuazione del personale da assegnare a particolari servizi e alla sala radio;
– rigetto a fissare ciò che la Legge 65/86 dispone in ordine alla precipue competenze del Sindaco rispetto a quelle del Comandante, ove, nel Regolamento in questione, il Comandante da le direttive e il Sindaco le esegue;
– volontà a mantenere una illogica e antigiuridica commissione (gestione politica – dirigenziale) tra l’individuazione del ruolo di Vice Comandante e l’assegnazione della posizione organizzativa;
– volontà a fissare ciò che è tautologico rispetto ai carichi di lavoro e responsabilità per gli istruttori di categoria C, senza regolamentare, peraltro, il riconoscimento di responsabilità anche sotto l’aspetto contrattuale, mentre solo per alcuni dipendenti di categoria D si fissano più o meno gli stessi carichi di lavoro e responsabilità, con l’affido di compiti riconducibili ad altre figure professionali (“specialisti di vigilanza”), e al contempo si evita di fissare responsabilità in tema d’emazione di particolari ed esponenti procedure operative, pur dovute a chi dirige il Corpo.
– Ebbene la mancanza ed il successivo non recepimento di criteri oggettivi nel corpo del suddetto regolamento viola principi costituzionali in tema di eguaglianza e pari opportunità, nonchè manifestamente contrario a nome di rango superiore e contrattuali in materia di trasparenza, antidiscriminazione e sicurezza.
La presente costituisce , altresì, preannuncio all’avvio di azioni sindacali e , se del caso, giudiziarie che le scriventi rappresentanze produrranno, a tutela degli interessi rappresentati, in caso di reiterato rigetto a fissare tutte le disposizioni postulate da leggi e contratti. (18 dicembre 2015 -prot.n. 60170)
Segretario generale CGIL FP Rappresentante territoriale UIL FLP